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Il consigliere federale Christoph Blocher ha violato il principio della libertà dei media?

06.1115 · Interrogazione · 2006-09-21

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Nell'ambito della campagna relativa alla votazione federale del 24 settembre 2006 sulla nuova legge federale sugli stranieri e sulla revisione della legge sull'asilo, il consigliere federale Christoph Blocher ha partecipato alla trasmissione "Infrarouge" della Televisione della Svizzera romanda (TSR). Come in ogni edizione del programma, a cui Christoph Blocher aveva già partecipato in passato, il disegnatore Philippe Becquelin, meglio conosciuto con il nome di Mix & Remix, ha illustrato il dibattito con disegni umoristici. Queste caricature non sono tuttavia piaciute a Christoph Blocher e a sua moglie, che ha assistito alla registrazione della trasmissione la sera di lunedì 11 settembre. Martedì 12 settembre, i servizi del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) sono intervenuti in via ufficiale presso la TSR per impedire la diffusione della trasmissione così come era stata registrata. Dopo aver visionato il programma, la direzione della TSR ha mandato in onda la trasmissione integrale, senza cedere a quello che è stato definito da molti media un tentativo di censura. È infatti sorprendente che in una democrazia dove la libertà dei media è riconosciuta e la censura è vietata (art. 17 della Costituzione federale), un consigliere federale intervenga per tentare di impedire la diffusione di caricature che fanno parte del concetto stesso di una trasmissione a cui ha liberamente accettato di partecipare dopo aver posto condizioni quanto meno sorprendenti (rifiuto di dibattere con parlamentari). In base a quanto precede, invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:

1. Il Consiglio federale è stato consultato prima dell'invio di una domanda ufficiale del DFGP alla TSR che chiedeva di non mandare in onda la trasmissione "Infrarouge" del 12 settembre 2006 così come era stata registrata il giorno precedente?

2. Il Consiglio federale considera giustificato tale intervento e non pensa che la libertà dei media sia stata messa in pericolo da tale azione?

3. Il Consiglio federale e i servizi del DFGP intendono dare seguito a tale vicenda?

4. Quale è la posizione del Consiglio federale in merito all'intervento di persone vicine a consiglieri federali in azioni e interventi di competenza del Consiglio federale?

Stellungnahme des Bundesrates

In occasione della registrazione, l'11 settembre 2006 a Ginevra, della trasmissione "Infrarouge" (mandata in onda il 12 settembre) della Televisione della Svizzera romanda, nell'intervista con il consigliere federale Christoph Blocher sono stati inseriti disegni ed immagini in cui posizioni xenofobe e razziste sono state illustrate in maniera satirica o critica. L'inserimento di tali illustrazioni avrebbe potuto dare l'impressione che il consigliere federale Blocher condividesse tali posizioni. Il consigliere federale Blocher ha potuto prendere atto di tali disegni soltanto dopo la registrazione della trasmissione. Inserendo tali illustrazioni non è stato rispettato l'accordo preso con i responsabili della trasmissione Infrarouge secondo cui il consigliere federale Blocher avrebbe potuto informare in maniera obiettiva.

Il Consiglio federale risponde alle domande poste come segue:

1. No. Un tale intervento rientra esclusivamente nell'ambito discrezionale della persona toccata nei suoi diritti della personalità.

2. Chiunque ritenga che la sua personalità sia stata violata può appellarsi alla protezione dei suoi diritti della personalità. Questo vale anche per i consiglieri federali. Il Consiglio federale non vi ravvede una messa in pericolo della libertà dei media. Sarebbe diverso se in forza della carica rivestita fossero minacciate o applicate conseguenze personali o finanziarie. Ciò non è avvenuto nel caso in questione.

3. No.

4. La concessione di interviste non rientra nella competenza del Consiglio federale, bensì nell'ambito discrezionale della persona intervistata. Lo stesso vale per come la persona si organizza in proposito.

Risposta del Consiglio federale.