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05.3839 · Interpellanza · 2005-12-15

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

1. Come mai, in numerose pianificazioni di opere idrauliche, è prevista l'introduzione del cosiddetto eccesso di carico idraulico?

2. Esistono basi giuridiche relative all'eccesso di carico per le opere idrauliche?

3. Esistono basi giuridiche che prevedono l'indennizzo dei danni subiti da una superficie agricola in caso d'inondazione mirata?

4. Quali misure intende adottare il Consiglio federale nel caso in cui un'azienda agricola perde di valore sul mercato immobiliare a causa della sua ubicazione in una zona interessata da un'inondazione mirata?

5. Esistono alternative a cui si potrebbe fare ricorso evitando così l'eccesso di carico idraulico, per esempio rafforzando le dighe?

Begründung

Piogge intense e conseguenti inondazioni hanno indotto a compiere nuove riflessioni nell'ambito della pianificazione di opere idrauliche. Al fine di creare più spazio per le crescenti masse d'acqua, si è iniziato ora a tener conto, nella pianificazione, del cosiddetto eccesso di carico idraulico. Tale sistema permette di evitare il livello massimo di piena deviando una parte dell'acqua dei fiumi sulle superfici agricole. Tuttavia, tali interventi causano danni al suolo agricolo che possono essere considerevoli.

Né la Confederazione né i cantoni hanno saputo indicare chi si farà carico di tali danni. Essendo più esposte al pericolo, le aziende agricole ubicate nelle zone designate per l'inondazione subiscono, in caso di un'eventuale vendita, una perdita di valore sul mercato immobiliare.

Stellungnahme des Bundesrates

In passato si è tentato per secoli di prevenire i pericoli legati alle piene costruendo opere di protezione più o meno imponenti. Gli sforzi compiuti in tal senso dai nostri antenati hanno caratterizzato o addirittura permesso lo sviluppo economico di vaste aree del Paese. I notevoli danni provocati dal maltempo negli anni 1987, 1993, 1999 e 2005 mostrano tuttavia che tale soluzione non può ormai più essere l'unica via percorribile, poiché sia le esigenze di protezione che il potenziale di danno aumentano troppo in fretta per poter affrontare i pericoli costruendo soltanto opere di protezione.

Il dimensionamento delle opere di protezione avviene in funzione di un evento importante e quindi raro, il cosiddetto evento di progetto. In tal ambito, il grado di protezione è determinato in base al valore dell'oggetto che si vuole proteggere. Tuttavia, nemmeno un elevato grado di protezione elimina tutti i rischi residui, poiché può verificarsi un evento le cui dimensioni superano quelle dell'evento di progetto (un cosiddetto eccesso di carico). In tale contesto è inoltre necessario sottolineare le incertezze legate ai cambiamenti climatici. Per ragioni economiche, tecniche ed ecologiche non è opportuno costruire opere di protezione ancora più imponenti e massicce. Lo scopo degli sforzi deve essere quello di limitare in casi simili i rischi residui. In relazione alle opere d'ingegneria idraulica ciò significa che le misure di protezione devono essere completate con una pianificazione ddll'emergenza e con la relativa organizzazione dell'emergenza (incluso un piano d'allarme e di evacuazione). A tal fine, è necessario che vengano esaminati e presi in considerazione l'effetto e l'efficacia delle misure adottate in caso di eccesso di carico, ossia in presenza di un evento estremo. Questo approccio integrale favorisce la gestione consapevole dei possibili pericoli all'insegna di una cultura globale del rischio.

Soprattutto il maltempo del 1987 ha confermato che non esiste una protezione assoluta contro le piene. Inoltre, le sue conseguenze hanno indotto a ripensare tale aspetto. Affinché la protezione contro le piene avvenga secondo i principi della sostenibilità, l'utilizzazione dello spazio deve tenere conto dei pericoli naturali esistenti e ridurre al minimo ogni intervento antropico. Ciò è però possibile soltanto se ai corsi d'acqua viene concesso uno spazio sufficiente affinché possano svolgere le loro molteplici funzioni. La nuova legge federale del 21 giugno 1991 sulla sistemazione dei corsi d'acqua e la relativa ordinanza sulla sistemazione dei corsi d'acqua tengono conto di tali esigenze. La politica ha reagito tempestivamente in tal senso e ha creato le condizioni per una protezione contro le piene al passo con i tempi. Alcuni esempi di solidi e moderni piani di protezione contro le piene, i cui risultati nei confronti dell'eccesso di carico sono stati positivi e che hanno dato prova di affidabilità nell'agosto 2005, si trovano nel corso inferiore dell'Engelbergeraa e nel comune di Sachseln.

1. La presa in considerazione dell'eccesso di carico nell'ambito di progetti di opere d'ingegneria idraulica è ormai standard in Svizzera e può essere dedotta dalle osservazioni esposte all'inizio.

2. La base per la presa in considerazione dell'eccesso di carico nell'ambito di progetti di sistemazione di corsi d'acqua è costituita dalla legge federale sulla sistemazione dei corsi d'acqua, dalla relativa ordinanza sulla sistemazione dei corsi d'acqua e, in particolare, dalle direttive "Protezione contro le piene dei corsi d'acqua" pubblicate nel 2001 dall'Ufficio federale delle acque e della geologia.

3. Secondo gli obiettivi di protezione stabiliti dai cantoni, nelle zone agricole vengono ammesse un'altezza di sommersione e una velocità della corrente medie già a partire dal momento in cui gli eventi accadono con una certa frequenza. In territori più densamente popolati, l'agricoltura trae spesso vantaggio da un più elevato grado di protezione, adeguato agli insediamenti.

Nel caso in cui si procede all'allagamento mirato di terre agricole per proteggere insediamenti urbani, sono ipotizzabili accordi con il settore agricolo. Poiché l'allagamento di alcune superfici avviene per proteggerne altre, si potrebbe valutare se, in caso di un simile evento, i beneficiari di tale protezione potrebbero corrispondere un'indennità ai proprietari delle superfici allagate. La perdita di reddito si può assicurare (rischio d'impresa). L'assicurazione contro la grandine copre i danni alle colture e alle terre agricole, in particolare nelle zone adibite a campicoltura. Nelle zone a praticoltura, il fondo per il rimborso dei danni causati da elementi naturali subentra all'assicurazione contro la grandine. I premi di tali assicurazioni potrebbero per esempio essere addossati ai beneficiari succitati.

4. In linea di principio, lo spazio previsto per l'eccesso di carico dovrebbe essere mantenuto libero da edifici e impianti (per evitare l'aumento del potenziale di danno). Gli edifici nuovi legati all'ubicazione devono essere protetti mediante apposite misure di protezione dell'oggetto. Per gli edifici già esistenti deve invece essere esaminata l'adozione di misure di protezione d'oggetto. La responsabilità al riguardo è affidata, in linea di principio, alle autorità cantonali e comunali competenti in materia di edilizia e pianificazione.

5. Le alternative auspicate dall'autore dell'interpellanza non esistono, dato che ogni piano di protezione ha, in linea di principio, i suoi limiti. Per salvare vite in caso di eventi estremi è pertanto decisivo individuare tempestivamente tali limiti e il momento in cui sopraggiunge l'eccesso di carico, conoscere i territori di volta in volta interessati e, infine, limitare i danni mediante l'adozione di misure supplementari.

Risposta del Consiglio federale.