06.1018 · Interrogazione · 2006-03-21
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Negli USA e nell'UE, Hamas è stato dichiarato un'organizzazione terroristica. Non così in Svizzera - al contrario: la diplomazia svizzera cura di nascosto, a quanto pare, i contatti con questa organizzazione. Dopo la vittoria di Hamas nelle elezioni parlamentari palestinesi, il DFAE intende ora riesaminare il suo impegno nel Vicino Oriente. Il dipartimento rende noto che "se si dà il caso" determinati progetti in futuro potrebbero cessare (ambasciatore Nicolas Lang), che si intende giudicare il futuro governo dal suo operato, che la Svizzera coopera con un governo che lavora sulla base del dialogo e di mezzi pacifici. A questo proposito chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:
1. Il Consiglio federale conferma che nel passato si sono avuti contatti con Hamas? Come li giustifica? A quali basi legali si appella? Quali erano la strategia e lo scopo dei contatti? Nel caso il Consiglio federale non confermi i contatti: come si spiega che invece un politico membro di Hamas li abbia ribaditi (Hassan Jussef: "il diplomatico svizzero ci ha fatto visita nel nostro ufficio di Hamas a Ramallah, e in seguito è stato ospite in casa mia." "Weltwoche" del 23 febbraio 2006.)
2. Sulla base di quali criteri oggettivi il Consiglio federale intende giudicare l'"operato" di un governo e il suo agire "sulla base del dialogo e di mezzi pacifici"?
3. Come giudica il Consiglio federale il fatto che il terrorismo sia sancito nel programma politico di Hamas (Carta di Hamas; citazioni: "per la questione palestinese non esiste altra soluzione che la jihad. Le iniziative, proposte e conferenze internazionali sono soltanto uno spreco di tempo"; oppure: "gli sforzi in favore della pace .... sono tutti in contrasto con le concezioni della resistenza islamica. Rinunciare a qualunque parte della Palestina significa rinunciare a una parte di religione, il nazionalismo della resistenza islamica è parte integrante della sua fede.")?
4. Come motiva il Consiglio federale il fatto che la Svizzera, a differenza degli altri Paesi occidentali, non preveda "nessun divieto per organizzazioni terroristiche" (ambasciatore Nicolas Lang)?
5. Su quale base legale proibisce quindi l'organizzazione terroristica di Al Qaida?
6. Il Consiglio federale ritiene che, date le circostanze, i seguenti progetti siano compatibili con la "politica di pace nella regione" perseguita dalla Confederazione? Se sì, perché? Se no, che cosa pensa di fare il Consiglio federale?
a. reinserimento degli ex-carcerati (DSC, 3,5 milioni di franchi). Partner sono due ministeri che prossimamente saranno diretti da politici di Hamas;
b. programma giovanile Sharek (400 000 franchi a ONG). Corsi e tornei sono organizzati anche in collaborazione con il ministero dello sport e della gioventù o il ministero sociale, vale a dire con ministeri nei quali in futuro predominerà l'Hamas islamico;
c. Welfare Association (credito DSC per il 2006: 2 milioni di franchi). Creazione di posti di lavoro per palestinesi. Non sarà possibile evitare i contatti con Hamas, al comitato che decide dell'assegnazione di progetti partecipa, oltre che la rappresentanza DSC, anche il ministero della pianificazione palestinese.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il Consiglio federale conferma che vi sono stati dei contatti fra il rappresentante svizzero presso l'autorità palestinese e alcuni rappresentanti di Hamas. Tali contatti si sono svolti d'intesa con la Centrale del Dipartimento federale degli affari esteri e con la necessaria prudenza. I rappresentanti svizzeri hanno l'istruzione esplicita di esporre chiaramente la posizione svizzera nel conflitto israelo-palestinese.
