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06.3166 · Interpellanza · 2006-03-24

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:

1. Come vede la situazione futura dei medici generici in Svizzera?

2. Può garantire che le prestazioni attuali saranno mantenute in futuro?

3. Rientra tra le sue priorità assicurare che su tutto il territorio nazionale ci sia un numero sufficiente di medici generici?

4. Quali misure ha preso o intende prendere per risolvere la preannunciata carenza di medici generici?

5. Come giustifica la decisione di ridurre il valore del punto tariffario delle analisi di laboratorio presa unilateralmente dal Dipartimento federale dell'intero (DFI) senza consultare la Commissione federale delle analisi né la commissione di esperti per la revisione della lista federale delle analisi? A cosa servono dunque questi organi?

6. La riduzione delle tariffe di laboratorio è avvenuta in maniera lineare, per tutte le analisi, mentre un gruppo di lavoro paritetico istituito dall'UFAS aveva a suo tempo mostrato che per numerose analisi di laboratorio le tariffe possono essere ridotte, ma che per altre il valore tariffale è troppo basso. Perché il DFI non ha tenuto conto di questo parere?

Begründung

Due organizzazioni mantello di medici, la Società svizzera di medicina generale e il Collegio di medicina di base, hanno lanciato una petizione e organizzato una manifestazione il 1° aprile a Berna per protestare contro lo smantellamento delle prestazioni assicurate dai medici generici e per chiedere che la Svizzera disponga di un numero sufficiente di medici di famiglia e di medici generici ben formati.

La recente misura presa dall'Ufficio federale della sanità pubblica e dal DFI di abbassare del 10 per cento il valore del punto tariffario nella lista delle analisi è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso.

L'esistenza dei medici generici, che effettuano il 90 per cento delle visite e questo a costi contenuti (dal 15 al 20 per cento della spesa sanitaria globale), è minacciata. Tra dieci o quindici anni tutta una generazione di medici generici andrà in pensione e già oggi è difficile trovare nuove leve. La professione di medico di famiglia sta perdendo di attrattiva. La rivalutazione delle prestazioni fornite da questa categoria perseguita con Tarmed non ha avuto successo, anche secondo Santésuisse. I medici interessati lamentano la riduzione o il ristagno del reddito. La clausola del bisogno, la minaccia di soppressione dell'obbligo di contrarre, la reticenza delle banche, la crescente burocratizzazione della professione, la pressione delle casse malati, il sovraccarico di lavoro, l'evoluzione negativa dell'immagine del medico e la mancanza, nella maggior parte dei casi, di una formazione ante e post lauream offerta per i medici generici: tutti questi fattori non fanno che aggravare una situazione già inquietante.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale è cosciente dell'importanza dei medici generici per la sanità pubblica e ne riconosce il contributo per il funzionamento del sistema sanitario e per la promozione della salute della popolazione svizzera. Poiché i compiti sono tanti e possono essere affrontati solo in comune, la Confederazione e i cantoni in collaborazione con le associazioni di categoria interessate stanno studiando soluzioni orientate al futuro nell'ambito di vari gruppi di lavoro.

1. Il Consiglio federale ha stabilito condizioni quadro per garantire una medicina di qualità e prestazioni sanitarie adeguate e accessibili a chiunque. La nuova legge federale sulle professioni mediche universitarie definisce le competenze dei medici e presterà maggiore attenzione alle esigenze dei pazienti. Le formazioni universitarie sono in parte già adeguate a questo nuovo orientamento.

Nel suo messaggio del 15 settembre 2004 concernente la modifica della legge federale sull'assicurazione malattie (Managed Care; FF 2004 4951), il Consiglio federale propone di inserire nella legge la nozione di reti d'assistenza integrate, senza però chiedere di generalizzare un modello in cui il medico di famiglia svolga un ruolo di controllore dell'accesso alle prestazioni (gatekeeper), poiché ritiene che questa costrizione non assicurerebbe vantaggi significativi. Il Consiglio federale è del resto convinto che la libertà di contrarre permetterebbe proprio ai medici generalisti di valorizzare la loro funzione e di concordare più facilmente remunerazioni migliori per le cure prestate. Alla luce di queste considerazioni, al momento non si ritengono necessarie ulteriori misure.

2./3. È compito dei cantoni e non della Confederazione garantire la copertura dei bisogni con un'offerta sanitaria sufficiente. Per quanto riguarda il settore ambulatoriale, gran parte della medicina di base è organizzata secondo i principi dell'economia privata e i cantoni sono competenti per il rilascio delle autorizzazioni ad esercitare la professione.

Le prestazioni mediche devono essere efficaci, appropriate ed economiche indipendentemente dal fornitore. L'accesso della popolazione alle cure mediche deve essere garantito. Laddove è necessario, il Consiglio federale auspica una limitazione dell'eccessiva offerta di cure ambulatoriali mediante la responsabilizzazione dei cantoni, degli assicuratori e dei medici.

4. L'adozione di soluzioni durature richiede la concertazione tra tutte le parti in causa. Per questa ragione, nel 2006 la medicina di base servirà da filo conduttore per il dialogo sulla politica sanitaria tra le autorità federali e cantonali. La Confederazione e i direttori cantonali della sanità stanno attualmente esaminando insieme alcune misure in grado di rendere più attraente l'attività professionale dei medici di base e anche di incoraggiare nuovi medici a indirizzarsi verso questo campo della medicina. Oltre ai cambiamenti già introdotti nel quadro della riforma della formazione si tratterebbe di definire per il futuro un corso di formazione post-laurea specifico per la medicina di base. I cantoni stanno pure valutando la possibilità di finanziare la formazione dei medici con uno studio proprio al fine di ridurre la disparità esistente nei confronti della formazione post-laurea effettuata in ospedale, pagata dalla collettività. Ulteriori misure concernono l'organizzazione dei servizi di picchetto, la cooperazione con le strutture ospedaliere e i modelli di gestione.

5. Il Consiglio federale ha sottoposto al Parlamento diverse revisioni di legge con misure che permetteranno di frenare la crescita dei costi e dunque dei premi. Visto però che queste revisioni sono pendenti in Parlamento da diverso tempo, il Consiglio federale e il DFI vogliono sfruttare anche le possibilità di contenimento dei costi di cui dispongono a livello d'ordinanza.

Nell'autunno del 2005, il DFI ha pertanto deciso una riduzione del valore del punto tariffario dell'elenco delle analisi. Questa riduzione è oggettivamente giustificata, poiché grazie al progresso tecnologico intervenuto nei laboratori diverse analisi sono attualmente meno care rispetto al passato. Per ragioni di tempo non sono stati chiesti né il parere della Commissione federale delle analisi né quello del suo gruppo di lavoro preparatorio.

6. È possibile che la riduzione lineare del valore del punto tariffario per tutte le analisi di laboratorio abbia ridotto eccessivamente la remunerazione di singole analisi. In considerazione delle critiche espresse riguardo al provvedimento adottato, il prossimo passo consisterà in un riesame sistematico dell'elenco delle analisi e delle sue tariffe. Il riesame, che sarà effettuato consultando la Commissione federale delle analisi, potrebbe comportare ulteriori adeguamenti tariffari mirati.

Risposta del Consiglio federale.