05.3855 · Mozione · 2005-12-15
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale rinuncia al previsto impiego di truppe in Afghanistan - perlomeno fintanto che le commissioni competenti e il Parlamento non avranno discusso e deciso un tale impiego.
Begründung
Secondo la "Basler Zeitung" del 14 dicembre 2005 e sulla base di informazioni provenienti da altre fonti, si può partire dal presupposto che il comando dell'esercito e il DDPS stanno provvedendo ai preparativi necessari per un impiego "PRT" ("Provincial Reconstruction Team") a Kunduz (Afghanistan settentrionale). In questa pericolosa regione vi sono enclavi di pashtun favorevoli ai talebani. La situazione potrebbe peggiorare ulteriormente con la chiusura alla NATO dello spazio aereo sopra l'Uzbekistan. Ciò diminuirebbe la sicurezza e renderebbe più difficoltosa la situazione dal punto di vista della logistica per eventuali truppe svizzere a Kunduz.
Per la preparazione del previsto impiego - con tutta evidenza sollecitato da parte degli Stati Uniti - è stata e sarà chiamata in causa la Commissione extraparlamentare per gli impieghi militari della Svizzera per il promovimento della pace in ambito internazionale. In questo contesto, nel febbraio 2006, Bruno Lezzi - membro della commissione e giornalista presso la "NZZ", ma non specialista dell'Afghanistan - dovrebbe essere inviato nella zona dell'Hindukush, al fine di raccogliere in loco informazioni destinate al DDPS e ai vertici dell'esercito.
È insensato e antidemocratico creare qualsivoglia "fatti compiuti" in ambito militare, prima che un'intensificazione degli impieghi all'estero, oltretutto al di fuori dell'Europa, sia stata approfonditamente discussa insieme al DFAE e alle commissioni competenti, sulla base di una strategia a medio e lungo termine e approvata dal Parlamento. Non deve più accadere che, come nel caso della Bosnia-Erzegovina, soldati svizzeri siano impiegati senza motivo urgente, prima che un simile impiego sia stato democraticamente deciso.
In quella nazione devastata dalla guerra, la Svizzera potrebbe portare un contributo più proficuo in ambito civile, ad esempio mettendo a disposizione in misura maggiore il proprio know how per la costruzione di strutture civili, scuole, università, ospedali e altre installazioni di cui vi è urgente necessità.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Contrariamente a quanto affermato nell'articolo della "Basler Zeitung" del 14 dicembre 2005 menzionato dall'autore della mozione, non corrisponde al vero che "il comando dell'esercito e il DDPS stanno provvedendo ai preparativi necessari per un impiego 'PRT' a Kunduz (Afghanistan settentrionale)". Finora, sono stati intrapresi esclusivamente degli accertamenti interni all'amministrazione sulle possibilità di rafforzare la partecipazione svizzera all'International Security and Assistance Force (ISAF), agente in Afghanistan su mandato dell'ONU, accertamenti che non ipotecano in alcun modo le future decisioni. Il Consiglio federale provvederà a informare in tempo utile il Parlamento e le competenti commissioni delle Camere qualora intendesse potenziare l'impegno svizzero in seno all'ISAF.
Nel corso degli accertamenti svolti finora, i servizi responsabili del DDPS e del DFAE hanno verificato le opportunità e i rischi di un rafforzamento della partecipazione svizzera all'ISAF. In tale ambito si è anche tenuto conto del fatto che la Svezia ha comunicato di essere interessata a una partecipazione svizzera al Provincial Reconstruction Team svedese a Mazar-i-Sharif (Afghanistan settentrionale). Entro il mese di marzo 2006, la Svezia assumerà integralmente i compiti di PRT attualmente svolti in tale zona dalla Gran Bretagna. In generale, sussiste una forte domanda di forze di pace supplementari per l'ISAF, a causa dell'estensione di quest'ultima a ulteriori parti dell'Afghanistan.
Nell'ambito degli attuali accertamenti sull'opportunità di un rafforzamento dell'impegno a favore dell'ISAF saranno inoltre considerate le intenzioni della Svizzera riguardo alle modalità e alle destinazioni geografiche del proprio impegno in missioni di pace a medio e a lungo termine. Un gruppo di lavoro DDPS-DFAE si sta occupando di questa questione. L'11 maggio 2005 il Consiglio federale ha confermato il rafforzamento del promovimento militare della pace decidendo che a partire dal 2008 l'esercito dovrà essere in grado di impiegare a tal fine fino a 500 militari.
Qualora il Consiglio federale intendesse effettivamente rafforzare il promovimento militare della pace in Afghanistan, la Commissione della politica estera e la Commissione della politica di sicurezza di entrambe le Camere e l'Assemblea federale dovrebbero comunque pronunciarsi definitivamente in merito, conformemente all'articolo 66b della legge militare. Si considera pertanto adempiuto quanto richiesto in questa parte della mozione.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.