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Sgravio fiscale per la cura dei figli all'interno della famiglia

06.3459 · Mozione · 2006-09-28

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento modifiche della legge federale del 14 dicembre 1990 sull'imposta federale diretta (LIFD), della legge federale del 14 dicembre 1990 sull'armonizzazione delle imposte dirette dei cantoni e dei comuni (LAID) come pure di altri eventuali atti normativi, in modo che le madri (o i padri) che affidano la cura dei figli ai famigliari e non a terzi possano far valere annualmente le seguenti deduzioni sociali: 20 000 franchi per un figlio e 30 000 franchi per due o più figli.

Begründung

Il sistema fiscale odierno sostiene una politica famigliare sbagliata. Essa punisce la famiglia tradizionale e la responsabilità individuale e ricompensa coloro che affidano i figli allo Stato. Infatti questi ultimi hanno diritto a deduzioni per la custodia dei figli da parte di terzi.

Madri e padri che assumono le proprie responsabilità curando i figli in famiglia, sono doppiamente svantaggiati: non solo sono disposti a rinunciare a una parte del loro reddito, ma attraverso le imposte, sovvenzionano addirittura le strutture di custodia statali di cui usufruiscono le persone che non si assumono le proprie responsabilità ricorrendo alla custodia da parte di terzi.

Bisogna abolire questa ingiustizia. Devono essere agevolate le famiglie che sono da considerare i pilastri della nostra società e che assumono la responsabilità per la cura dei figli all'interno della famiglia.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Ai fini dell'imposta federale diretta, oggi non si possono fare valere i costi per la custodia dei figli da parte di terzi. Per contro, attraverso una disposizione transitoria della LAID (art. 72c LAID), i cantoni possono prevedere una simile deduzione.

Attualmente la maggior parte dei cantoni accorda una deduzione per la custodia dei figli da parte di terzi.

Il pacchetto fiscale 2001, respinto, prevedeva una deduzione per la custodia dei figli da parte di terzi sia a livello federale sia a livello cantonale. Si trattava di una deduzione generale che per motivi sociopolitici avrebbe dovuto permettere di dedurre spese che di fatto rientrano nei costi di sostentamento. Deducibili sarebbero stati solo i costi effettivi, mentre a livello di Confederazione sarebbe stato fissato un importo massimo di 4 000 franchi per figlio.

2. Con la mozione si vuole concedere una deduzione forfettaria in base al numero di figli per la loro custodia all'interno della famiglia, a condizione che i genitori non ricorrano a terzi. Questa nuova deduzione perseguirebbe uno scopo extrafiscale, ovvero la promozione della custodia dei figli all'interno della famiglia.

3. Le deduzioni per la custodia dei figli all'interno della famiglia sono difficilmente sostenibili a livello di sistematica fiscale e di diritto tributario, in quanto in questi casi i genitori non devono sostenere spese. Inoltre, tali deduzioni complicherebbero il diritto fiscale e la tassazione, poiché bisognerebbe dichiarare e dimostrare che la custodia dei figli avviene all'interno della famiglia e non da parte di terzi. Bisognerebbe poi chiedersi se, ad esempio, le deduzioni per la custodia dei figli all'interno della famiglia possono essere concesse anche quando si ricorre solo per un breve periodo alla custodia dei figli da parte di terzi. Se i nonni si occupassero dei figli gratuitamente o altre persone venissero pagate "in nero", il controllo potrebbe essere difficile, dispendioso, se non addirittura impossibile. Inoltre bisognerebbe chiedersi se una tale deduzione per la custodia dei figli all'interno della famiglia non spingerebbe i genitori a lasciare più spesso i figli a casa soli, al fine di approfittare di elevate deduzioni.

4. Sovente alla base di un secondo reddito vi sono motivi economici, perché sempre più spesso un reddito unico non basta al sostentamento di una famiglia. D'altro canto, ai coniugi con doppio reddito, dunque finanziariamente avvantaggiati, non si può semplicemente rimproverare di non assumersi le proprie responsabilità nei confronti dei figli. Sul piano dell'economia politica, si auspica una crescita del numero di madri con una formazione di livello superiore che esercitano un'attività lucrativa. Una maggiore presenza nel mondo del lavoro costituirebbe inoltre un'importante garanzia per gli eventi imprevedibili della vita (divorzio, morte del partner). È inoltre provato che i contatti con altri bambini e altre persone di riferimento nell'ambito della custodia dei figli complementare alla famiglia hanno effetti positivi sullo sviluppo del bambino. Anche in considerazione di questi fatti sarebbe discutibile limitare fiscalmente la libertà di scelta dell'attività professionale.

5. Come risulta dal rapporto del mese di ottobre del Consiglio federale in risposta all'interpellanza Sommaruga 04.3429, sono soprattutto i redditi medi ed elevati che beneficiano delle deduzioni fiscali. Si consideri che le famiglie con un solo salario si trovano perlopiù in questa fascia di reddito.

La misura proposta nella presente mozione incentiverebbe le coppie con doppio reddito a rinunciare se possibile all'attività lavorativa di un coniuge, al fine di beneficiare di elevate deduzioni per la custodia dei figli all'interno della famiglia. Contemporaneamente si renderebbe più difficile accettare un impiego (temporaneo), poiché la custodia dei figli da parte di terzi neutralizzerebbe le cospicue deduzioni per custodia dei figli all'interno della famiglia. Tali incentivi negativi al lavoro non sono auspicabili sotto il profilo dell'economia nazionale.

6. Supponendo che tutti i contribuenti con figli facessero valere le deduzioni per la custodia dei figli all'interno della famiglia, qualora la mozione fosse accolta la Confederazione registrerebbe minori entrate stimate grossomodo a un miliardo di franchi. Le effettive minori entrate dipendono tuttavia dal numero di contribuenti che ricorrono alla custodia dei figli all'interno della famiglia e dall'ammontare dei redditi (conseguenza delle deduzioni sulla progressione). Secondo il diritto costituzionale non è possibile prescrivere ai cantoni l'importo di tale deduzione (art. 129 cpv. 2 Cost.), contrariamente a quanto chiesto nella mozione. Minori entrate a livello cantonale e comunale non possono di conseguenza essere calcolate.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.