06.3256 · Postulato · 2006-06-09
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Invito il Consiglio federale a sottoporre al Parlamento un rapporto in cui venga esaminata l'opportunità di riscuotere una tassa su SMS ed e-mail, e a studiare le basi legali necessarie a questa riscossione in un'ottica di eurocompatibilità. Infine, invito il collegio a presentare le cifre di quest'innovazione.
Gli introiti della tassa dovrebbero essere versati nel fondo AVS, le cui risorse scarseggeranno dal 2010.
Begründung
Durante la sessione estiva 2006 del Parlamento, il Consiglio nazionale tratterà la mozione 04.3173 Baumann J. Alexander la quale chiede l'istituzione di un contributo sugli SMS. Il Consiglio federale propone di respingere questa mozione.
Recentemente, nell'ambito del finanziamento dell'Unione europea, l'ex ministro francese responsabile del bilancio Alain Lamassoure ha avanzato l'ipotesi non solo di una tassa sugli SMS ma anche sulle e-mail.
Vista la tendenza al ribasso del prezzo degli SMS, la riscossione di una tassa su questi messaggi dovrebbe essere indolore per i consumatori. Sarebbe, infatti, il margine degli operatori a ridursi. Le e-mail, oggigiorno gratuite, dovrebbero essere sottoposte a una tassa estremamente modica. Visto il numero di messaggi elettronici, il ricavo di una simile tassa potrebbe essere interessante.
Gli introiti realizzati con queste tasse dovrebbero essere versati nel fondo AVS che, dal 2010, avrà una penuria di risorse che non sarà possibile colmare unicamente con la massa salariale, né gravando sui consumatori con un aumento esagerato dell'IVA. Si tratterebbe certamente di risorse di sostegno, che tuttavia permetterebbero di far parzialmente fronte al grosso deficit futuro della piramide demografica.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
In occasione della risposta alla mozione Baumann J. Alexander 04.3173, "Tassa di solidarietà sugli SMS per finanziare l'AVS", il Consiglio federale si è già espresso sull'argomento, dichiarandosi contrario al finanziamento dell'AVS mediante una tassa sugli SMS. Il collegio spiega che l'introduzione di una tassa speciale presuppone una base costituzionale che a sua volta richiede la maggioranza dei voti del popolo e dei cantoni. Tale tassa risulterebbe irrazionale e senza uno scopo preciso, visto che, contrariamente ad altre tasse speciali a favore dell'AVS, in questo caso verrebbe a mancare la funzione di guida (ad es. nella politica della salute), e considerando che sui servizi di telecomunicazione (servizi SMS inclusi) è già riscossa un'imposta sul valore aggiunto. Non si giustifica pertanto l'introduzione di una tassa su questi prodotti specifici del settore delle telecomunicazioni. Il riversamento della tassa sui consumatori finali (spesso giovani) renderebbe meno popolare il servizio e ostacolerebbe l'ulteriore sviluppo di altri servizi di trasmissione di dati mobili innovativi. Inoltre, il Consiglio federale ha sollevato dubbi sulla durevolezza nel tempo e sull'attuazione pratica della misura. Per questo motivo si è espresso a favore di un intervento più incisivo sul fronte dell'imposta sul valore aggiunto per finanziare l'AVS.
Le rivendicazioni del presente postulato sono simili alle rivendicazioni avanzate nella mozione Baumann, ma di più ampia portata, visto che prevedono una tassa non solo sugli SMS ma anche sulle e-mail. La richiesta di tassare tutte le comunicazioni e-mail va respinta per gli stessi motivi addotti per la tassa sugli SMS. Gli accessi a banda larga attualmente diffusi permettono, di regola, un accesso illimitato a Internet sotto il profilo temporale e quantitativo; vale a dire che è possibile inviare un numero illimitato di e-mail dietro pagamento di un abbonamento mensile fisso. La riscossione di una tassa per ogni e-mail inviata risulterebbe dunque impraticabile, salvo se per introdurre il computo quantitativo si interferisse nella determinazione autonoma dei prezzi degli operatori del mercato. Inoltre, va ricordato che sussiste il pericolo che i consumatori ripieghino su "webmail-account" gratuiti all'estero per aggirare la tassa. In questo modo risulterebbero svantaggiati i fornitori svizzeri e, nel complesso, sarebbe indebolita in modo incisivo la piazza economica svizzera.
Vista la situazione inequivocabile, si rinuncia all'elaborazione del rapporto richiesto all'attenzione del Parlamento.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.