06.3305 · Mozione · 2006-06-21
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di modificare la legge federale sull'imposta federale diretta (LIFD) e la legge federale sull'armonizzazione delle imposte dirette dei cantoni e dei comuni (LAID) nel senso che gli alimenti possono essere dedotti dall'imposta anche quando i figli hanno più di 18 anni e sono ancora agli studi.
Begründung
Gli alimenti pagati dai genitori in favore dei figli minorenni sono deducibili dalle imposte a livello federale e cantonale. Tuttavia, gli alimenti pagati ai figli che hanno già compiuto i 18 anni d'età non danno più diritto alla deduzione né a livello federale né a livello cantonale in singoli cantoni. Questa regola è contraria al principio dell'imposizione secondo la capacità economica ed è vissuta come una grave ingiustizia.
Non è giustificato tassare gli alimenti pagati ai figli minorenni in modo diverso dagli alimenti pagati ai figli maggiorenni che si trovano in formazione.
È quindi necessario modificare la LIFD (in particolare l'art. 33) e la LAID.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Se i coniugi sono divorziati oppure separati legalmente o di fatto (nel seguito: divorziati), occorre distinguere due situazioni riguardo ai figli da mantenere:
1.1 Il contribuente può dedurre dal proprio reddito gli alimenti versati a un genitore per i figli minorenni sotto la sua autorità parentale (art. 33 cpv. 1 lett. c della legge federale sull'imposta federale diretta, LIFD). Il genitore beneficiario deve imporre questi alimenti come proventi (art. 23 lett. f LIFD). Il genitore che detiene l'autorità parentale può far valere la deduzione per figli, conformemente all'articolo 35 capoverso 1 lettera a LIFD.
1.2 Il genitore non può dedurre dal proprio reddito gli alimenti versati per un figlio maggiorenne, poiché gli stessi sono considerati "prestazioni versate in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia" non deducibili (art. 34 lett. a LIFD). Per contro, per il figlio maggiorenne gli alimenti ricevuti sono considerati "prestazioni versate in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia" esenti da imposta (art. 24 lett. e LIFD). Neppure il genitore, presso cui vive il figlio maggiorenne, è tenuto a imporre questi alimenti. Se l'obbligo di mantenimento permane oltre la maggiore età (ad es. in caso di studi), il contribuente che provvede al sostentamento può, secondo la prassi in vigore, far valere una deduzione di 6100 franchi, conformemente all'articolo 35 capoverso 1 lettera b LIFD. Il genitore, presso cui vive il figlio maggiorenne, può inoltre far valere una deduzione per figli dello stesso importo.
2. Il diritto in materia di imposte dirette parte dal principio secondo cui il contribuente non può dedurre dal reddito imponibile le spese per il mantenimento personale e della sua famiglia né le prestazioni in adempimento a obblighi familiari. In caso di matrimonio intatto, gli alimenti per figli minorenni e maggiorenni costituiscono quindi spese per il mantenimento non deducibili. Lo stesso sistema sarebbe di per sé sensato anche per gli alimenti versati dai divorziati in favore dei figli. Il genitore divorziato che detiene l'autorità parentale non può dedurre le proprie spese di sostentamento (abitazione, alimentazione, denaro per piccole spese). Il legislatore ha tuttavia introdotto un'eccezione a questo principio nella LIFD e nella legge federale sull'armonizzazione delle imposte dirette dei cantoni e dei comuni (LAID). Gli alimenti versati da un contribuente che non detiene l'autorità parentale per un figlio minorenne possono essere dedotti. Il genitore beneficiario deve invece imporre questi alimenti.
3. Conformemente alla legislazione vigente, l'attuale imposizione degli alimenti penalizza doppiamente i coniugi tassati congiuntamente rispetto ai divorziati. Da un lato, nei confronti dei divorziati, i coniugi che provvedono ai figli minorenni sono sfavoriti, nella misura in cui il divorziato può dedurre dall'imposta gli alimenti versati. In secondo luogo, i coniugi sono svantaggiati anche perché i divorziati che versano alimenti a figli maggiorenni in formazione possono far valere sia la deduzione per figli sia la deduzione per il sostentamento (vedi n. 1.2).
4. Tenuto conto di questa situazione, il Consiglio federale giunge alla conclusione che la parità di trattamento fiscale invocata dall'autore della mozione in materia di alimenti in favore di figli minorenni e maggiorenni sarebbe soltanto una parità apparente. In realtà, l'esistente disparità di trattamento dei coniugi che vivono in un matrimonio intatto sarebbe ulteriormente ampliata. Il Consiglio federale non ritiene quindi appropriato apportare una modifica puntuale della LIFD (e della LAID) nel senso proposto dall'autore della mozione.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.