06.3121 · Interpellanza · 2006-03-23
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale sta valutando la stipulazione di un accordo di libero scambio nel settore agricolo con l'UE. In questo settore - già messo alla prova da diversi progetti di riforma (OMC, "PA 2011", diversi accordi di libero scambio) - si sta diffondendo un'enorme incertezza. Sia in agricoltura, sia nel ramo dell'industria alimentare, vengono effettuati i necessari investimenti soltanto se è possibile contare sulla sicurezza giuridica e nutrire fiducia nel futuro. Sulla base di queste considerazioni, pongo al Consiglio federale le domande seguenti:
1. Quali effetti sui prezzi alla produzione si aspetta il Consiglio federale?
2. Attualmente, qual è l'entità delle differenze relative ai costi di produzione tra Svizzera ed UE?
In particolare, riguardo a:
- stipendi;
- materie ausiliarie;
- costi di costruzione;
- macchinari;
- energia.
3. Il Consiglio federale prevede che la stipulazione di un accordo di libero scambio nel settore agricolo comporterà anche un abbassamento dei costi di produzione per l'agricoltura svizzera? In quale misura?
4. Il Consiglio federale ritiene che i costi di produzione possano essere abbassati al livello di quelli praticati nell'UE? In che modo?
5. In che modo il Consiglio federale intende evitare che, tramite lo smercio, l'importazione di derrate alimentari a buon mercato si traduca semplicemente in una rendita d'importazione?
6. Quali sono gli effetti previsti sulle strutture dell'agricoltura svizzera?
7. Quali conseguenze avranno i previsti mutamenti strutturali dell'agricoltura - in particolare nelle regioni di montagna - sul turismo?
8. Il Consiglio federale reputa che l'agricoltura svizzera sia preparata ad affrontare l'enorme sfida rappresentata da un accordo di libero scambio?
9. Il calo massiccio dei prezzi alla produzione determinerebbe presumibilmente anche una perdita di valore delle aziende agricole, mettendo in pericolo una parte importante della previdenza per la vecchiaia della generazione di persone responsabili di un'azienda in attività. Il Consiglio federale condivide questa opinione? È disposto a proporre una soluzione di tale problema?
10. Attualmente, in molti casi i prezzi delle prime fasi della lavorazione non potrebbero competere con quelli praticati nell'UE nemmeno se i prodotti non costassero nulla. In che modo l'industria di trasformazione potrebbe accrescere la sua competitività?
11. Per la cura delle colture e la raccolta degli ortaggi, i produttori orticoli spagnoli - che con un accordo di libero scambio sarebbero in concorrenza diretta con i produttori svizzeri - possono contare sulla disponibilità di manodopera ausiliaria marocchina a basso costo. Il Consiglio federale è disposto a creare uguali condizioni in Svizzera?
12. Il Consiglio federale ritiene che l'articolo 104 della Costituzione federale possa essere applicato anche con un accordo di libero scambio nel settore agricolo con l'UE?
13. Quanti saranno, secondo il Consiglio federale, i posti di lavoro persi nell'intero settore alimentare a causa dell'accordo di libero scambio?
Stellungnahme des Bundesrates
In occasione della sua seduta del 10 marzo 2006, il Consiglio federale ha preso conoscenza del rapporto, stilato dal DFE e dal DFAE, concernente la fattibilità come pure i vantaggi e gli svantaggi economici di un accordo di libero scambio dei prodotti agricoli tra Svizzera ed UE. Nel contempo, il DFE e il DFAE sono stati incaricati di sondare il parere degli ambienti interessati in relazione ad un eventuale accordo di libero scambio. Sulla base dei risultati di queste indagini supplementari, verrà valutata l'opportunità di proporre all'UE l'avvio di colloqui esplorativi e nel contempo sarà possibile definire gli eventuali adeguamenti da effettuare nel settore della politica agraria.
Le domande poste dall'autore dell'interpellanza sono oggetto di studi attualmente in corso e di altri che seguiranno. Allo stato attuale delle conoscenze non è ancora possibile rispondere dettagliatamente. Tuttavia, si possono fare alcune considerazioni:
Affinché un accordo agricolo di libero scambio sia pienamente efficace, è necessario che esso comprenda l'intera filiera produttiva del settore agricolo: non soltanto la produzione agricola in senso stretto, bensì anche le fasi precedenti e quelle successive ad essa. Accanto agli ostacoli tariffali al commercio sarebbe necessario eliminare anche quelli di natura non tariffale, ad esempio riconoscendo nell'accordo l'equivalenza delle prescrizioni in materia di produzione oppure applicando il principio "Cassis de Dijon". A tale proposito, si sta pure valutando l'opportunità di autorizzare le importazioni parallele di determinati prodotti.
Un accordo di libero scambio con l'UE accrescerebbe la produttività dell'agricoltura svizzera, abbassando il livello dei prezzi dei prodotti agricoli. Soprattutto il calo dei costi relativi ai mezzi di produzione rafforzerebbe la competitività del settore agricolo svizzero. Rispetto alla liberalizzazione perseguita in ambito OMC, un accordo di libero scambio con l'UE porterebbe ad un maggiore miglioramento delle prospettive di esportazione dei prodotti agricoli svizzeri. Per poter cogliere tali opportunità sarebbe tuttavia necessaria una maggiore specializzazione della produzione agricola svizzera, al fine di ottenere il massimo valore aggiunto possibile. Tale processo andrebbe soprattutto a beneficio dell'economia lattiera.
L'abbassamento dei prezzi dei prodotti agricoli rafforzerebbe anche la competitività dell'industria alimentare svizzera e del ramo del turismo. Inoltre, allo sgravio a favore dei consumatori corrisponderebbe un aumento del loro reale potere d'acquisto, con una conseguente crescita della domanda in altri settori economici. La piazza economica e l'occupazione svizzere ne verrebbero globalmente avvantaggiate.
L'aumento della produttività del settore agricolo accelererebbe ulteriormente il mutamento strutturale in corso, sia in ambito agricolo, sia nelle fasi precedenti della filiera e nelle prime fasi della trasformazione alimentare (prima fase successiva della filiera). I tempi e la portata di questi adeguamenti strutturali dipenderebbero dalla durata della fase transitoria e dal tipo di misure accompagnatorie eventualmente adottate allo scopo di sostenere, in modo mirato, le aziende maggiormente colpite dai mutamenti in questione.
La conclusione di un accordo di libero scambio con l'UE non metterebbe in questione i compiti multifunzionali dell'agricoltura stabiliti nella Costituzione o la sovranità della Svizzera in materia di politica esterna e politica commerciale. Anche l'autonomia del nostro Paese nelle scelte di politica agraria - in particolare riguardo al versamento di pagamenti diretti - sarebbe totalmente garantita.
Risposta del Consiglio federale.