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06.3361 · Interpellanza · 2006-06-23

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:

1. L'attività con la quale il Consiglio federale è già intervenuto per tentare di far cessare o almeno limitare le persecuzioni dirette contro la comunità dei Baha'is è sufficiente?

2. Non è il caso di aumentare la pressione sulle autorità iraniane affinché rispettino pienamente i diritti umani in questo e negli altri casi?

Begründung

Dato che l'attenzione è concentrata sul rischio di proliferazione nucleare in Iran, si rischia di dimenticare che i diritti dell'uomo sono spesso calpestati, in particolare per quanto riguarda alcune minoranze religiose. Il caso più grave sembra essere quello dei Baha'is: una religione senza clero, radicata principalmente in questo Paese, ma sparsa in misura minore in tutto il mondo, in particolare in Svizzera, i cui principi risiedono nella ricerca dell'armonia universale e nell'uguaglianza fra gli essere umani, in tutta lealtà nei confronti dell'ordine costituzionale dei Paesi in cui questa religione è praticata e nei confronti delle autorità elette. Le persecuzioni in Iran contro i suoi fedeli superano ogni misura: sistematiche dal 1979, hanno portato a un gran numero di morti e di dispersi, senza considerare gli arresti, il trattamento arbitrario dei cittadini baha'is nel servizio pubblico, la disinformazione e la denigrazione delle persone interessate, della loro storia e delle loro convinzioni. Non è raro sentire scempiaggini come l'accusa di sacrificare bambini musulmani durante le feste bahai's. Le autorità svizzere sono rimaste scosse da questo dramma e hanno cercato di alleviare il fardello delle persone colpite. I risultati sono tuttavia ancora molto modesti e ci si deve seriamente chiedere se anche in questo dossier l'Iran non debba essere messo davanti alle sue responsabilità e sottoposto a sanzioni internazionali se non abbandona queste pratiche.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale è a conoscenza della situazione problematica vigente in Iran nell'ambito dei diritti dell'uomo e segnatamente delle difficoltà incontrate da chi professa la religione Baha'i, e quindi la Svizzera ha iniziato con l'Iran un dialogo sui diritti umani a partire dall'ottobre 2003. L'ultimo incontro si è tenuto nel periodo 1 a 3 giugno 2005 a Berna: è stato caratterizzato da un'atmosfera di apertura e da uno spirito costruttivo ed è stato incentrato in particolare sui problemi relativi alle punizioni corporali e alla tortura, sulla pena di morte e la libertà di espressione nonché sulla riforma dei meccanismi vigenti nel sistema dell'ONU in materia di diritti dell'uomo. Si è pure discusso delle violazioni dei diritti dell'uomo nei confronti di chi professa la religione Baha'i. Contemporaneamente ai dialoghi ufficiali sui diritti dell'uomo, il DFAE e l'ambasciata di Svizzera a Teheran si attivano regolarmente per segnalare problematiche specifiche esistenti in questo ambito. Ad esempio in occasione della visita di un'alta delegazione giudiziaria iraniana nel giugno del 2006 il DFAE ha sollevato il problema dell'arresto di 50 Baha'i a Shiraz (provincia di Fars). In tale circostanza era presente anche il responsabile della giustizia di questa provincia, coinvolto direttamente nel caso in questione. Nel frattempo tutte le persone coinvolte sono state rilasciate. Il DFAE intrattiene inoltre un regolare scambio di informazioni con la comunità Baha'i in Svizzera. In questo contesto vengono regolarmente organizzati degli incontri per discutere in modo più approfondito le problematiche che toccano i membri di questa comunità.

2. In termini generali bisogna però ammettere che l'operato a favore dei diritti umani può anche non sembrare mai sufficiente, come sostengono gli autori dell'interpellanza. In questi delicati ambiti della politica si possono conseguire successi solo mediante piccoli passi, mentre la messa in atto di pressioni conduce solo raramente ai risultati auspicati. Naturalmente la Svizzera continuerà l'opera avviata in questo ambito con l'Iran e intende, fra l'altro, realizzare progetti che comportano un rafforzamento della società civile. La libertà religiosa - e quindi anche l'attività a favore dei diritti della comunità Baha'i - costituisce parte integrante della politica svizzera in materia di diritti dell'uomo. Le discriminazioni e le violazioni dei diritti delle minoranze religiose non possono essere tollerate. Perciò la Svizzera opera attivamente all'interno delle organizzazioni internazionali come l'ONU e l'OSCE a favore della libertà religiosa, che deve essere oggetto sia di protezione che di incentivazione, e contro ogni forma di intolleranza religiosa.

Risposta del Consiglio federale.