Aerodromo militare di Sion. Decollo degli F/A-18 mediante post-combustione
05.3908 · Interpellanza · 2005-12-16
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
Liquidato
Wortlaut
Tenuto conto che il decollo di un F/A-18 mediante post-combustione cagiona un rumore più di due volte superiore al normale, che il solo fine di questa pratica utilizzata nell'80 per cento dei decolli consiste nel prolungare di 15 minuti i voli d'esercizio - che normalmente durano 45 minuti -, che l'aerodromo di Sion è situato in una zona turistica, che la coabitazione tra gli abitanti e i militari può perdurare senza che la missione dell'esercito sia ostacolata, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. Quali sono le diverse procedure di decollo e le relative conseguenze?
2. È possibile limitare al 20 per cento del totale oppure sopprimere i decolli di F/A-18 mediante post-combustione?
3. È possibile prolungare la tregua turistica esistente per estenderla dal 15 giugno al 30 agosto?
4. È possibile modificare la denominazione dell'"aerodromo di guerra" in "aerodromo di difesa"?
5. Più generalmente, è stata analizzata la possibilità di ridurre al massimo l'inquinamento fonico rispetto al compito da adempiere?
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale è consapevole che il rumore è indesiderato da turisti in cerca di riposo. Nondimeno l'esercito deve assumere una missione assegnatagli dalla Costituzione federale. La coesistenza tra il settore civile e militare sarà pertanto necessaria anche in futuro, in un clima di riguardo e di comprensione reciproci.
Il Consiglio federale risponde alle singole domande come segue:
1. Si distinguono tre procedure di decollo: decollo a pieno gas (senza post-combustione), decollo mediante post-combustione durante la fase d'accelerazione nonché decollo e volo ascensionale mediante post-combustione.
Il decollo a pieno gas viene effettuato prevalentemente da velivoli a carico ridotto a partire da aerodromi dell'altipiano con piste lunghe e situati in zone pianeggianti. Di regola, questo decollo produce il minor inquinamento fonico.
Nel caso del decollo mediante post-combustione durante la fase d'accelerazione, la post-combustione viene spenta poco dopo il distacco del velivolo da terra. A dipendenza dalla temperatura, dalle condizioni del vento e dal carico, l'uso della post-combustione è imperativo durante la fase d'accelerazione segnatamente negli aerodromi situati in zone montagnose come quello di Sion, per minimizzare il rischio di incidenti. Il menzionato 80 per cento dei decolli mediante post-combustione concerne questa seconda procedura di decollo che, rispetto al decollo a pieno gas, incrementa l'inquinamento fonico nelle immediate vicinanze della pista, ma lo riduce nelle zone circostanti data la maggior altezza del volo di allontanamento.
Nella terza procedura, cioè il decollo e il volo ascensionale mediante post-combustione, la post-combustione rimane in funzione finché si raggiunge la quota di uscita desiderata. Questa procedura viene utilizzata nei voli tecnici (dopo la sostituzione del motore) o nel caso di un decollo rapido per un intervento urgente nel quadro della "sorveglianza permanente dello spazio aereo". Il 20 per cento dei decolli mediante post-combustione stabilito in origine prima dell'introduzione degli F/A-18 concernevano questa procedura di decollo.
2. Il numero di decolli e voli ascensionali mediante post-combustione rimarrà limitato al 20 per cento al massimo. Una rinuncia totale a questi voli non è possibile. Ogni volo è il risultato di un processo di pianificazione che determina il fabbisogno minimo di voli d'intervento e di allenamento. Un'ulteriore riduzione di tali voli condurrebbe a un livello di allenamento insufficiente dei piloti che impedirebbe alle forze aeree di adempiere le loro missioni.
Le forze aeree non possono rinunciare neanche alla quota dell'80 per cento relativa ai decolli mediante post-combustione durante la fase d'accelerazione. Sulla base della pianificazione per l'aerodromo di Sion presentata all'inizio di ottobre 2005 (ca. 4400 movimenti di aviogetti) e di un immutato fabbisogno di allenamenti e di interventi (ogni pilota effettua 120 impieghi l'anno rispetto ai 180 impieghi l'anno nel contesto internazionale), le forze aeree hanno calcolato le conseguenze di una riduzione della metà del menzionato 80 per cento di decolli mediante post-combustione durante la fase d'accelerazione. Ne è risultato che il numero di movimenti aerei dovrebbe essere incrementato del 20 per cento; ciò che rappresenterebbe un onere supplementare per la regione.
3. Nel periodo che va dal 15 giugno al 30 agosto, per ragioni di ordine operativo, non è possibile rinunciare completamente ai voli militari. Considerazioni di carattere economico-aziendale esigono un'occupazione il più possibile omogenea degli aerodromi situati nelle varie regioni. Inoltre, una rinuncia totale costituirebbe una problematica disparità di trattamento rispetto all'altrettanto importante turismo invernale del Vallese e nei confronti di altre regioni. Occorre tuttavia rilevare che, secondo la pianificazione attuale, il DDPS non prevede alcun esercizio di volo degli aviogetti dall'inizio di luglio fino a metà agosto. Già questa limitazione, unitamente alla riduzione del numero di aerodromi militari, conduce a considerevoli difficoltà di pianificazione.
4. Per principio, conformemente al concetto relativo agli stazionamenti dell'esercito, il concetto in uso è "aerodromi d'impiego". Il concetto "aerodromo di guerra" è impiegato nel regolamento sul servizio di volo militare, dove designa gli aerodromi che dispongono di un'adeguata infrastruttura di guerra. In questo contesto una modifica della denominazione in "aerodromo di difesa" non avrebbe molto senso.
5. Da lungo tempo le forze aeree hanno ridotto l'inquinamento fonico al minimo indispensabile. Tra le misure adottate figurano ad esempio limitazioni di quota e di velocità, orari d'esercizio limitati e campagne d'istruzione all'estero. In generale, le misure di riduzione del rumore comportano limitazioni considerevoli e cagionano alle forze aeree crescenti difficoltà nell'adempimento della missione assegnata.
Risposta del Consiglio federale.