06.3295 · Postulato · 2006-06-21
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di verificare in quale maniera può essere sospeso l'obbligo generale di prestare servizio militare.
Begründung
L'orientamento della prontezza militare ai rischi reali renderà possibile un'ulteriore significativa riduzione degli effettivi. Il reclutamento di effettivi ancora più ridotti è in contraddizione con l'obbligo di prestare servizio militare.
1. Il problema principale si situa a livello demografico. Ogni anno, 32 000 cittadini svizzeri di sesso maschile diventano soggetti all'obbligo di prestare servizio militare. Essendo l'obbligo di prestare servizio militare valido dai venti ai trent'anni, vale a dire per dieci anni, l'esercito comprende 320 000 militari, ed è quindi decisamente sovradotato a livello di effettivi. Né in seno alla protezione della popolazione né nel servizio civile sussiste un fabbisogno in materia di personale così elevato da dover essere coperto con tale quantitativo di persone soggette all'obbligo di prestare servizio militare.
2. Errore a livello di politica militare: il mantenimento artificiale di elevati effettivi dell'esercito causa importanti costi di formazione. Ciò non è né efficace né efficiente. L'esercito deve impiegare le limitate risorse in maniera proporzionata al rischio.
3. Il mantenimento dell'obbligo di prestare servizio militare viola l'uguaglianza giuridica sancita dalla Costituzione. L'uguaglianza giuridica è già attualmente violata, dal momento che numerosi militari sono prosciolti dagli obblighi militari per "ragioni mediche". Già oggi, soltanto il 50 per cento circa di tutte le persone soggette all'obbligo di leva prestano effettivamente servizio militare. Un'ulteriore riduzione degli effettivi acuirebbe ulteriormente questo problema in materia di uguaglianza giuridica.
4. L'obbligo generale di prestare servizio militare pesa sull'economia. Dal momento che l'economia è sempre meno interessata alle capacità specifiche acquisite nel corso di una carriera militare, anche quest'ultima è attualmente considerata più un fattore di costo che un vantaggio.
5. Non vi è più alcuna legittimazione morale: l'obbligo di prestare servizio militare, in quanto contributo richiesto dallo Stato, incide fortemente sulla libertà del cittadino. È giustificabile soltanto se per suo mezzo è possibile evitare gravi pericoli, ciò che oggi non è il caso.
Conclusione: l'obbligo di prestare servizio militare ha quale conseguenza effettivi troppo elevati, i quali non potrebbero essere ridotti senza violare l'uguaglianza giuridica. I conti sono presto fatti: o si viola la parità di trattamento per quanto concerne l'obbligo di prestare servizio militare, oppure si accetta un effettivo sovradimensionato - e ciò non è più sopportabile a livello di politica finanziaria ed economica. La questione non è pertanto se l'obbligo di prestare servizio militare debba essere o meno abrogato o sospeso, bensì soltanto quando ciò avverrà e da quale modello di servizio militare sarà sostituito.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
L'organizzazione dell'esercito è orientata alle missioni dell'esercito stabilite dalla Costituzione federale e dalla legge militare. Gli attuali effettivi dell'esercito sono definiti in base all'attuale situazione della minaccia e alle vigenti condizioni quadro legali e politiche. La missione di difesa nazionale resta determinante per quanto concerne l'organizzazione e l'effettivo complessivo dell'esercito; essa comprende la capacità di provvedere alla sicurezza del territorio e il mantenimento delle competenze necessarie per la difesa da un attacco militare. Entrambi i compiti sono complessi ed esigono molto personale; essi sono indispensabili per la sicurezza della Svizzera e possono essere assunti soltanto dall'esercito. In considerazione dei rischi e delle minacce attuali e prevedibili, il Consiglio federale non ritiene che la legittimità politica dell'obbligo di prestare servizio militare sia messa in discussione.
Gli effettivi reclutati con l'attuale sistema basato sull'obbligo di prestare servizio militare sono appena sufficienti ad alimentare l'organizzazione dell'esercito stabilita dal Parlamento. Attualmente, ogni anno circa 35 000 cittadini diventano soggetti all'obbligo di leva. Durante il primo trimestre del 2006, per esempio, nel quadro della procedura di reclutamento in più fasi circa il 64 per cento di tutte le persone soggette all'obbligo di leva sono state dichiarate idonee a prestare servizio militare e circa il 16 per cento sono state dichiarate idonee al servizio di protezione civile. Complessivamente, circa l'80 per cento delle persone soggette all'obbligo di leva possono quindi essere impiegate nell'esercito o nella protezione civile. Per quanto concerne le persone soggette all'obbligo di leva giudicate non idonee per motivi medici, sussistono fatti medici e medico-psicologici che ne escludono l'idoneità. Non vi sono casi di proscioglimenti ingiustificati per "ragioni mediche". Di conseguenza non vi è alcuna "disparità di diritto" o violazione della parità di trattamento per quanto concerne l'obbligo di prestare servizio militare.
In definitiva, per l'alimentazione delle formazioni l'esercito dispone annualmente di circa 22 400 reclute. Una quota di queste persone soggette all'obbligo di prestare servizio militare lascia anticipatamente l'esercito per motivi diversi (inabilità, esenzione dal servizio ecc.). Durante i dieci anni di durata dell'obbligo di prestare servizio militare, conformemente alle direttive del Parlamento (ordinanza dell'Assemblea federale sull'organizzazione dell'esercito; art. 5 Effettivo dell'esercito) risulta pertanto un effettivo dell'esercito di 210 000 a 220 000 militari.
In caso di rinuncia all'obbligo di prestare servizio militare, gli effettivi necessari dovrebbero essere garantiti ricorrendo a personale professionista volontario. Le esperienze di Stati esteri mostrano che, in caso di rinuncia all'obbligo di prestare servizio militare, l'esercito non potrebbe essere alimentato nell'entità e nella qualità necessarie alla Svizzera. Una possibile conseguenza sarebbe un esercito considerevolmente più piccolo, ma non più economico, la cui organizzazione e le cui missioni dovrebbero essere completamente ripensate.
L'esercito di milizia basato sull'obbligo di prestare servizio militare resta la migliore garanzia per soddisfare, nella qualità richiesta, le necessità dell'esercito in materia di personale. Se da riflessioni in materia di politica di sicurezza dovesse risultare la necessità di ridurre gli attuali effettivi, ciò potrebbe avvenire in maniera mirata per il tramite di una modifica del modello di servizio (p. es. aumentando la quota dei militari in ferma continuata oppure riducendo la durata dell'obbligo di prestare servizio o il numero di corsi di ripetizione).
Il sistema dell'obbligo di prestare servizio militare e l'effettivo complessivo sono orientati alle attuali missioni dell'esercito e alla sua prontezza durante tutto l'anno. L'attuale organizzazione dell'esercito resta la soluzione più appropriata, sia dal punto di vista della politica di sicurezza che della politica in generale, affinché l'esercito possa assolvere i compiti che gli sono assegnati dalle autorità politiche. Il Consiglio federale ritiene pertanto che non vi sia motivo di sospendere l'obbligo di prestare servizio militare, ciò che del resto necessiterebbe una modifica della Costituzione federale.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.