Penuria di petrolio. Calcolo della tassa d'importazione sui veicoli a motore in base al consumo di carburante
06.3180 · Interpellanza · 2006-05-08
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
1. Non condivide l'opinione secondo cui siamo ormai arrivati al punto in cui le risorse petrolifere cominciano a scarseggiare e che urge adottare tutte le misure e cogliere ogni opportunità per ridurre il consumo di petrolio e la nostra dipendenza da questa materia prima?
2. Visto l'acuirsi del problema della disponibilità di greggio, il Consiglio federale non ritiene anch'esso necessario riprendere e, alla luce della nuova situazione, rivalutare misure che già aveva esaminato ma che, alle condizioni di allora, aveva respinto?
3. In considerazione della mutata situazione dell'approvvigionamento petrolifero, il governo è disposto a riesumare e ad applicare in tempi rapidi la differenziazione della tassa d'importazione sui veicoli a motore basata sul loro consumo di carburante, una misura presa in considerazione in passato, ai fini degli obiettivi di politica climatica, e dapprima ritenuta valida ma in seguito accantonata?
Begründung
È dagli anni Ottanta che l'estrazione e il consumo di petrolio, a livello planetario, superano di gran lunga la scoperta di nuovi giacimenti di greggio. Le riserve petrolifere sinora conosciute si stanno esaurendo. Il consumo cresce in tutto il mondo, non da ultimo per soddisfare il fabbisogno del boom economico asiatico (Cina, India). La conseguente penuria di petrolio, quale pronosticata e dimostrata con un'ampia documentazione dal Partito evangelico svizzero in una sua pubblicazione edita nel maggio 2005 ("Unserer Wirtschaft geht das Benzin aus! .... und keiner will es wahrhaben!"), si è verificata ancor prima del previsto.
I massicci aumenti del prezzo del greggio registratisi negli ultimi mesi in conseguenza dello scarseggiare delle risorse non sono che la punta dell'iceberg. L'ulteriore aggravarsi della situazione dell'approvvigionamento petrolifero colpirà pesantemente la nostra economia e la popolazione, che dipendono ancora in larga misura da questa materia prima. Occorre perciò fare tutto il possibile affinché il nostro Paese riduca al più presto la sua dipendenza dal petrolio, e il consumo di tale risorsa, e perché esamini e metta in atto senza più tardare tutte le possibilità ipotizzabili nel settore della produzione di calore e della mobilità basata sull'impiego del greggio per raggiungere detto obiettivo. Soltanto così l'economia e la popolazione possono prepararsi adeguatamente al periodo post-petrolifero e soltanto così potremo essere sicuri di investire il nostro denaro per il bene del nostro Paese e per il nostro futuro, invece di buttarlo nei pozzi di petrolio di qualche sceicco. È anche l'unico modo per dare alla Svizzera una spinta sul piano dell'innovazione e del know-how nel settore del risparmio petrolifero e della ricerca di fonti energetiche alternative (energie rinnovabili), e per raggiungere più facilmente gli obiettivi di politica climatica.
Lo scorso autunno, però, nella sua risposta alla mia interpellanza 05.3423, "Diminuiscono le risorse petrolifere. Misure adottate dal Consiglio federale", il Consiglio federale ha purtroppo lasciato intendere, d'accordo con l'industria petrolifera, che non riteneva affatto allarmante, per il nostro Paese, la gravità e la pericolosità della situazione dell'approvvigionamento petrolifero. Si spera ora che, alla luce degli sviluppi degli ultimi mesi (gli enormi aumenti di prezzo testimoniano un generalizzato calo delle risorse), il governo riconosca la necessità e l'urgenza di adottare i provvedimenti che s'impongono.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il raggiungimento degli obiettivi di protezione climatica a cui la Svizzera si è vincolata con la firma del Protocollo di Kyoto rappresenta una sfida ben più grande della crescente penuria di risorse petrolifere. Se per i combustibili si è potuta constatare una riduzione delle emissioni di CO2, per i carburanti, invece, si è registrato un aumento delle emissioni pari al 9 per cento nel periodo 1990 a 2004. Secondo stime di fine 2005, tra il 1990 e il 2010 l'aumento dovrebbe essere dell'8 per cento. La legge sul CO2 impone, però, una riduzione dell'8 per cento al disotto del livello del 1990 delle emissioni di CO2 prodotte dai carburanti.
2./3. Il 12 aprile 2006 il Consiglio federale ha proposto di accogliere il postulato Heim 05.3703 con cui si chiedeva di introdurre una tassa proporzionale al consumo supplementare da riscuotere al momento dell'ammissione alla circolazione di veicoli nuovi. La tassa deve essere commisurata al consumo supplementare superiore al valore massimo definito dal Consiglio federale. Al riguardo, il Consiglio federale presenterà un rapporto.
In questo settore la Confederazione può formulare proposte di soluzioni e basi di calcolo come l'etichetta Energia o un pacchetto globale di criteri per veicoli energeticamente efficienti e a bassa produzione di emissioni; la decisione spetta però ai cantoni.
Il 21 febbraio 2007, in una seduta dedicata alla strategia energetica della Svizzera, il Consiglio federale ha definito diversi principi di politica energetica. Tra l'altro, il DATEC è stato incaricato di elaborare, entro la fine del 2007, piani di azione per misure di efficienza energetica in tutti i settori, nonché per il promovimento delle energie rinnovabili. Essi ingloberanno altre misure relative ai carburanti e ai combustibili.
Risposta del Consiglio federale.