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06.3547 · Postulato · 2006-10-05

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di sviluppare concetti e strumenti che incentivino i lavoratori migranti a utilizzare volontariamente il denaro spedito in patria (rimesse) per la creazione di posti di lavoro che rispettino l'individuo, come richiesto dalla campagna dell'OIL sul lavoro dignitoso.

Begründung

Il Consiglio federale, in risposta al postulato 05.3532 presentato da Sommaruga Carlo indicava che, negli ultimi anni, è aumentata di gran lunga la quantità di denaro inviata da immigrati e persone in possesso di un permesso di domicilio (rimesse) nel proprio Paese d'origine. Questi fondi, alimentati dalla progressione delle migrazioni internazionali e della mobilità dei capitali, di cui sono allo stesso tempo il riflesso, rappresentano un'importante fonte esterna di finanziamento e reddito per molti Paesi in via di sviluppo.

Il Consiglio federale faceva inoltre notare che la SECO, nell'ambito della cooperazione economica con i Paesi in via di sviluppo e in transizione, ha recentemente lanciato, per conto della Svizzera, uno studio sugli invii in Serbia e in Montenegro. L'obiettivo di questo studio è soprattutto avere un quadro dell'utilizzo delle somme trasferite nei Paesi beneficiari. Tali informazioni dovrebbero permettere di stabilire approcci che aumentino gli effetti degli invii di denaro sullo sviluppo, sia per i Paesi beneficiari (ad es. potenziamento del settore finanziario, miglioramento dell'accesso agli aiuti finanziari) che per la Svizzera (ad es. diminuzione dei costi di trasferimento grazie a una maggiore trasparenza della struttura dei prezzi e delle aziende che gestiscono i pagamenti).

Sembrerebbe, tuttavia, che grazie a programmi di sostegno alla creazione di impieghi o di infrastrutture, quale ad esempio "tres por uno" sviluppato in Messico, si possa promuovere un parziale utilizzo volontario delle rimesse per l'investimento piuttosto che per il consumo immediato, nonostante quest'ultimo resti indispensabile perché le famiglie rimaste in patria non cadano nella miseria più buia.

Strumenti simili, sviluppati nell'ambito della cooperazione allo sviluppo e affiancati da un monitoraggio locale, possono senza dubbio stimolare la creazione di posti di lavoro rispettosi della dignità umana e rispondenti agli obiettivi previsti dalla campagna dell'OIL, relativa al "lavoro dignitoso" in tutto il mondo, in quanto strumento di lotta contro gli effetti negativi della globalizzazione.

La cooperazione economica svizzera deve agire anche all'interno di tale prospettiva.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale ritiene che l'impegno della Svizzera per le rimesse nel settore della collaborazione economica allo sviluppo debba essere limitato e non ridurre i diritti di proprietà dei lavoratori stranieri.

L'esito dello studio menzionato nel postulato, riguardante le rimesse nei Paesi balcanici, si avrà all'inizio del 2007. Tale studio, ancora oggetto di un'analisi approfondita, permetterà lo sviluppo di concetti e strumenti nell'ambito della collaborazione economica allo sviluppo. Gli obiettivi preposti sono due: da un lato ottenere un aumento di efficienza e una diminuzione dei costi di questi trasferimenti di denaro, attraverso una maggiore trasparenza dei diversi fornitori e servizi esistenti in Svizzera; dall'altro aiutare le banche locali, nei Balcani, a offrire possibilità di risparmio e investimento più interessanti in modo da creare un incentivo maggiore all'utilizzo di questo denaro per investimenti produttivi, contribuendo quindi ad aumentare la crescita e a creare occupazione sul posto. Tale processo presterà particolare attenzione alla realizzazione di posti di lavoro dignitosi.

Durante il dialogo di alto livello su migrazioni e sviluppo, tenutosi in seno all'ONU il 14 e 15 settembre 2006, la delegazione svizzera ha partecipato attivamente alla discussione riguardante il riflusso dei soldi dei lavoratori stranieri.

Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.