06.3039 · Interpellanza · 2006-03-09
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Prego il Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
1. Il Consiglio federale intende proseguire il suo impegno in favore della protezione del patrimonio culturale tibetano dopo il restauro, conclusosi con successo, del tempio di Ramoche a Lhasa?
2. Il Consiglio federale è disposto, dopo aver consultato specialisti, a rinnovare il suo impegno finanziario in favore del restauro dei dipinti murali (tanto importanti quanto minacciati) del tempio di Lukang a Lhasa?
3. Quali sono i risultati dei promessi esami (interpellanza 03.3633) a sostegno della conservazione di tessili preziosi (tanka) e di manoscritti antichi?
4. In che misura le autorità cinesi attuano le raccomandazioni emanate dall'Unesco nel luglio del 2003 sulla scorta di un rapporto peritale e quali sono i risultati del rapporto richiesto dall'Unesco relativo ai progressi fatti nell'ambito della tutela dei beni culturali?
5. Il Consiglio federale condanna l'inasprimento della repressione nei monasteri tibetani ed è disposto a intervenire in favore del rispetto delle tradizioni e dei diritti religiosi?
Begründung
In occasione del suo viaggio a Lhasa nell'ottobre del 2004 il consigliere federale Pascal Couchepin ha spiegato di aver scelto di restaurare il tempio di Ramoche tra l'altro per il rispetto dei diritti religiosi. Il restauro sostenuto dalla Svizzera con 200 000 franchi si è concluso con successo alla fine di settembre del 2005. In tal modo la Svizzera ha potuto fornire un contributo modesto ma importante alla salvaguardia del patrimonio culturale di Lhasa, città il cui carattere storico è stato ampiamente distrutto in questi ultimi anni dagli occupanti cinesi e deturpato da nuove costruzioni inadeguate.
Tuttavia, lo scopo perseguito dal Consiglio federale, ossia favorire con il restauro anche il rispetto dei diritti religiosi e dell'educazione nei monasteri, tradizionale in Tibet, non è stato raggiunto. Al contrario, i monaci del monastero di Lhasa e dei dintorni sono sempre più spesso vittime di una repressione spietata. Nel tempio di Ramoche ad esempio non è più permesso accogliere studenti al di sotto dei 18 anni, e questo contrariamente alla tradizione. Certo, il tempio può ora essere visitato, ma le autorità cinesi continuano a impedire ai monaci di seguire il loro modo di vita tradizionale.
Rimane quindi ancora molto da fare affinché, da un lato, il prezioso patrimonio culturale non venga distrutto e dall'altro affinché i Tibetani possano continuare a praticare il buddismo nel rispetto. Il Consiglio federale è pregato di proseguire la sua azione avviata in questo senso in collaborazione con l'Unesco, con i suoi propri periti e con gli specialisti tibetani sul posto. Nel lungo dialogo condotto con la Cina sui diritti dell'uomo occorre esigere con fermezza che il dritto all'autodeterminazione del popolo tibetano in materia religiosa sia infine rispettato. Questo diritto è infatti uno dei diritti fondamentali dell'uomo.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il contributo della Svizzera al restauro di una parte del tempio di Ramoche a Lhasa ammonta a 100 000 franchi nel 2004 e 97 000 franchi nel 2005 versati nel quadro del sostegno svizzero alla tutela del patrimonio culturale mondiale, uno dei compiti principali dell'Unesco. La Svizzera ad esempio ha finanziato l'attività dell'Unesco in Indonesia (il tempio di Borobudur), a Venezia e nello Yemen (la città di Sana'a). Nel 2006 si prevede di restaurare una casa tradizionale nella valle del Bamiyan in Afghanistan. Di solito, la stessa località non ottiene i finanziamenti per due anni successivi.
Grazie alla partecipazione costante alle attività dell'Unesco per la tutela del patrimonio mondiale, la Svizzera offre un contributo di politica estera che mostra la nostra solidarietà internazionale in un settore importante, strettamente connesso all'identità culturale. Dato il mandato universale dell'Unesco, la Svizzera non si può permettere di concentrare le proprie attività in un unico luogo. Tuttavia non si escule la possibilità di un ulteriore sostegno al patrimonio culturale tibetano.
2. Nel quadro della preparazione dell'impegno svizzero a Lhasa sono stati esaminati vari progetti riguardanti lo storico palazzo di Potala (conservazione di vecchi manoscritti, thankas o pitture murali). Per varie ragioni il progetto "Ramoche" sembrava il più adeguato e gli sforzi della Svizzera vi si sono concentrati. Come riferito al punto 1, il finanziamento di esperti è possibile solo nell'ambito di un più ampio progetto di sostegno, come quelli svolti dall'Unesco. Tuttavia, a lungo termine non si esclude di ritornare a Lhasa.
