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06.1029 · Interrogazione · 2006-03-23

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Al fine di ridurre le disparità economiche e sociali nei nuovi Stati membri dell'UE, nei prossimi anni la Svizzera dovrebbe versare un contributo complessivo pari a un miliardo di franchi. Questa partecipazione finanziaria ha, giustamente, un nesso materiale con gli accordi bilaterali con l'UE, ma nessun nesso giuridico. Secondo il Consiglio federale, i versamenti dovrebbero essere compensati dal DFF e dal DFAE, nonché dai proventi della tassazione del risparmio. Occorre evitare che questi finanziamenti vadano a scapito dell'aiuto allo sviluppo. Dal momento che, con la regola dello Stato terzo, gli accordi di Schengen/Dublino comporteranno uno sgravio di almeno 80 milioni di franchi annui a favore del DFGP, ho più volte formulato la seguente domanda, tuttora senza risposta.

Il Consiglio federale non ritiene anch'esso che i contributi di coesione debbano essere in parte compensati all'interno del DFGP, fatto di cui terrà conto nel momento in cui sottoporrà la sua proposta alle Camere federale?

Stellungnahme des Bundesrates

La diminuzione delle domande d'asilo osservata in questi ultimi tempi e il conseguente sgravio delle finanze federali non dipendono dagli accordi bilaterali con l'UE, dal momento che l'accordo di Schengen/Dublino dovrebbe, secondo le previsioni del Consiglio federale, essere messo in vigore soltanto nel corso di quest'anno. Questo accordo diventerebbe quindi applicabile soltanto nel 2008 e produrrebbe i suoi effetti a partire dagli anni seguenti. L'importo di 80 milioni di franchi menzionato nel messaggio concernente l'approvazione degli accordi di Schengen/Dublino nel capitolo "Ripercussioni finanziarie" non rappresenta di fatto un risparmio, ma piuttosto spese non più necessarie che il DFGP dovrebbe probabilmente sopportare qualora la Svizzera, quale unico Paese dell'Europa occidentale, rimanesse fuori dallo spazio di Schengen/Dublino. Dato che il settore dell'asilo evolve rapidamente, queste ripercussioni sono condizionate da una notevole incertezza e dovrebbero manifestarsi soltanto a medio termine. Per queste ragioni tali ripercussioni non possono essere prese in considerazione nell'attuale processo decisionale concernente il finanziamento del contributo della Svizzera.

Risposta del Consiglio federale.