06.1048 · Interrogazione · 2006-05-09
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Nel suo interessantissimo rapporto di aprile 2006 sui futuri rapporti tra UE e Consiglio d'Europa, Jean-Claude Juncker, primo ministro lussemburghese e il più longevo capo del governo tra quelli dell'UE, propone non solo che l'UE ratifichi la Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU), ma anche che diventi membro del Consiglio d'Europa.
A questo scopo, è importante che anche i Paesi del Consiglio d'Europa che non sono membri dell'UE si dichiarino favorevoli all'adesione, pur riconoscendo che con essa gli Stati membri dell'UE otterrebbero un maggior peso.
Come valuta il Consiglio federale la proposta di Juncker e sarebbe disposto ad appoggiarla nel Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il Consiglio d'Europa (CdE) è per la Svizzera, in qualità di non membro dell'UE, un'organizzazione politica importante che occupa una posizione chiave sul piano della protezione e del rispetto dei diritti umani, come pure nell'ambito della promozione della democrazia e dello Stato di diritto. Considerato che tali tematiche figurano tra i nostri obiettivi di politica estera, il Consiglio federale s'impegna, nel quadro della sua politica europea, in favore di un rafforzamento del CdE in questi ambiti.
2. Nel suo rapporto dell'11 aprile 2006 "Conseil de l'Europe/Union européenne: une même ambition pour le continent européen" il primo ministro lussemburghese, Jean-Claude Juncker, propone sia la ratifica della CEDU da parte dell'UE, sia l'adesione di quest'ultima al CdE entro il 2010. Egli considera l'adesione non soltanto quale logica conseguenza della ratifica della CEDU, bensì anche come un rafforzamento generale della cooperazione tra le due organizzazioni, che si completano a vicenda. Tuttavia, sul piano istituzionale, l'adesione pone problemi non avendo l'UE personalità giuridica e per il fatto che lo statuto del CdE prevede unicamente l'adesione di Stati. Problemi che possono essere tecnicamente risolti mediante l'approvazione di protocolli aggiuntivi al trattato dell'UE e allo statuto del CdE. È comunque indispensabile che gli Stati membri dell'UE esprimano la loro volontà politica in tal senso. Queste considerazioni si applicano anche a un'eventuale adesione dell'UE alla CEDU, espressamente prevista nell'articolo 59 capoverso 2 del protocollo n. 14 alla CEDU, il quale dovrebbe entrare in vigore entro la fine del 2006.
3. Con la ratifica del protocollo n. 14 alla CEDU, la Svizzera ha praticamente espresso di essere favorevole all'adesione dell'UE alla CEDU. Il Consiglio federale è altresì convinto che l'applicazione della CEDU ne risulterebbe rafforzata. Inoltre, poiché la CEDU è unanimemente considerata lo strumento chiave del CdE, si può presumere che il Consiglio federale sarebbe per principio favorevole a un'eventuale adesione dell'UE al CdE, che rafforzerebbe l'impatto politico di quest'ultimo.
Risposta del Consiglio federale.