06.3559 · Interpellanza · 2006-10-05
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Secondo un comunicato stampa, la Posta ha in programma di aumentare del 50 per cento le tariffe per l'effettuazione di pagamenti in contanti agli sportelli. Si prevede un aumento degli introiti di circa 70 milioni di franchi. Questo aumento non colpirebbe coloro che effettuano i pagamenti, ma i destinatari dei pagamenti stessi, quindi soprattutto le aziende, gli artigiani e le associazioni.
La Posta motiva il massiccio aumento con la scarsa redditività di questo tipo di operazioni. La Posta, in quanto ente di diritto pubblico di proprietà della Confederazione, ha però conseguito, nel 2004, a livello di gruppo, un utile di 837 milioni di franchi e, lo scorso anno, uno di 811 milioni. Il risultato del primo semestre 2006, pari a 435 milioni di franchi, fa prevedere un nuovo record. A questo ottimo risultato hanno contribuito in maniera sostanziale i servizi finanziari della Posta. Alla luce degli utili conseguiti dalla Posta, che è un ente della Confederazione, ci si deve porre seriamente la domanda se il maggior onere per i clienti rappresentato dal nuovo aumento delle tariffe sia giustificato e opportuno.
Deve anche essere messa in discussione la politica di informazione della Posta, che ha omesso di comunicare ai titolari dei conti privati il previsto aumento. L'informazione ha raggiunto il pubblico attraverso i resoconti dei mass media.
In questo contesto pongo al Consiglio federale le seguenti domande:
1. In considerazione della situazione finanziaria ora illustrata, il Consiglio federale ritiene giustificata e opportuna l'ulteriore ottimizzazione degli utili a cui mira la Posta, ente statale, attraverso il previsto aumento del 50 per cento delle tariffe per i pagamenti allo sportello, che andrebbe soprattutto a carico di aziende, artigiani, PMI e associazioni?
2. Il Consiglio federale è disposto ad agire affinché la Posta rinunci all'annunciato aumento delle tariffe?
3. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui, nel caso in questione, la Posta non abbia rispettato l'obbligo di informare in modo aperto e trasparente?
Stellungnahme des Bundesrates
1. La Posta svizzera ha l'impegnativo compito di assicurare il servizio postale universale su tutto il territorio nazionale a prezzi equi e con una buona qualità. Essa deve adempiere questo mandato in modo efficiente e finanziariamente autonomo. Gli utili della Posta servono al rafforzamento del suo capitale proprio e al risanamento della cassa pensioni. Solo se dispone di mezzi propri sufficienti, la Posta è in grado di mantenere la propria competitività e la qualità del servizio pubblico e di portare avanti una politica del personale socialmente compatibile. Nel quadro degli obiettivi strategici, il Consiglio federale si aspetta dalla Posta, anche un risultato economico adeguato. Del resto, nell'ambito della valutazione del grado di raggiungimento degli obiettivi per il 2006, il Consiglio federale ha reso nota l'intenzione di effettuare nel 2008, sulla base dei risultati del 2007, un primo versamento di utili alla Confederazione per un importo di circa 200 milioni di franchi.
Secondo informazioni della Posta, il servizio di accettazione dei pagamenti in contanti allo sportello presenta un deficit di alcune decine di milioni di franchi che continua ad aumentare a causa della riduzione dei pagamenti allo sportello. Dal 2000, la riduzione è stata del 10 per cento. A causa del forte aumento dei pagamenti via Internet, i pagamenti allo sportello rappresentano oggi un terzo delle transazioni del tipo pagamento/bonifico; nel 1986 erano ancora due terzi. L'aumento delle tariffe consente alla Posta di conseguire un risultato positivo per il servizio di pagamento in contanti allo sportello.
2. Secondo l'articolo 14 capoverso 1 della legge sulle poste, la Posta stabilisce essa stessa i prezzi dei servizi non riservati e dei servizi in regime di concorrenza. I prezzi sono fissati secondo principi commerciali e devono almeno coprire i costi. La Posta, inoltre, non può sfruttare i proventi del servizio universale per ridurre i prezzi dei servizi in regime di concorrenza. La fissazione delle tariffe per i pagamenti in contanti, che non fanno parte dei servizi riservati, è quindi di competenza della Posta. Essa deve però attenersi alle disposizioni di legge. I consumatori possono rivolgersi al sorvegliante dei prezzi qualora ritengano che la Posta abbia aumentato le tariffe in modo illegittimo.
Il sorvegliante dei prezzi, in seguito a una richiesta di questo genere, ha esaminato le tariffe del servizio di pagamento in contanti allo sportello ed è giunto alla conclusione che non vi è stato alcun aumento illegittimo ai sensi della legge sulla sorveglianza dei prezzi.
In questa situazione, il Consiglio federale non dispone di elementi per indurre la Posta a rinunciare all'adeguamento tariffario.
3. Secondo quanto indicato dalla Posta, l'adeguamento delle tariffe per i pagamenti in contanti allo sportello riguarda, nel 98 per cento dei casi, clienti commerciali. Questi clienti sono stati informati dalla Posta per iscritto, e in parte anche attraverso colloqui diretti, dei previsti aumenti. La Posta ha rinunciato ad un'informazione su vasta scala dei clienti privati in quanto essi sono toccati in misura ridotta da questa misura. Nel quadro degli obiettivi strategici, il Consiglio federale impone alla Posta di comunicare in modo trasparente e aperto. Nel presente caso, il collegio non ritiene che questo obbligo sia stato violato.
Risposta del Consiglio federale.