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06.3444 · Interpellanza · 2006-09-25

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Riconoscere i pericoli naturali e farvi fronte in modo efficace è una sfida di vitale importanza. Il traffico, la densità degli insediamenti e le nuove esigenze in materia di tempo libero hanno accresciuto sempre più il rischio rappresentato dai pericoli naturali. Lo scioglimento del permafrost e il ritiro dei ghiacciai generano nuovi pericoli. Le incertezze della popolazione sono accresciute ulteriormente dai problemi legati ai cambiamenti climatici. Sullo sfondo di queste evoluzioni contrastanti rivolgo al Consiglio federale le seguenti domande:

1. Quanti mezzi finanziari dovrebbe stanziare la Confederazione per limitare i danni annuali, realizzando così una prevenzione efficace?

2. A partire dal 2008, la Confederazione intende limitare la partecipazione alla prevenzione dei pericoli naturali mediamente al 40 per cento circa. Questo taglio finanziario le consentirà di garantire anche in futuro la gestione strategica nell'ambito della prevenzione? Un aumento dei mezzi finanziari al 50 per cento non sarebbe più utile a lungo termine rispetto ai continui interventi per la rimozione dei danni provocati dal maltempo?

3. In seguito al maltempo del 2005, il Consiglio federale ha assegnato al DDPS e a Planat il mandato di esaminare e migliorare i sistemi di allerta e di allarme. A che punto sono questi accertamenti, importanti per la prevenzione?

4. Il Consiglio federale condivide l'idea che la cura del bosco rappresenti una delle misure più importanti e vantaggiose per prevenire gli eventi di maltempo? Gli stanziamenti previsti non dovrebbero quindi essere adeguati ai bisogni attuali e aumentati?

Begründung

Negli ultimi anni (1999, 2000, 2002, 2005), anche in Svizzera gli eventi meteorologici estremi si sono intensificati e i danni causati da tali eventi hanno raggiunto cifre record. Ormai in Svizzera si verifica un evento meteorologico devastante quasi ogni due anni! Questi eventi sono stati analizzati in dettaglio. Le lacune sono quindi note. Vi è però da chiedersi se da dette analisi siano state tratte le giuste conseguenze e come si possa rafforzare ulteriormente la prevenzione degli eventi naturali a tutti i livelli.

Negli ultimi anni, gli stanziamenti della Confederazione per le opere di protezione e la cura del bosco di protezione contro i pericoli naturali sono già stati sensibilmente ridotti a seguito dei programmi di sgravio. Con gli stanziamenti previsti a livello federale, nell'ambito della NPC a partire dal 2008 è previsto un contributo federale per la prevenzione dei pericoli naturali pari al 40 per cento circa. Vi è da chiedersi se a medio termine la Confederazione potrà ancora garantire la gestione strategica in questo settore di crescente importanza.

Le strategie di protezione che considerano sviluppi a breve e a lungo termine si sono rivelate estremamente efficaci. Alcuni studi mostrano che i fondi investiti nella prevenzione dei pericoli naturali permettono di evitare danni per una cifra pari a un multiplo. La prevenzione comprende la cura del bosco di protezione, le opere di protezione e gli sforzi organizzativi, senza dimenticare i sistemi di allerta e di allarme. Ma qual è l'evoluzione che si delinea a medio e lungo termine?

Prendiamo un esempio concreto per illustrare il quadro appena tracciato: il cantone dei Grigioni dispone di 180 000 ettari di bosco, di cui un terzo svolge particolari funzioni di protezione. Per garantire queste funzioni di protezione a lungo termine, ogni anno dovrebbero essere curati 3000 ettari di bosco di protezione. Gli attuali stanziamenti della Confederazione sono ancora sufficienti per il 60 per cento circa della superficie boschiva con particolari funzioni di protezione. Si profila quindi un grande deficit di cura, difficile da colmare.

