06.3622 · Interpellanza · 2006-10-06
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
- Su iniziativa di chi è stato effettuato tale viaggio (dal 17 al 19 maggio 2006)?
- Tale visita a Mosca è avvenuta nell'ambito di una richiesta di assistenza giudiziaria da parte russa? In caso affermativo, perché la rispettiva richiesta non figura negli atti della procedura di assistenza giudiziaria?
- Quale è stata la necessità o soltanto l'utilità di tale viaggio per l'esecuzione delle rogatorie russe?
- Chi si è assunto le spese (volo, pernottamenti, vitto, spese in loco a Mosca) di tale viaggio?
- Perché, oltre al procuratore federale Jacques Rayroud e alla sua sostituta, hanno partecipato anche un consulente scientifico del MPC nonché un rappresentante dell'UFG?
- Sono stati allestiti ordini del giorno per questo viaggio a Mosca? In caso affermativo, perché non figurano negli atti della procedura di assistenza giudiziaria?
- Quali informazioni e documenti della procedura svizzera di assistenza giudiziaria sono stati trasmessi alle autorità russe in occasione di tale visita?
- Quali informazioni e documenti sui progressi della procedura russa sono stati trasmessi alla delegazione in occasione di tale visita?
- Il MPC ha verificato quanto sostenuto dai suoi interlocutori russi in tale periodo?
Begründung
1. In quanto Stato richiesto, l'autorità svizzera d'esecuzione deve eseguire le richieste estere di assistenza giudiziaria conformemente alla legge (AIMP). I viaggi nello Stato richiedente non figurano tra le normali misure d'esecuzione e non sono nemmeno previsti dalla legge. Non sono note circostanze particolari che giustificherebbero un tale modo di procedere.
Ancor meno si capisce perché una visita a Mosca avrebbe dovuto essere necessaria per il disbrigo della richiesta di assistenza giudiziaria quando il MPC, il 12 marzo 2006, aveva scritto in modo chiaro e dettagliato allo Stato richiedente.
Ancora più curioso è il fatto che la "gita" del MPC sia avvenuta su propria iniziativa. Non è infatti nota nessuna richiesta in tal senso da parte dell'autorità richiedente.
La questione a sapere chi si è assunto i costi del viaggio non concerne soltanto le finanze federali e le società interessate, i cui fondi sono ancora bloccati. Riguarda anche l'indipendenza e l'imparzialità dei membri della delegazione.
2. In seguito a tale viaggio di tre giorni a Mosca, il 26 maggio 2006 il MPC ha redatto un rapporto di appena due pagine, il cui contenuto è estremamente sommario e non fornisce alcun chiarimento in merito a quanto i diversi membri della delegazione hanno effettivamente fatto in questo tempo, a quali informazioni e documenti sono stati scambiati, a quali accordi sono stati conclusi, ecc.
Tale rapporto riporta inoltre indicazioni errate (in particolare che Lussemburgo e Olanda avrebbero già fornito assistenza giudiziaria alla Russia nel caso Yukos).
Il caso Yukos ha suscitato clamore in tutto il mondo: molti Stati e organi internazionali (tra cui il Parlamento del Consiglio d'Europa) hanno aspramente criticato la nazionalizzazione mascherata del gruppo Yukos e le violazioni dei diritti umani nella procedura penale russa. Pertanto, stupisce alquanto che - secondo il rapporto menzionato - la delegazione svizzera non abbia parlato nemmeno una volta con le autorità competenti in materia di diritti umani.
Stellungnahme des Bundesrates
La procedura d'assistenza giudiziaria nel caso Yukos è attualmente pendente; se le parti ritengono che le questioni poste dal viaggio in Russia implichino censure di ordine giuridico, possono adire le vie legali a loro disposizione. I fatti nel caso Yukos sono molto complessi, i reati menzionati nella domanda di assistenza giudiziaria riguardano somme considerevoli e la Federazione di Russia ha dovuto a più riprese completare la sua richiesta, in particolare in seguito a una decisione del 4 gennaio 2006 del Tribunale federale. Tale caso ha inoltre una vasta portata politica vista l'influenza esercitata in tutti gli ambiti dalle relazioni tra Svizzera e Russia.
Rammentato ciò, il Consiglio federale risponde come segue alle domande poste:
Le autorità svizzere hanno effettuato un viaggio in Russia per assicurarsi che le autorità russe di perseguimento penale fossero ancora interessate all'assistenza giudiziaria nel caso Yukos e fossero in grado di fornire rapidamente le informazioni complementari chieste dal Tribunale federale nella sua decisione del 4 gennaio 2006. La Federazione di Russia non è dunque stata all'origine del viaggio.
Alla luce della particolare situazione esposta nella premessa, il viaggio era necessario, poiché ha permesso ai membri della delegazione di chiarire in modo diretto e completo le questioni sollevate dal Tribunale federale nella sua decisione del 4 gennaio 2006.
Le spese di viaggio sono state sostenute dal Ministero pubblico della Confederazione (MPC) e dall'Ufficio federale di giustizia (UFG); ogni ufficio si è assunto le proprie spese.
L'aggiunto scientifico del MPC è uno specialista della Russia e ha messo le proprie conoscenze linguistiche a disposizione della delegazione; quanto al rappresentante dell'UFG, ha partecipato al viaggio in considerazione dell'importanza generale che il caso Yukos riveste in materia di assistenza giudiziaria con la Russia.
La delegazione svizzera e quella russa hanno trattato, nell'ordine, i punti che erano stati precedentemente fissati dal MPC in una lettera del 12 marzo 2006 inviata alle autorità russe, nonché le questioni sollevate dal Tribunale federale.
Conformemente alla legislazione in materia di assistenza giudiziaria, in occasione di tale viaggio nessun atto e nessuna informazione sono stati comunicati alle autorità russe di perseguimento penale così come alla delegazione svizzera. Il MPC ha acquisito, e al momento sta analizzando, le informazioni complementari richieste dal Tribunale federale nell'agosto e nel settembre 2006.
Risposta del Consiglio federale.