05.3740 · Interpellanza · 2005-11-30
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Dall'intervento della NATO, compiuto in violazione del diritto degli internazionale nel 1999, 120 000 dei 150 000 membri delle popolazioni Rom, Ashkali ed Egizi che vivono nel Kossovo sono stati espulsi o deportati. Coloro che sono rimasti subiscono considerevoli limitazioni della libertà di movimento, hanno problemi di malnutrizione e di assistenza medica carente. Poiché il diritto al rientro dei profughi ed i diritti umani e di minoranza dei superstiti rischiano di essere travolti dalle trattative avviate, chiedo al Consiglio federale quanto segue:
1. Come giudica il fatto che nei passati sei anni e mezzo sia stato possibile attuare nel Kossovo una "pulizia etnica" contro gli zingari sotto gli occhi delle cosiddette forze di protezione?
2. Qual è la posizione del Consiglio federale nei confronti della richiesta che tutte le minoranze, ed in particolare i Rom, partecipino assolutamente agli attuali negoziati sullo statuto? In caso di parere affermativo, come pensa di procedere per raggiungere questo obiettivo?
3. Quali sono i progetti concreti che il Consiglio federale intende prendere per contribuire al rientro, all'integrazione ed alla sicurezza dei membri di minoranze etniche, in particolare dei Rom, nel Kossovo? Quali mezzi sono previsti allo scopo?
4. Al termine dei negoziati sullo statuto, il Consiglio federale prevede di collegare il proprio impegno di politica dello sviluppo nel Kossovo con la questione dei diritti delle minoranze?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il Consiglio federale è a conoscenza del fatto che negli ultimi anni migliaia di Rom e di membri di altre minoranze sono fuggiti dal Kossovo o ne sono stati espulsi senza che le truppe internazionali abbiano potuto impedirlo. Nelle regioni in cui si sono diretti in un primo tempo, soprattutto in Serbia, Montenegro e Macedonia, i Rom fanno parte dei gruppi di rifugiati più vulnerabili. Il Consiglio federale si rende conto di quanto sia difficile questa situazione e ha preso misure opportune. Tuttavia non è a conoscenza di casi che farebbero pensare ad una politica dell'UNMIK e della KFOR intesa ad esiliare i Rom e altre minoranze etniche.
2. La protezione delle minoranze e la decentralizzazione sono due elementi chiave nelle trattative in corso. Nel parere sul futuro del Kossovo, la Svizzera ha confermato più volte che deve essere rispettato il diritto di tutte le minoranze nella regione di vivere in una situazione sicura e senza discriminazioni. Anche se non partecipa ai negoziati ufficiali sul futuro statuto del Kossovo, la Svizzera intende collaborare con l'incaricato speciale dell'ONU e mettere a disposizione le proprie esperienze per quel che riguarda la decentralizzazione e la protezione delle minoranze. Inoltre vuole adoperarsi affinché nei negoziati si tenga conto degli interessi di tutte le minoranze.
3. L'esigenza di una società multiculturale nel Kossovo con la corrispondente garanzia dei diritti di tutte le minoranze rappresenta un principio fondamentale della politica svizzera. L'integrazione di minoranze e l'esigenza di una società multietnica rientrano perciò negli obiettivi espliciti della strategia della cooperazione svizzera in Kossovo. La Direzione politica ha appoggiato numerosi dibatti politici in cui le minoranze che vi hanno partecipato hanno spiegato le proprie esigenze. Da svariati anni vengono finanziati anche progetti di integrazione per la promozione di una società multietnica condotti tra i media e i giovani. L'integrazione delle minoranze è un'esigenza che concerne svariati settori ed è lo scopo perseguito per quanto possibile in tutti i progetti. Ad esempio, comuni serbi e persone singole hanno partecipato a progetti della DSC concernenti gli impianti idrici e l'agricoltura. La cooperazione svizzera ha finanziato dal 2000 al 2005 con quasi 8,5 milioni di franchi svizzeri progetti specifici per minoranze (soprattutto Rom, Ashkali ed Egizi), in particolare per quel che riguarda il lavoro e il reddito, la formazione e il settore sociale, le strutture abitative e gli impianti idrici nonché il dialogo politico e il lavoro giovanile. Nell'ambito dell'aiuto al rimpatrio, in cui l'Ufficio federale della migrazione e la DSC collaborano, sono iscritti nel budget per il 2006 anche contributi finanziari a progetti con minoranze quali le popolazioni Rom, gli Ashkali e gli Egizi. Nella misura in cui il budget lo permette, la DSC intende appoggiare anche in futuro progetti con queste minoranze, siano essi inseriti in un ambito più vasto o specifico. Presupposto alla realizzazione di progetti di questo tipo è che vengano accettati dai comuni locali e dalle autorità. La DSC cerca di stimolare questo consenso con un dialogo continuo in loco.
4. Sì. La protezione dei diritti delle minoranze resta un elemento importante dell'impegno svizzero di politica dello sviluppo nel Kossovo anche dopo la conclusione delle trattative. Indipendentemente dal corso dei negoziati, la Svizzera continuerà ad impegnarsi con i programmi nella regione perché siano garantiti i diritti delle minoranze e a favore della decentralizzazione che richiede la loro partecipazione politica.
Risposta del Consiglio federale.