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Rilevazione e pubblicazione delle statistiche sulle assicurazioni sociali secondo le singole nazionalità

06.3218 · Mozione · 2006-05-11

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di ordinare agli uffici federali competenti dell'allestimento delle statistiche sulle assicurazioni sociali (tra l'altro AI, AD, IPG, assegni familiari e aiuto sociale) di eseguire in futuro rilevazioni non solo distinguendo tra svizzeri e stranieri, ma anche secondo il Paese d'origine dei cittadini stranieri e di rendere accessibili al pubblico i risultati di ogni cantone.

Begründung

Nelle statistiche sulle assicurazioni sociali sorprende il fatto che i cittadini stranieri ricevano prestazioni in misura nettamente superiore rispetto alla percentuale di popolazione che rappresentano. Gli stranieri, che costituiscono il 20 per cento della popolazione residente, ricevono ad esempio circa il 40 per cento delle prestazioni AI. È anche sorprendente che circa la metà dei disoccupati sia di origine straniera. Anche nell'ambito dell'aiuto sociale gli stranieri sono sovrarappresentati. Infine ogni anno vengono versati all'estero assegni familiari per un ammontare di mezzo miliardo di franchi senza che vi sia un aumento del numero di bambini in Svizzera. Inoltre l'esportazione di assegni familiari potrebbe interessare anche la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), in quanto si tratta in parte di fondi per l'aiuto allo sviluppo. Nelle statistiche sulle assicurazioni sociali è quindi indispensabile eseguire rilevazioni secondo le singole nazionalità. Nel cantone di Argovia, ad esempio, per la statistica sulla criminalità si procede già ad una rilevazione secondo il Paese d'origine e questo non cagiona alcun onere particolare. Essa permette invece d'individuare in quali gruppi della popolazione s'impongono particolari misure di prevenzione.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Da diversi anni nel primo pilastro (AVS, AI e PC) e nell'assicurazione contro la disoccupazione sono rilevati i dati concernenti la nazionalità e il domicilio dei beneficiari. Queste informazioni sono accessibili alle persone interessate e pubblicate in funzione dei temi trattati. Per quanto riguarda questo punto, dunque, la richiesta della mozione è adempiuta.

Per gli altri ambiti delle assicurazioni sociali, in particolare la previdenza professionale, l'assicurazione malattie, l'assicurazione contro gli infortuni e gli assegni familiari, mancano a tutt'oggi statistiche centralizzate sugli individui (sia chi versa i contributi che i beneficiari) e gli organi esecutivi spesso non sono a conoscenza della nazionalità o del cantone di domicilio delle persone in questione. L'introduzione di un obbligo generale di rilevare queste variabili, come chiesto dalla mozione, comporterebbe dunque un aumento significativo dei costi amministrativi a vari livelli. Nella previdenza professionale l'approvazione della mozione obbligherebbe per esempio i circa 8000 istituti di previdenza a rilevare queste variabili presso varie centinaia di migliaia di datori di lavoro per più di 3 milioni di assicurati attivi. La rilevazione dei dati sui circa 650 000 beneficiari di prestazioni sarebbe probabilmente ancora più ardua.

Per l'attuazione delle richieste della mozione sarebbero necessarie ingenti risorse, attualmente non disponibili. L'onere finanziario sarebbe del resto sproporzionato rispetto all'acquisizione di conoscenze limitata derivante dalla rilevazione della nazionalità. Per esempio, nel settore dell'assicurazione malattie l'utilità scientifica di una rilevazione della nazionalità sarebbe piuttosto ridotta se non accompagnata da una rilevazione dei rischi cui sono esposti gli assicurati.

Per quanto concerne l'aiuto sociale, la variabile "nazionalità" è stata rilevata nel quadro della statistica svizzera sull'aiuto sociale, i cui risultati sono stati pubblicati di recente: tuttavia, data la novità di questo studio non è ancora possibile trarre indicazioni utili dai dati sulla nazionalità, la cui qualità dovrebbe però migliorare a medio termine.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.