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06.3609 · Interpellanza · 2006-10-06

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è pregato di rispondere alle seguenti domande:

1. Quali misure specifiche prevede per combattere le polveri o particelle fini non generate da processi di combustione?

2. Secondo le informazioni in suo possesso, crede che si debba temere, e all'occorrenza combattere, un'eventuale nuova fonte di emissione di tali polveri e particelle, derivante dalle nanotecnologie?

3. In che misura è stato o sarà possibile ovviare, mediante negoziati o in altro modo, alle regole dell'Unione europea (UE) o dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) che ostacolano una politica efficace di lotta contro le polveri o particelle fini?

Begründung

All'inizio del 2006, il Consiglio federale ha opportunamente presentato il suo piano d'azione contro le polveri o particelle fini. In un'epoca come la nostra, in cui gli effetti deleteri di tali inquinanti sulla salute, e in particolare sui polmoni, risultano sempre più chiari e preoccupanti, questo problema deve essere considerato una priorità nazionale. Le misure previste sembrano tuttavia rivolte principalmente controle emissioni di PM originate da processi di combustione, mentre in realtà circa la metà delle fonti di emissione di queste particelle ha origini diverse e anche molto differenziate (ad es. l'usura della pavimentazione stradale). È dunque importante informarsi su come combattere tali fonti di emissione. Stiamo inoltre assistendo allo sviluppo delle nanotecnologie, che per natura utilizzano delle particelle minuscole dell'ordine di un millesimo di micron (ovvero un milionesimo di millimetro), quindi non lontane dalle dimensioni dell'atomo, ed è opportuno interrogarsi su cosa succederebbe se tali elementi si propagassero in grandi quantità nell'atmosfera come polveri in sospensione. Infine, per quanto riguarda le polveri e le particelle generate da processi di combustione, occorrerebbe sapere se la Confederazione è riuscita a ottenere almeno una presa di coscienza e un'adeguata riflessione da parte dell'UE e dell'OMC a proposito delle regole emanate da determinati enti che, finora, hanno frenato la politica svizzera contro le polveri o particelle fini.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Da venti anni, sono state adottate, a livello federale, cantonale e comunale, tutta una serie di misure in materia di igiene dell'aria. Queste misure hanno permesso, oltre a una diminuzione notevole di altri inquinanti atmosferici, anche una riduzione di circa un terzo dell'inquinamento causato dalle polveri fini originate dalle più svariate fonti di emissione, ma rimane ancora molto da fare contro le polveri fini. Nell'ambito dell'adempimento della mozione 00.3184, "Piano relativo alle misure di igiene dell'aria della Confederazione", il Consiglio federale sta esaminando l'adozione di ulteriori misure volte alla riduzione delle emissioni di inquinanti atmosferici e, con essi, delle polveri fini non originate da processi di combustione.

Indipendentemente da tutto ciò, il DATEC ha varato, agli inizi del 2006, il suo piano d'azione contro le polveri fini, il quale prevede, tra l'altro, una misura volta ad abbassare il valore limite di emissione per la polvere totale prodotta dagli impianti industriali e artigianali. Si tratta prevalentemente di polveri fini che non hanno nulla a che vedere con i processi di combustione. L'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico è già stata rielaborata per quanto concerne questo settore e la relativa consultazione si è conclusa a fine gennaio 2007. Il Consiglio federale deciderà sul da farsi in base ai risultati di tale consultazione.

2. Destano preoccupazione in particolare i prodotti e le applicazioni che implicano l'impiego di nanoparticelle di sintesi (vale a dire particelle di dimensioni inferiori ai 100 nanometri) o l'emissione di tali particelle durante il ciclo di vita di un prodotto.

Attualmente, l'UFSP e l'UFAM stanno elaborando congiuntamente il piano d'azione "Valutazione e gestione dei rischi dei nanomateriali di sintesi", il quale si prefigge di specificare ciò che sarà opportuno fare nei prossimi anni nei settori della ricerca, della standardizzazione, delle misure industriali, della legislazione, della valutazione delle scelte tecnologiche ecc. al fine di garantire un impiego sicuro delle nanoparticelle. Il piano d'azione dovrebbe essere pronto entro la metà del 2007.

3. Le misure necessarie per la protezione dell'ambiente e della salute umana sono autorizzate, conformemente al diritto OMC vigente, come anche nell'ambito degli accordi tra la Svizzera e la CE, nella misura in cui non costituiscano una discriminazione arbitraria o un ostacolo dissimulato al commercio e non siano sproporzionate. Fatte salve queste condizioni, ogni Paese è libero di adottare il livello di protezione desiderato.

Nel quadro degli accordi internazionali vigenti per la Svizzera, il Consiglio federale si impegna affinché vengano intrapresi ulteriori sforzi per la riduzione delle emissioni di polveri fini. Pertanto, le regole commerciali internazioni vigenti per la Svizzera non ostacolano l'elaborazione di una strategia efficiente nella lotta contro queste polveri. Si tratta piuttosto di sfruttare i margini di manovra di cui si dispone.

Per quanto concerne la protezione dell'aria, l'UE ha avviato una strategia globale che persegue essenzialmente gli obiettivi seguenti:

- fissazione di standard minimi di qualità e di valori massimi d'emissione per determinati inquinanti;

- riduzione delle emissioni dei veicoli a motore;

- protezione dello strato di ozono.

In tale contesto, il 30 marzo 2007 l'UE ha deciso definitivamente di introdurre, a partire dall'autunno del 2009, la cosiddetta norma Euro 5, che prevede un valore limite più severo per il particolato. La Svizzera introdurrà questa norma contemporaneamente all'UE.

Risposta del Consiglio federale.

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