05.3785 · Mozione · 2005-12-13
Cancelleria federale
Liquidato
Wortlaut
La legislazione deve essere modificata in modo da obbligare i giornalisti accreditati a Palazzo federale a dichiarare le loro relazioni d'interesse.
Begründung
La questione della trasparenza delle relazioni d'interesse dei membri del Parlamento è fortunatamente già stata disciplinata. È tuttavia irritante che non vi siano esigenze di trasparenza imposte ai giornalisti accreditati a Palazzo federale, i quali, come i parlamentari, esercitano spesso un'influenza considerevole sulla formazione dell'opinione pubblica e sulla definizione delle scelte politiche. Per il pubblico sarebbe in particolare importante conoscere l'appartenenza politica dei giornalisti in modo da valutare i loro articoli o le loro analisi con il necessario distacco. Per rispondere a tale esigenza di trasparenza anche i giornalisti accreditati a Palazzo federale dovrebbero indicare l'appartenenza a un partito, la partecipazione a un azienda, l'appartenenza a organizzazioni rilevanti sotto il profilo politico nonché i mandati che vi esercitano. I cittadini hanno diritto alla trasparenza per quanto concerne gli attori significativi per la vita politica.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Secondo l'ordinanza del 21 dicembre 1990 sull'accreditamento dei giornalisti, questi ultimi possono operare da Palazzo federale alle condizioni seguenti:
- devono svolgere un'attività a titolo professionale per media prodotti in Svizzera;
- devono conseguire almeno 80 per cento del loro reddito dall'attività giornalistica presso Palazzo federale.
Le domande di accreditamento devono essere presentate dal datore di lavoro, dal redattore capo o dallo stesso giornalista (se indipendente) e devono essere corredate delle indicazioni pertinenti. In base a queste ultime la Cancelleria federale concede l'accreditamento e tiene, fondandosi sulle indicazioni fornite, un elenco dei giornalisti accreditati a Palazzo federale con la menzione dei media per cui lavorano.
L'intento della mozione, ossia cercare di evitare manipolazioni mirate per il tramite dei media, non è nuovo. Vi è tutta una serie di regolamentazioni che ribadisce tale scopo. Vi sono per esempio l'articolo 4 della legge federale sulla radiotelevisione sui "principi applicabili all'informazione", la "dichiarazione dei doveri e dei diritti del giornalista" del consiglio della stampa e la relativa prassi in materia, le regole deontologiche delle varie organizzazioni professionali nell'ambito dei media e le regolamentazioni interne della maggior parte degli editori. Rispetto alla pubblicazione dell'appartenenza a organizzazioni, delle partecipazioni e dei mandati dei giornalisti, le regolamentazioni menzionate sono più adeguate e più agevolmente applicabili al fine di garantire il resoconto ponderato dell'attualità da parte della stampa.
Un'imminente revisione dell'ordinanza del 21 dicembre 1990 sull'accreditamento prevista per altri motivi (messa in funzione del centro stampa) fornirà inoltre l'occasione di esaminare la questione della pubblicazione della relazioni d'interesse dei giornalisti accreditati.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.