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06.3095 · Mozione · 2006-03-23

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di sospendere immediatamente l'installazione di filtri antiparticolato sulle macchine utilizzate nei cantieri a cielo aperto finché nell'UE non saranno entrati in vigore atti normativi analoghi. Deve trattare le macchine da cantiere come tutti gli altri veicoli diesel e dispensarle dall'obbligo del filtro. Inoltre, viste le esperienze catastrofiche effettuate finora, il governo deve agire rapidamente.

Begründung

1. Contrariamente ai modelli precedenti, l'ultima generazione di macchine da cantiere della categoria 3a dell'UE, in commercio in tutta Europa dal 1º gennaio 2006, garantisce una netta diminuzione delle emissioni di NOx. In tal modo, i motori producono gas di scarico con una temperatura molto più bassa, il che rende l'interazione tra il motore e il filtro antiparticolato ancora più problematica che nelle macchine della categoria 2. Con la categoria di motori 3b, che secondo le previsioni verrà introdotta fra circa tre anni, i sistemi di filtri antiparticolato non saranno più necessari.

2. È ormai noto che, nei motori sottoposti a una sollecitazione variabile, i sistemi di filtri passivi come quelli che vengono prevalentemente utilizzati in Svizzera perdono la loro funzionalità già dopo poco tempo, mettendo regolarmente fuori uso interi parchi macchine e generando in tal modo costi supplementari. Il gruppo di lavoro istituito dall'UFAM per risolvere i problemi legati ai filtri antiparticolato nel settore delle macchine da cantiere è giunto agli stessi risultati. Visti i problemi tecnici riscontrati, nessun produttore internazionale di macchine da cantiere propone macchine con filtri antiparticolato integrati. E questo è anche il motivo per cui l'UE ha rinviato l'equipaggiamento delle macchine da cantiere con tali filtri, che non è obbligatorio in nessun altro Paese del mondo. Inoltre, il post-equipaggiamento con filtri antiparticolato annulla la garanzia dei motori.

3. Il piano d'azione del Consiglio federale deve garantire un trattamento analogo per tutte le fonti di emissione di polveri fini. Non è ammissibile imporre, persino con effetto retroattivo, il post-equipaggiamento delle macchine nonostante in molti casi esso risulti addirittura impossibile dal punto di vista tecnico o generi costi sproporzionati (ad es., per una macchina usata del valore di 30 000 franchi, i costi del post-equipaggiamento vanno dai 12 000 ai 15 000 franchi). Occorre considerare i diversi tipi d'impiego dei motori e il diverso stato della tecnologia nei singoli settori.

4. È stato dimostrato che il consulente unico dell'UFAM in materia di filtri antiparticolato, ovvero lo studio d'ingegneria TTM di Andreas Mayer, non ha avuto un atteggiamento neutrale e, con l'obbligo di installazione dei filtri, ha perseguito un interesse finanziario personale (si veda la mia interpellanza 06.3051 Mandato di consulenza dell'UFAM per il post-equipaggiamento con filtri antiparticolato). Il rapporto contrattuale è stato rescisso alla fine del 2005. La situazione deve pertanto essere immediatamente riesaminata.

5. Il Consiglio federale ha alla fine respinto la mia mozione del 4 marzo 2004 rinviando a una scheda informativa pubblicata dall'UFAM (allora UFAFP) il 27 ottobre dello stesso anno. Oggi è noto che molti dei dati riportati in detta scheda sono sbagliati. Ad esempio, la durata di vita media dei filtri antiparticolato nelle macchine da cantiere non è di 15 anni, bensì di 3-4 anni al massimo (sempre che funzionino). Le recenti esperienze effettuate dimostrano che l'obbligo di installare tali filtri è del tutto sproporzionato.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

