06.3168 · Mozione · 2006-03-24
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Nell'ambito delle sue mire volte eventualmente a vendere o a ridurre la partecipazione della Confederazione a Swisscom SA, il Consiglio federale è incaricato, prima di adottare una decisione di principio, di prendere le necessarie misure e di proporre le relative modifiche legislative, al fine di mantenere in mani svizzere l'approvvigionamento di base nel settore della radiodiffusione (impianti di trasmissione e reti emittenti).
In particolare vanno esaminati e presi in considerazione i punti seguenti:
1. chiara definizione del mandato di diffusione dei programmi radio nel quadro dell'approvvigionamento di base;
2. rapida scorporazione di Swisscom Broadcast SA o parti di essa - eventualmente mediante uno scambio di azioni - da Swisscom SA;
3. ripresa dei trasmettitori che la Confederazione ha ceduto nel 1998 a Swisscom a condizioni particolari;
4. creazione di una società nazionale per l'esercizio (ed eventualmente il possesso) delle reti emittenti e della rete di trasmettitori, con una minoranza di blocco per la Confederazione e una partecipazione della SSR e degli enti radiotelevisivi svizzeri titolari di una concessione;
5. rilascio, a questa società nazionale, del servizio trasmissioni della Confederazione rilevante sul piano della politica di sicurezza (reti di ponti radio della Confederazione, reti VRK, diffusione di programmi radiofonici in tempo di crisi, e IBBK, informazione della popolazione da parte della Confederazione in tempo di crisi).
Begründung
Con la revisione della LRTV e della LTC, a partire dal 1° gennaio 1998 la Confederazione ha ceduto a Swisscom SA i circa 550 trasmettitori in tutta la Svizzera a condizioni particolari, trasferendo la responsabilità della diffusione dei programmi dalla PTT alla SSR. Da quel momento, Swisscom SA assicura la diffusione terrestre dei programmi nonché la diffusione di importanti informazioni strategiche, grazie ai contratti firmati da Swisscom Broadcast SA (di cui Swisscom è proprietaria al 100 per cento) con gli enti radiofonici del DDPS e della Cancelleria federale.
Quando nel 2000 Swisscom era intenzionata a vendere questo settore, il Parlamento ed in particolare le Commissioni di politica di sicurezza si opposero con veemenza e il DATEC esaminò addirittura la possibilità di trasferire le competenze alla SSR.
Dopo che le istallazioni satellitari Satos a Leuk sono già passate in mani straniere, la Confederazione non può cedere, probabilmente ad imprese estere, anche i propri impianti di trasmissione (per la Cancelleria federale e il Consiglio federale, l'Ufficio federale della protezione della popolazione, la Centrale nazionale d'allarme, l'esercito ecc.). Per impedire che ciò avvenga, occorre esaminare seriamente la possibilità di creare una società nazionale incaricata di gestire questi trasmettitori, con una minoranza di blocco da parte della Confederazione e una maggioranza societaria in mani svizzere.
Nell'ambito delle attuali riflessioni sul futuro di Swisscom SA sarebbe incomprensibile che la Svizzera non accordi maggiore attenzione ad aspetti fondamentali quali il suo approvvigionamento di base e la politica di sicurezza.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Nel suo messaggio concernente la partecipazione detenuta dalla Confederazione nell'azienda Swisscom SA, il Consiglio federale si è espresso in modo approfondito su aspetti di politica di sicurezza e di approvvigionamento di base nel settore della comunicazione. Il collegio prende sul serio le riflessioni espresse nella mozione ed è consapevole che proprio gli aspetti di politica di sicurezza nella comunicazione meritano particolare attenzione. Pertanto, le questioni sollevate sono oggetto di analisi attualmente in corso all'interno dell'amministrazione.
Tuttavia, il collegio ritiene che la formulazione della mozione sia troppo limitata e al momento non è disposto ad accogliere richieste con il carattere vincolante proprio della mozione. Per di più, l'intervento parlamentare esige misure che il Consiglio federale avrebbe dovuto prendere prima di pronunciare la decisione di principio sulla diminuzione o la vendita della partecipazione della Confederazione; questo, ovviamente, non è più possibile.
L'esecutivo federale si riserva di chiedere al secondo Consiglio di trasformare la mozione in mandato di verifica se, contrariamente alla sua proposta, la mozione dovesse essere accolta dal Consiglio degli Stati.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.