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06.3599 · Interpellanza · 2006-10-06

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:

1. Qual è l'ordine di grandezza della massa e del volume dei rifiuti (carta, plastica, metallo ecc.) generati ogni anno in Svizzera dall'invio di materiale pubblicitario non richiesto?

2. Il fatto che i costi per lo smaltimento di detti rifiuti siano a carico dei destinatari (imprese o economie domestiche), che li pagano attraverso la tassa comunale sui rifiuti o l'imposta generale, è una soluzione equa o contrasta invece palesemente con il principio del "chi inquina paga"?

3. Non sarebbe opportuno introdurre immediatamente una tassa di smaltimento anticipata sugli invii di materiale di questo tipo?

Begründung

Ognuno può misurare, giorno dopo giorno, la pila di materiale pubblicitario, il più delle volte assolutamente inutile, che deve trasportare dalla cassetta delle lettere o dalla casella postale fino al punto di raccolta della carta straccia oppure gettare direttamente nella spazzatura, dopo averlo separato dal resto della posta. In genere si tratta di materiale cartaceo, ma può contenere anche plastica o metallo, che vanno ad aggiungersi al volume totale, già enorme, dei rifiuti da riciclare o da incenerire. I costi dello smaltimento gravano inoltre sulle finanze degli enti pubblici e si ripercuotono quindi, normalmente, sulle tasse comunali sui rifiuti o, ancora peggio, sull'imposta generale. Di conseguenza, il destinatario non solo viene importunato, ma è anche obbligato a finanziare una parte delle spese legate a questa corrispondenza indesiderata. Certo, potrebbe attaccare sulla propria cassetta delle lettere un adesivo contro la pubblicità non indirizzata, ma in tal modo rischierebbe di non ricevere neanche il materiale pubblicitario interessante, come ad esempio quello relativo alle questioni e alle campagne politiche, oppure le comunicazioni delle autorità ai cittadini. È pertanto chiaro che occorre trovare una soluzione affinché la pubblicità, o meglio la propaganda commerciale, se non richiesta, non generi più costi supplementari e ingiusti per i contribuenti.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale non possiede statistiche dettagliate sulla quantità, il peso e la composizione del materiale pubblicitario non richiesto diffuso in Svizzera. Si stima che la sola Posta distribuisca annualmente circa 1,2 miliardi di copie di materiale pubblicitario stampato e altri distributori diffondano una quantità più o meno equivalente. Calcolando un peso di 40 grammi per ogni copia distribuita si giunge a un consumo di carta complessivo di circa 100 000 tonnellate, alle quali si aggiungono anche alcune migliaia di tonnellate di plastica (soprattutto i fogli di polietilene degli imballaggi). La quantità di metalli inviata insieme al materiale pubblicitario dovrebbe invece essere alquanto esigua.

2. Recentemente, l'Unione delle città svizzere e l'Associazione dei comuni svizzeri hanno stipulato un contratto quadro con i produttori svizzeri di carta e cartone da un lato e i commercianti di carta vecchia dall'altro. Detto contratto garantisce ai comuni un prezzo minimo per tutta la carta vecchia raccolta. Ciò significa che la raccolta della carta non comporterà più costi importanti per i comuni e che i cittadini non saranno più costretti a pagare contributi sostanziali per la raccolta della carta straccia. Inoltre, le cassette delle lettere del 40 per cento delle economie domestiche sono già munite di un adesivo contro la consegna di pubblicità indesiderata. L'esposizione di tali adesivi non impedisce tuttavia la consegna a domicilio di fogli comunali, informazioni da parte di autorità e partiti politici nonché di altre missive di interesse pubblico.

3. Come già illustrato alla domanda 2, ormai la raccolta della carta straccia non genera più costi scoperti. Inoltre, le economie domestiche possono proteggersi dalla pubblicità indesiderata contrassegnando in maniera inequivocabile la propria cassetta delle lettere. Pertanto, considerato quanto esposto, il Consiglio federale non vede la necessità di introdurre una tassa di smaltimento anticipata sulla pubblicità non indirizzata.

Risposta del Consiglio federale.

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