Nei Grigioni, come in altri cantoni, le conseguenze degli eventi meteorologici estremi del 2002 e del 2005 hanno impedito o ritardato sensibilmente la realizzazione di opere di protezione già progettate. L'eliminazione dei danni con mezzi ordinari di bilancio provoca inoltre uno scarto temporale tra la realizzazione e il pagamento dei progetti ordinari, che, come un'onda di prua, frena la prevenzione futura.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Per ridurre in maniera efficace i rischi e per garantire su tutto il territorio nazionale una protezione uniforme dello spazio vitale è indispensabile eliminare le carenze attualmente presenti nell'ambito delle misure di protezione ed eseguire i necessari risanamenti delle opere di protezione esistenti. Per realizzare le misure di prevenzione attualmente pianificate dai cantoni, elaborate tenendo conto in maniera esauriente delle piene del 2005, la Confederazione dovrebbe stanziare ogni anno 247 milioni di franchi da destinare alla protezione da piene, valanghe, cadute di massi, frane e colate detritiche. Va tuttavia sottolineato che le misure di prevenzione pianificate dai cantoni non sono ancora state esaminate in dettaglio dalla Confederazione. Si tratta in particolare di verificare la garanzia di finanziamento da parte dei cantoni. La necessità, l'efficienza e l'adeguatezza dei mezzi utilizzati sono valutate nel quadro dei progetti inoltrati dai cantoni. Attualmente, la pianificazione finanziaria prevede una somma annua di 147 milioni di franchi.

Al contempo, la realizzazione di misure di pianificazione e di costruzione (attuazione delle carte dei pericoli, realizzazione di misure antisismiche per gli edific, ecc.) occorre garantire mediante nuove utilizzazioni che il potenziale di danno non aumenti ulteriormente. Va tuttavia tenuto conto del fatto che vi sarà sempre un rischio residuo.

2. Con l'adozione della NPC, a partire dal 2008 la Confederazione rimborserà in media soltanto il 40 per cento circa dei costi generati dalle misure di prevenzione dei pericoli naturali. In casi eccezionali, ad esempio in presenza di costi residui insopportabili, la Confederazione può incrementare la sua quota fino a un massimo del 65 per cento dei costi complessivi.

A differenza dei criteri di finanziamento, le competenze della Confederazione e dei cantoni in materia di pericoli naturali rimangono invariate con l'entrata in vigore della NPC. La protezione dai pericoli naturali continua pertanto ad essere un compito che Confederazione e cantoni dovranno svolgere congiuntamente, anche se la direzione strategica rimarrà affidata alla Confederazione. Dato che la direzione strategica non è vincolata all'erogazione di sussidi destinati al finanziamento di misure di prevenzione, non vi sono motivi per ritenere che la Confederazione non possa continuare a svolgere i suoi compiti di direzione anche in futuro.

Prevenire danni costa meno che ripararli. L'aumento del tasso di sussidio della Confederazione non comporta tuttavia la crescita automatica del volume delle misure di prevenzione realizzate. Per colmare grosse carenze di sicurezza, è quindi assolutamente indispensabile stanziare risorse finanziarie supplementari.

3. Il 30 maggio 2007, il Consiglio federale ha preso atto del rapporto finale Owarna (perfezionamento del sistema di preallarme e allarme in caso di pericoli naturali) e ha deciso di adottare diverse misure ivi proposte.

4. Numerosi boschi offrono una protezione efficace contro i pericoli naturali costituiti da valanghe, cadute di massi, frane, colate detritiche e piene. Soprattutto per quanto riguarda gli eventi di piccola e media intensità, il bosco di protezione rientra fra le misure più importanti e meno costose. Per tale motivo, la sua cura è d'importanza centrale. Per quanto riguarda il fabbisogno dei mezzi, rinviamo alla risposta data alla domanda 1. L'impatto della scarsità dei mezzi a disposizione della Confederazione emergerà per ogni singolo cantone nel quadro dei negoziati sugli accordi programmatici NPC.

Oltre alla cura del bosco di protezione, la gestione integrale dei rischi ai fini della prevenzione dei pericoli naturali implica anche misure tecniche, organizzative e pianificatrici. La combinazione di misure più conveniente da applicare dal punto di vista dei costi e dei benefici deve essere individuata di volta in volta. In tale contesto deve inoltre essere tenuto conto del fatto che, a differenza delle misure tecniche, il bosco di protezione offre, a beneficio della popolazione, altre prestazioni che vanno ben oltre la protezione dell'uomo e dei beni, quali ad esempio la conservazione della biodiversità o la salvaguardia delle caratteristiche del paesaggio.

Risposta del Consiglio federale.

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