L'inquinamento atmosferico causato dalle polveri fini e, in particolare, dalla fuliggine da diesel, rappresenta oggi una delle sfide più importanti della nostra politica ambientale. Carichi eccessivi di fuliggine da diesel si registrano soprattutto nelle città e negli agglomerati. In Svizzera, nel 2005, sono state emesse circa 3500 tonnellate di fuliggine da diesel, con gravi conseguenze per la salute della popolazione. Questa sostanza è cancerogena e nociva anche a basse concentrazioni. Pertanto la legislazione sulla protezione dell'ambiente non pone valori limite alle emissioni di fuliggine da diesel, pur prescrivendo l'obbligo di ridurle al minimo, secondo lo stato attuale della tecnica. Le macchine da cantiere, all'origine di gran parte delle emissioni di fuliggine da diesel, possono contribuire in modo significativo alla riduzione del carico inquinante.

Nel piano d'azione contro le polveri fini, lanciato dal presidente della Confederazione Leuenberger il 16 gennaio 2006, non compare alcun riferimento alle macchine da cantiere, poiché, già dal 2003, le grosse macchine impiegate su grandi cantieri devono essere equipaggiate di filtri antiparticolato. Tale regolamentazione è definita dalla "direttiva aria cantieri" dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), che si basa sulla legge sulla protezione dell'ambiente e sull'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (OIAt).

In ragione di numerosi problemi tecnici, elencati dall'Associazione svizzera dell'industria degli inerti e del calcestruzzo (ASIC), è stato istituito un gruppo di lavoro voluto dall'UFAM. Nel frattempo, parte di questi problemi è stata risolta. Nei singoli casi, però, il problema rimane, perché le macchine da cantiere non sono dotate di filtro antiparticolato di serie e l'impiego di queste macchine non è sempre adatto al tipo di filtro installato. Per poter approfondire e risolvere gli attuali problemi, occorre perfezionare le conoscenze in materia di scelta, installazione e manutenzione dei filtri antiparticolato.

Tali problemi non mettono in dubbio la validità della "direttiva aria cantieri" e della comunicazione n. 14 concernente l'OIAt "Sili di ghiaia, cave e impianti simili". In sostanza, i filtri antiparticolato rappresentano lo stato della tecnica e si prestano bene alla riduzione effettiva delle particelle nocive. Se però dovessero verificarsi particolari problemi di post-equipaggiamento, sarebbe opportuno concedere deroghe all'obbligo dei filtri antiparticolato. Già oggi, se la domanda è sufficientemente motivata, i cantoni hanno la possibilità di accordare agevolazioni.

Negli ultimi mesi, si è parlato molto del provvedimento G8 della "direttiva aria cantieri" dell'UFAM concernente l'equipaggiamento delle macchine da cantiere con filtri antiparticolato. In modo particolare, la Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio nazionale (CAPTE-N) ha modificato la mozione Jenny (05.3499) e chiesto di armonizzare l'esecuzione delle prescrizioni legate all'utilizzo di macchine da cantiere, tenendo conto della potenza, dell'età delle macchine nonché delle diverse categorie di cantieri. Il 21 giugno 2006, sia il presidente della Confederazione Leuenberger che il Consiglio nazionale hanno approvato tale proposta. È stato stabilito che né la CAPTE-N né la Società svizzera impresari costruttori intendono sospendere l'obbligo dei filtri antiparticolato. Ora la mozione così modificata dovrà essere presentata al Consiglio degli Stati. Dal canto loro, anche i cantoni hanno espresso il desiderio di una maggiore armonizzazione. Nel corso della seduta del 12 maggio 2006, la Conferenza dei capi dei servizi cantonali per la protezione dell'ambiente (CCA) ha sottoposto una proposta in tal senso all'Ufficio federale dell'ambiente. L'UFAM, le associazioni coinvolte e i rappresentanti cantonali si sono già incontrati una prima volta per discutere in merito a una maggiore armonizzazione dell'obbligo dei filtri antiparticolato per le macchine da cantiere e impianti simili.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.