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06.3461 · Mozione · 2006-09-29

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a elaborare un piano nazionale di attuazione della Convenzione sul clima, che definisca in particolare le misure nazionali di riduzione di tutte le emissioni antropiche aventi un impatto sul clima (compresi gli strumenti economici), le misure nazionali atte a favorire un adattamento adeguato al riscaldamento climatico, le competenze istituzionali in Svizzera nonché la politica climatica svizzera per il periodo a partire dal 2012 (ossia l'era "post Kyoto") orientandosi agli obiettivi, fissati anche dall'UE, di ridurre le emissioni di CO2 del 15 a 30 per cento entro il 2020. Infine, detto piano dovrà definire le misure necessarie per raggiungere tali obiettivi.

Begründung

La Svizzera non può sottrarsi alla politica climatica, dal momento che figura tra i Paesi maggiormente colpiti dal riscaldamento climatico globale, oltre che tra i responsabili dello stesso. Gli eventi meteorologici estremi sempre più frequenti, le inondazioni, gli smottamenti così come l'innalzamento del limite altimetrico del permafrost e del limite delle nevicate minacciano in particolare l'esistenza delle regioni alpine. È nell'interesse precipuo del nostro Paese elaborare un piano di misure per l'attuazione della Convenzione sul clima nonché una strategia svizzera per la politica climatica dopo il 2012.

Con la ratifica della Convenzione sul clima, la Svizzera si è inoltre impegnata a formulare un piano nazionale che stabilisca misure intese a mitigare i cambiamenti climatici attraverso la riduzione di tutti i gas serra da fonti antropiche non inclusi nel Protocollo di Montreal e l'abbattimento di tali gas mediante serbatoi di carbonio come pure misure intese a facilitare un adeguato adattamento ai cambiamenti climatici (art. 4 cpv. 1 lett. b della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici). Questo piano non esiste ancora.

Nell'ambito della politica climatica, è pure nel precipuo interesse del nostro Paese assumere un ruolo attivo sulla scena internazionale, allo scopo di raggiungere una riduzione effettiva delle emissioni globali di gas serra. È pertanto encomiabile il fatto che la Svizzera abbia invitato i Paesi più importanti a una conferenza preparatoria a Rüschlikon. Dovrebbe ora completare il suo impegno attraverso proposte concrete, costruttive e ambiziose per il futuro regime climatico a livello internazionale.

Da anni, la Svizzera e l'UE perseguono sostanzialmente gli stessi obiettivi ambientali. Essendo un Paese piccolo e per non dover rincorrere gli obiettivi ambientali dell'UE, la Svizzera ha quindi un grande interesse a intensificare e rendere sistematico il dialogo con l'UE in materia di politica ambientale (cfr. postulato del gruppo socialista 06.3287, La politica ambientale globale dell'UE). L'obiettivo a breve termine della politica climatica dell'UE è l'attuazione degli obiettivi del Protocollo di Kyoto, mentre a lungo termine la stessa UE mira a ridurre le emissioni di CO2 del 20 a 30 per cento entro il 2020, con l'aiuto di una convenzione internazionale efficace. A tal fine, nel 2001 l'UE ha formulato una strategia globale di miglioramento della qualità dell'aria. Successivamente ha adottato varie direttive e istituito uno scambio di diritti di emissione.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

La Convenzione sul clima delle Nazioni Unite mira a stabilizzare la concentrazione di gas serra nell'atmosfera a un livello non pericoloso. Secondo studi scientifici, nel corso del ventunesimo secolo le emissioni di gas serra dovranno essere pertanto ridotte circa dell'80 per cento rispetto al livello attuale. Il Protocollo di Kyoto impegna gli Stati firmatari ad avviare, entro il 2005, negoziati su ulteriori obiettivi di riduzione a partire dal 2012. Questo processo è stato iniziato in occasione della Conferenza delle Parti tenutasi l'anno scorso a Montreal ed è stato concretizzato quest'anno a Nairobi con l'adozione di un piano di lavoro per le ulteriori tappe negoziali. In preparazione a tale incontro, nel settembre 2006 la Svizzera aveva invitato a Rüschlikon importanti Paesi.

Per il periodo successivo al primo periodo d'impegno del Protocollo di Kyoto (a partire dal 2012), la legge sul CO2 incarica il Consiglio federale di proporre tempestivamente al Parlamento ulteriori obiettivi di riduzione. Con il decreto del 23 marzo 2005, il Consiglio federale ha dato mandato al DATEC di elaborare un rapporto in materia. I lavori su questo rapporto, che sarà disponibile presumibilmente alla fine del 2007, gettano le fondamenta della politica climatica a medio e lungo termine del Consiglio federale. Inoltre, devono essere calibrati accuratamente ai progressi nell'ambito dei negoziati internazionali sul regime climatico dopo il 2012 e agli sviluppi in materia di politica climatici in altri Paesi, segnatamente nell'ambito dello scambio di diritti di emissione. I negoziati internazionali non sono ancora giunti a un punto in cui si possa discutere di obiettivi di riduzione concreti per i singoli Paesi. Per la fissazione degli ulteriori obiettivi di riduzione della Svizzera sono inoltre fondamentali le ultime prospettive energetiche dell'Ufficio federale dell'energia, che saranno disponibili nei prossimi mesi.

Si può tuttavia dire sin d'ora che, in futuro, le misure di adeguamento ai cambiamenti climatici diventeranno sempre più importanti. Le basi per la loro integrazione nella strategia climatica del Consiglio federale sono fornite dai risultati scientifici nell'ambito del polo di ricerca nazionale "Clima" nonché da vari studi relativi all'impatto dei cambiamenti climatici sull'economia nazionale svizzera.

L'elaborazione di una strategia globale di protezione del clima è incontestata. Sarebbe tuttavia prematuro fissare obiettivi quantitativi vincolanti già adesso. La discussione sui possibili obiettivi, tenendo conto degli sviluppi nazionali e internazionali, sarà un elemento cardine del rapporto citato.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.