2. Il Consiglio federale è disposto a collaborare con un governo che lavora con strumenti pacifici, che considera gli interessi di tutta la popolazione palestinese e che rispetta il diritto. Valuterà l'attività del nuovo governo sulla base di come tali principi saranno applicati e di come saranno gestite questioni delicate quali la sicurezza nei territori palestinesi occupati, la violenza e il rispetto del diritto internazionale umanitario. Da Hamas, che rappresenta la maggioranza nel nuovo gabinetto, il Consiglio federale si aspetta inoltre il rispetto della tregua negoziata da vari gruppi palestinesi in seguito al Vertice del marzo 2005 a Sharm El-Sheikh. Da ultimo si attende che il primo ministro Ismail Haniyeh traduca in pratica la sua disponibilità - annunciata nel discorso di investitura - di dialogare con il quartetto.
3. Il Consiglio federale ha sempre condannato con estrema gravità gli attacchi terroristici perpetrati da Hamas, ritenendoli atti criminali del tutti ingiustificabili. Il conflitto israelo-palestinese deve essere risolto per via negoziale. In seguito alla vittoria democratica in occasione delle elezioni parlamentari, Hamas è divenuto un importante attore di questo processo politico e deve ora dimostrare di essere consapevole delle proprie responsabilità. Il Consiglio federale si attende che il nuovo governo palestinese intraprenda tutto ciò che è in suo potere per impedire ulteriori attacchi terroristici e tradurre in giustizia gli eventuali colpevoli.
4. Ad eccezione di Al-Qaida (cfr. n. 5) la Svizzera non bandisce alcun gruppo o organizzazione in quanto tali. Persegue però tutte le persone che infrangono la legge e quindi anche gli autori di attività terroristiche. Nel 2003 le Camere federali hanno respinto la proposta di introdurre una norma penale speciale sul terrorismo. La fattispecie è definita indirettamente dall'articolo 260quinquies del Codice penale svizzero sul finanziamento del terrorismo. Secondo questa disposizione, entrata in vigore nel 2003, è punito chi finanzia atti di violenza "volti a intimidire la popolazione o a costringere uno Stato o un'organizzazione internazionale a fare o ad omettere un atto".
5. Il divieto pronunciato contro Al-Qaida e contro le organizzazioni che le succedono o che la sostengono poggia sugli articoli 184 e 185 della Costituzione federale, secondo cui il Consiglio federale può emanare decisioni e ordinanze per tutelare la sicurezza interna e le relazioni con l'estero. Il Consiglio federale ha pertanto deciso nel novembre 2001 di vietare l'organizzazione Al-Qaida in applicazione della pertinente risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Dal 1° gennaio 2003, le sanzioni contro Al Qaida sono applicate sulla base della legge federale del 22 marzo 2002 sugli embarghi.
6. La Direzione dell'aiuto allo sviluppo e alla cooperazione (DSC) del Dipartimento federale degli affari esteri sostiene da diversi anni il reinserimento degli ex-carcerati. Sino ad oggi, la collaborazione con il ministero per i carcerati e gli ex-carcerati nonché con i collaboratori incaricati del progetto è stata più che buona. Il contratto su cui si fonda il programma è sempre stato rispettato e non sarà sciolto sintanto che le condizioni sono adempite. La DSC rafforzerà tuttavia la supervisione e i controlli.
Quanto all'organizzazione giovanile Sharek menzionata nell'interrogazione, si tratta di un'associazione indipendente che organizza svariate attività in ambito culturale, sociale e professionale con e a favore dei giovani. Questa organizzazione sostenuta dall'economia privata e dal PNUS è stata premiata nella sede dell'ONU di New York per le sue "attività eccezionali contro la povertà nelle comunità ". In occasione delle elezioni parlamentari del gennaio 2006 ha condotto, con il sostegno della DSC, una campagna estremamente originale per promuovere la consapevolezza civica dei cittadini. In collaborazione con altre associazioni, seguirà ora le attività e le decisioni del nuovo consiglio legislativo palestinese, in particolare in relazione ai diritti della persona e ai diritti dei giovani. Per quanto concerne la Welfare Association, si tratta di un'organizzazione fondata da intellettuali palestinesi riconosciuta a livello internazionale e rispettata per le sue attività in difesa della democrazia. Per garantirne la credibilità, occorre che il Consiglio rappresenti tutti gli orientamenti politici.
Risposta del Consiglio federale.