L'ambasciatore della Svizzera a Beijing, che alla fine di aprile ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione per il tempio di Ramoche, ha colto l'occasione del soggiorno in Tibet per visitare il tempio di Lukhang. L'amministrazione federale ha così ottenuto informazioni supplementari su quanto è necessario fare per il restauro e su quanto è possibile trovare a Lhasa.
3. Nel 2003 il Consiglio federale si era impegnato soprattutto ad esaminare la possibilità di un contributo alla conservazione dei thankas. Si è però dovuto constatare che il contributo della Svizzera al tempio di Ramoche ha esaurito le risorse disponibili degli uffici coinvolti: non è dunque stato possibile esaminare più in dettaglio altre possibilità di contribuire concretamente ad altri progetti in Tibet. È necessario ricordare che le risorse disponibili non devono essere disperse al fine di garantirne l'efficacia. Suddividere le risorse su progetti diversi in Tibet sarebbe controproducente.
4. Da svariati anni il complesso storico del palazzo di Potala a Lhasa, l'unico monumento culturale nell'elenco del patrimonio mondiale nella regione autonoma del Tibet (dal 1994), è studiato ad intervalli regolari dal comitato competente. Nel 2005 il comitato ha preso atto delle misure prese per migliorare la struttura del monumento e del patrimonio culturale in generale. Queste misure hanno potuto eliminare la minaccia diretta (sviluppo controllato di progetti di urbanizzazione, misure e regolamenti per la protezione degli edifici storici di Lhasa, divieto di demolizione degli edifici storici, management turistico). Ciononostante il comitato ha formulato ulteriori raccomandazioni con le quali potenziare soprattutto il coordinamento tra le istituzioni di protezione dei monumenti, integrare meglio la tutela del patrimonio culturale nei progetti di sviluppo, garantire la qualità delle misure di conservazione e restauro di edifici storici tradizionali, promuovere uno sviluppo sostenibile del turismo e sensibilizzare la popolazione e i turisti al valore del patrimonio culturale.
La Repubblica popolare cinese è stata invitata a elaborare entro il 1° febbraio 2007 un rapporto sullo stato di conservazione del patrimonio culturale in cui presenta i progressi nell'applicazione delle raccomandazioni affinché il comitato del patrimonio mondiale possa esaminarlo nell'estate 2007.
Il restauro del tempio di Ramoche fa luce su sfide in parte contraddittorie che il Tibet deve affrontare: da una parte l'esigenza di uno sviluppo economico con il quale migliorare le condizioni di vita della popolazione spesso colpita da estrema povertà, con i conosciuti fenomeni concomitanti quale la precaria situazione sanitaria e la modesta durata probabile della vita; dall'altra la protezione della cultura tradizionale e dell'identità tibetana.
5. La Svizzera considera il Tibet come parte della Cina e il Consiglio federale segue con attenzione la situazione della popolazione tibetana. La protezione e la difesa dei diritti delle minoranze rientrano nelle priorità della politica per i diritti umani della Svizzera. Il nostro Paese si basa sulle norme di diritto internazionale in vigore e dà particolare importanza alla non discriminazione, al rispetto e allo sviluppo dell'identità di minoranze e alla loro partecipazione ai processi decisionali. Il Consiglio federale condanna i limiti imposti alla libertà di religione e ad intervalli regolari comunica questa posizione alle autorità cinesi. I diritti delle minoranze e la libertà di religione rappresentano inoltre elementi essenziali nel dialogo sui diritti umani in corso tra la Svizzera e la Cina; l'ultimo ciclo di questo dialogo è stato portato a termine recentemente. La situazione della minoranza tibetana e in particolare la protezione dell'identità religiosa e dei diritti sono un argomento centrale di questo dialogo. Durante i colloqui con il ministro cinese degli affari esteri Li Zhaoxing, il 2 febbraio 2006 a Berna, il capo del Dipartimento federale degli affari esteri ha affrontato espressamente la questione della "campagna di educazione patriottica" in corso attualmente nella regione autonoma del Tibet spiegando ai nostri partner cinesi le preoccupazioni della Svizzera.
Il restauro del tempio di Ramoche, un contributo al rispetto della varietà culturale e religiosa del Tibet, deve essere compreso come un elemento fondamentale del sostegno alla pace, ai diritti umani ed allo sviluppo sostenibile. È necessario sottolineare che i lavori sono stati eseguiti in stretta collaborazione tra esperti stranieri e tibetani e facendo ricorso agli artigiani del posto che grazie a questo incarico possono conseguire e sviluppare le conoscenze tecniche professionali.
Risposta del Consiglio federale.