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Esportazioni di armi in Pakistan, India, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti

06.1165 · Interrogazione · 2006-12-18

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Nel suo rapporto del 7 novembre 2006, la Commissione della gestione del Consiglio nazionale (CdG-N) ha criticato fortemente la decisione del Consiglio federale, risalente a giugno 2005, di fornire al Pakistan e all'India materiale e know-how bellico. La CdG ritiene "problematica" la decisione inerente all'India e riguardo all'affare con il Pakistan afferma che "il Consiglio federale non avrebbe dovuto permetterlo". Ciononostante, il Consiglio federale ha nuovamente autorizzato forniture di armi a questi due Paesi.

Benché nel conflitto in Kashmir si registrasse un certo miglioramento, l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati e Human Rights Watch (HRW) rilevarono, nel 2005, gravi e ripetute violazioni dei diritti dell'uomo da parte delle forze armate indiane in Kashmir e nel nord-est del Paese (rapporto CdG-N, pag.12, ed.ted.). Secondo HRW, la situazione dei diritti umani in Pakistan lascia a desiderare (rapporto CdG-N, pag.13, ed.ted.), in Arabia Saudita è estremamente precaria e tra le varie violazioni si registrano la pena di morte per i minorenni, la discriminazione delle donne e delle minoranze, torture e arresti arbitrari.

In qualità di richiedente il rapporto CdG-N pongo al Consiglio federale le seguenti domande:

1. Perché il Consiglio federale ha rilasciato le autorizzazioni all'esportazione in India e in Pakistan, nonostante la fornitura di armi a questi Paesi sia stata da poco criticata dalla CdG-N e perché non presenta ancora la sua presa di posizione rispetto al rapporto di quest'ultima?

2. Perché il Consiglio federale ha autorizzato le esportazioni verso questi tre Paesi, nonostante le suddette riserve sui diritti dell'uomo?

3. Come mai il conflitto in Kashmir e l'armamento atomico dei due Paesi non bastano a rifiutare l'autorizzazione? Perché non si applicano i criteri - menzionati nell'ordinanza sul materiale bellico - di "sicurezza internazionale e stabilità regionale" e di "comportamento del Paese destinatario rispetto alla comunità internazionale"?

4. Cosa pensa il Consiglio federale del rischio che in India i famigerati "Black Cats" violino i diritti dell'uomo con i fucili d'assalto da noi forniti?

5. Come considera il Consiglio federale la minaccia dell'Arabia Saudita di un eventuale intervento militare in Irak (IHT, 14 dicembre 2006)?

6. Come giudica il Consiglio federale il rimprovero del presidente afgano Hamid Garzai secondo cui il Pakistan appoggerebbe i Talebani e spererebbe "di fare di noi degli schiavi" ("Le Monde", 15 dicembre 2006)?

7. Il problematico traffico di armi con il Pakistan è stato affrontato dal consigliere federale Samuel Schmid nel suo breve viaggio?

8. A che punto è l'affare della difesa anticarro per gli Emirati Arabi?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Le domande di esportazione verso l'India e il Pakistan sono state inoltrate nell'estate del 2006; era dunque impossibile rimandarne l'esame fino alla presa di posizione del Consiglio federale nei confronti del rapporto della CdG-N, a fine febbraio 2007.

2. Negli ultimi tempi le tensioni tra l'India e il Pakistan si sono allentate (apertura della linea del cessate il fuoco, creazione di una linea di bus, ripresa dei colloqui tra capi di Stato e di governo dei due Paesi). Tale situazione ha avuto un notevole ruolo nella decisione del Consiglio federale del 29 giugno 2005 con la quale si revocava il divieto di esportazione stabilito nel 1998, in seguito agli esperimenti atomici eseguiti da entrambi i Paesi in questione. Il Consiglio federale attribuisce enorme importanza al rispetto dei diritti dell'uomo quale criterio di autorizzazione all'esportazione di materiale bellico. Al momento della sua decisione del 15 dicembre 2006 esso era consapevole dei problemi ancora esistenti in India nell'ambito del rispetto dei diritti dell'uomo, ciononostante, ritiene che le violazioni di questi diritti non sono così gravi e sistematiche da giustificare un arresto totale delle esportazioni di materiale bellico verso questo Paese. Anche in Pakistan la situazione in tale ambito registra dei progressi: l'Alta corte di giustizia, negli ultimi tempi, ha adottato diverse decisioni in favore dei diritti dell'uomo. Le esportazioni verso il Pakistan autorizzate dal Consiglio federale riguardano soprattutto l'invio di cannoni per la difesa contraerea, utilizzati esclusivamente per la difesa.

Dall'entrata in vigore della nuova legge sul materiale bellico, nel 1998, sono state continuamente accettate le domande di esportazione verso l'Arabia Saudita. La situazione dei diritti dell'uomo non è cambiata dalle ultime decisioni del Consiglio federale risalenti al 22 marzo 2004 e al 10 marzo 2006, non esiste quindi una motivazione valida per procedere a un cambiamento della politica finora attuata. Ciononostante è consigliabile continuare a seguire attentamente la situazione dei diritti dell'uomo e della politica dello sviluppo.

3. È vero, l'India non ha ancora aderito al trattato di non proliferazione delle armi nucleari e al trattato sul divieto totale di sperimentazione nucleare e nulla lascia presupporre che lo farà in tempi prevedibili. Questo però non implica la violazione di alcun obbligo di diritto internazionale. Le conseguenze internazionali dovute a questo stato di cose sono sempre minori.

Riguardo al conflitto in Kashmir e all'armamento atomico dell'India e del Pakistan si rimanda alla risposta del Consiglio federale all'interpellanza Fetz 06.3887.

4. Tra i compiti della National Security Guard ("Black Cats") indiana è annoverata la lotta al terrorismo; si rimanda, anche in questo caso, alle dichiarazioni della risposta del Consiglio federale all'interpellanza Fetz 06.3887.

5. Per quanto è a conoscenza del Consiglio federale, l'Arabia Saudita non ha finora condotto una politica interventista e non vi è, allo stato attuale, alcun indizio concreto di un cambiamento in questo senso.

6. Dal 2001 il governo pachistano ha ufficialmente sospeso ogni forma di sostegno ai Talebani e noi non disponiamo di alcun elemento che dimostri il contrario. Secondo diverse fonti attendibili, il leader dei Talebani si trova nella regione frontaliera del Waziristan, "zona tribale" in territorio pachistano che beneficia di uno statuto speciale. Per la prima volta dall'indipendenza, il governo pachistano ha spiegato in questa zona 70 000 soldati contro i Talebani. Uno dei maggiori problemi è rappresentato dall'alta porosità e totale artificiosità delle frontiere: le popolazioni da entrambi i lati della frontiera appartengono infatti alla stessa etnia (pachtun), se non addirittura alla stessa tribù, e non riconoscono quindi la frontiera.

7. Durante la visita in Pakistan del consigliere federale Samuel Schmid, svoltasi dal 28 ottobre al 1° novembre 2006, non si è parlato dell'invio di cannoni per la difesa contraerea.

8. La questione della fornitura di armi di difesa anticarro agli Emirati Arabi Uniti resta sospesa finché non saranno condotte ulteriori indagini sulla sicurezza e sulla politica estera, oltre che su aspetti industriali.

Risposta del Consiglio federale.