06.1161 · Interrogazione · 2006-12-14
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Da mesi i membri del gruppo d'opposizione Mujaheddin del popolo iraniano manifestano davanti all'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati affinché venga garantito che i rifugiati iraniani in Iraq non siano rimpatriati entro il 31 dicembre 2006. Il Comitato internazionale della Croce Rossa riconosce che i diritti di questi profughi vanno protetti ai sensi della quarta Convenzione di Ginevra.
In quanto depositaria delle Convenzioni di Ginevra, la Svizzera si è informata sugli ultimi sviluppi della situazione? Ha ottenuto garanzie precise in merito al non rimpatrio della comunità iraniana? Se sì, quali?
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale è a conoscenza della problematica dei cittadini iraniani, membri dell'organizzazione dei Mujaheddin del popolo iraniano o "Mujaheddin el-Khalq" (MEK), che si trovano in Iraq e rimanda alla sua risposta all'interpellanza Garbani 04.3303, "Iraq. 4000 oppositori iraniani in pericolo".
Il MEK è considerato dagli Stati Uniti e dall'Unione europea un'organizzazione terroristica. I circa 4000 combattenti dell'esercito di liberazione nazionale (il braccio armato del MEK) presenti in Iraq si trovano dal 2003 nel campo di Ashraf, a un centinaio di chilometri da Bagdad. Le forze multinazionali in Iraq (MNF-I) assicurano la protezione del campo.
Il governo iraniano ha proposto un'amnistia alla maggior parte delle persone che si trovano nel campo di Ashraf. La direzione del MEK ha tuttavia rifiutato di accettare una simile amnistia.
Il Consiglio federale ritiene che competa in primo luogo al governo iracheno trovare una soluzione soddisfacente per le persone che vivono nel campo.
Considera inoltre che il governo iracheno, esattamente come le MNF-I, è tenuto a rispettare il diritto internazionale in vigore e soprattutto le convenzioni pertinenti sui diritti dell'uomo e dei rifugiati. Occorre in particolare che le autorità competenti in Iraq rispettino il principio del non respingimento (non-refoulement) nel loro Paese d'origine di quelle persone la cui integrità fisica o psichica vi verrebbe messa in pericolo.
Il Consiglio federale continua a seguire con attenzione gli sviluppi nel campo di Ashraf.
Risposta del Consiglio federale.
Dokumentation
Il Consiglio federale è a conoscenza della problematica dei cittadini iraniani, membri dell'organizzazione dei Mujaheddin del Popolo iraniano o "Mujaheddin el-Khalq" (MEK), che si trovano in Iraq e rimanda alla sua risposta all'interpellanza Garbani 04.3303, "Iraq. 4000 oppositori iraniani in pericolo".Il MEK è considerato dagli Stati Uniti e dall'Unione europea un'organizzazione terroristica. I circa 4000 combattenti dell'Esercito di liberazione nazionale (il braccio armato del MEK) presenti in Iraq si trovano dal 2003 nel campo di Ashraf, a un centinaio di chilometri da Bagdad. La Forza multinazionale-Iraq (MNF-I) assicura la protezione del campo.Il governo iraniano ha proposto un'amnistia alla maggior parte delle persone che si trovano nel campo di Ashraf. La direzione del MEK ha tuttavia rifiutato di accettare una simile amnistia.Il Consiglio federale ritiene che competa in primo luogo al governo iracheno trovare una soluzione soddisfacente per le persone che vivono nel campo.Considera inoltre che il governo iracheno, esattamente come la MNF-I, è tenuto a rispettare il diritto internazionale in vigore e soprattutto le convenzioni pertinenti sui diritti dell'uomo e dei rifugiati. Occorre in particolare che le autorità competenti in Iraq rispettino il principio del non respingimento (non-refoulement) nel loro Paese d'origine di quelle persone la cui integrità fisica o psichica vi verrebbe messa in pericolo.Il Consiglio federale continua a seguire con attenzione gli sviluppi nel campo di Ashraf.