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Agevolazione del trasferimento successorio di aziende

06.3402 · Postulato · 2006-06-23

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato ad esaminare la possibilità di adeguare le disposizioni in materia di successione come segue.

Il disponente dovrebbe poter essere libero di decidere a chi attribuire un'azienda facente parte della sua eredità oppure di decidere in merito alle partecipazioni aziendali e al loro valore di imputazione nell'eredità. In alternativa l'attribuzione dovrebbe, a determinate condizioni, avvenire al valore di reddito.

Begründung

Come dimostra l'esperienza, le imprese - e in particolare le PMI - che passano in eredità sono per la gran parte ereditate sotto forma di partecipazioni aziendali o sotto forma di azienda stessa (società di persone). La maggior parte delle aziende non riesce a realizzare anche un patrimonio da liberare ai fini successori. Soltanto per le imprese agricole il trasferimento dell'impresa è agevolato ai fini successori, in quanto l'imprenditore può chiedere l'attribuzione al valore di reddito.

Se la maggior parte del patrimonio coniugale, e quindi dell'eredità, consiste in una partecipazione aziendale o in un'azienda, è praticamente impossibile che un erede riprenda l'azienda e la continui a dirigere. Oltre ai problemi relativi ai beni patrimoniali con il coniuge in vita, l'erede disposto a riprendere l'azienda deve dividere l'eredità con i coeredi ed eventualmente con il coniuge ancora in vita. Poiché i restanti coeredi non sono generalmente interessati alla PMI, né hanno interesse ad avere partecipazioni aziendali, dato che nella maggior parte dei casi il valore patrimoniale non dà sufficienti interessi, esigono spesso il pagamento della loro parte di eredità. Nella maggior parte dei casi l'erede che riprende l'azienda non dispone tuttavia di sufficiente capitale proprio, ed è pertanto costretto a prendere il capitale dall'azienda per poter compensare i coeredi. Così facendo indebolisce le finanze dell'azienda, in particolare anche di hotel, e rende difficile il mantenimento e rinnovamento dell'azienda negli anni o addirittura decenni successivi. Anche se i coeredi sono disposti fin dall'inizio a lasciare una parte del loro patrimonio nell'azienda, l'erede che la riprende è tenuto nel corso degli anni a saldare le partecipazioni dei coeredi, il che porta allo stesso risultato.

Per ovviare a questo problema, una possibilità risiederebbe nell'estendere il sistema dell'ordine di successione del diritto agrario anche alle partecipazioni aziendali o alle aziende. Vale a dire dividere l'eredità secondo il valore di reddito, anche per il calcolo della porzione legittima. Per evitare gli abusi, alla stessa stregua del diritto agrario, può essere prevista una partecipazione agli utili dei coeredi svantaggiati.

Una seconda possibilità, preferibile alla precedente, consisterebbe nel lasciare al disponente il margine di manovra per decidere in sede di testamento il valore di attribuzione di una partecipazione o dell'azienda. Il valore fissato dal disponente è vincolante al momento della divisione ereditaria per il calcolo della porzione ereditaria o della porzione legittima e per eventuali problemi a livello di beni patrimoniali. A favore di questa variante, il fatto che soltanto l'imprenditore può valutare i mezzi di cui l'azienda dispone per pagare i coeredi. Soltanto l'imprenditore è in grado di stabilire con obiettività il futuro fabbisogno in investimenti e il futuro andamento degli utili. Un ulteriore vantaggio risiede nel fatto che il disponente possa decidere individualmente se il patrimonio restante sia sufficiente ad indennizzare in maniera adeguata i coeredi. In caso affermativo, non vi è motivo di proteggere l'imprenditore. Lo svantaggio di questa variante invece è il fatto che l'azienda continua ad essere in pericolo se il disponente non provvede a stabilire il valore di attribuzione. Questo rischio potrebbe essere evitato facendo in modo che, in mancanza del valore dell'azienda e di insufficiente patrimonio restante, l'erede che riprende l'azienda possa richiedere la divisione delle partecipazioni o dell'azienda al valore di reddito, se il patrimonio restante liberato non è sufficiente a pagare la parte dei beni patrimoniali del coniuge in vita e la porzione ereditaria dei restanti coeredi.

Infine va detto che una regolamentazione in tal senso del diritto successorio sarebbe anche di pubblico interesse. Dato che oggi il settore pubblico utilizza mezzi importanti per creare o mantenere posti di lavoro, questa sarebbe una delle soluzioni più economiche per mantenere le aziende in salute.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale ha comprensione per l'esigenza, espressa nel postulato, di poter trasmettere per eredità le aziende nella loro integralità. Tuttavia, il governo intende anche evitare un'erosione del diritto alla porzione legittima. In questo senso, fondandosi sulla giurisprudenza del Tribunale federale, il Consiglio federale è disposto a esaminare l'opportunità di basarsi maggiormente sul valore di reddito, al fine di permettere agli eredi che ne hanno la capacità e che agiscono in modo responsabile di riprendere un'azienda e di mantenerne la gestione (cfr. DTF 120 II 259 segg. e decisione 4C.363/2000 del 3 aprile 2001; cfr. anche Paul Eitel, Alte und neue Probleme der Unternehmensnachfolge, in: Festschrift für Heinz Hausheer zum 65. Geburtstag, Berna 2002, pagg. 499 segg.).

Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.