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06.3662 · Mozione · 2006-12-11

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento le seguenti modifiche al Codice delle obbligazioni e alla legge sulle indennità di perdita di guadagno.

Alla nascita di un figlio, il padre ha diritto a un congedo di paternità di qualche settimana, durante il quale dovranno essergli versate le indennità di perdita di guadagno secondo modalità analoghe a quelle del congedo di maternità.

Di regola, il congedo di paternità va preso durante le settimane successive alla nascita. D'intesa con il datore di lavoro, può essere ripartito sull'arco del primo anno di vita del bambino.

Begründung

Per una famiglia la nascita di un bambino rappresenta un momento di gioia, ma anche di forti emozioni, durante il quale si devono superare numerose difficoltà che si estendono del resto ai primi mesi di vita del bambino: notti insonni, cure particolarmente esigenti, segnatamente per l'allattamento, attenzione da prestare agli altri figli, organizzazione della custodia dei figli e della ripresa dell'attività lucrativa da parte della madre ecc.

Per superare questo periodo critico e permettere il buon sviluppo della famiglia e della coppia a lungo termine, è importante che anche il padre sia presente sin dal principio.

Considerati la crescente pressione che caratterizza la vita professionale e il tempo richiesto dagli spostamenti tra il domicilio e il luogo di lavoro, molti padri non possono dedicarsi alla famiglia nella misura auspicabile. L'introduzione di un congedo di paternità permetterà di ristabilire un certo equilibrio. Combinata con altri interventi di politica familiare, questa misura favorirebbe inoltre la natalità, contribuendo così a lungo termine all'equilibrio demografico e in particolare dell'AVS.

Si vuole proporre una soluzione flessibile in funzione dei bisogni specifici di ciascuna famiglia; chi non desidera usufruire del congedo subito dopo la nascita del bambino, ha la possibilità di posticiparlo o di scaglionarlo nel tempo.

Visto che permette di prevenire le future difficoltà familiari e i costi che ne derivano alla società nel suo insieme, il congedo di paternità costituisce un buon investimento. Le aziende potrebbero gestire perfettamente l'assenza del collaboratore; basta, infatti, considerarla come un corso di ripetizione e integrarla nella pianificazione, come fanno di consueto. Inoltre, la possibilità di ripartire il congedo sull'arco di dodici mesi permette di trovare soluzioni che tengano conto anche degli interessi del datore di lavoro.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Nel settore privato, in caso di eventi familiari, il datore di lavoro deve concedere al lavoratore "le ore e i giorni di libero usuali" giusta l'articolo 329 capoverso 3 del Codice delle obbligazioni (CO; RS 220). Questo vale, per esempio, anche per la nascita di un figlio. Per il tempo libero così impiegato il lavoratore ha diritto al salario secondo l'articolo 324a CO. Di norma, per la nascita di un figlio il padre può usufruire di uno o due giorni di congedo.

La normativa prevista dal CO costituisce una prescrizione minima. Se lo desiderano, i datori di lavoro possono adottare su base contrattuale (contratto individuale o collettivo) regole più generose. All'inizio di quest'anno, per esempio, alcune grandi aziende (Swisscom, Migros, Swiss Re) hanno introdotto un congedo di paternità, di regola, di due settimane. Il Consiglio federale ritiene che la soluzione di partenariato sociale abbia dato buoni risultati. Anche in futuro, quindi, la concessione e il finanziamento del congedo di paternità non dovranno essere definiti per legge: le parti sociali devono poter continuare a stabilire le regole su base contrattuale.

Dal 1° luglio 2005, le madri che esercitano un'attività lucrativa hanno diritto a un congedo di maternità di 14 settimane. Questo congedo è finanziato mediante le indennità di perdita di guadagno. Il Consiglio federale si oppone all'introduzione di un congedo di paternità analogo per motivi di principio. Diversamente da quanto previsto per il congedo di maternità, il mandato costituzionale del legislatore non contempla, infatti, l'introduzione di un congedo di paternità di natura assicurativa. Inoltre, dal punto di vista della politica sociale, l'introduzione di un congedo di paternità non è prioritaria. Dapprima vanno realizzati obiettivi ben più importanti di politica familiare. D'altro canto un finanziamento del congedo di paternità tramite le indennità di perdita di guadagno comprometterebbe l'equilibrio finanziario di questa assicurazione. Un esempio: un congedo di paternità di tre settimane causerebbe un aumento delle uscite per le IPG pari a 208 milioni di franchi (prezzi 2007), il che porterebbe a medio termine a un innalzamento dell'aliquota contributiva IPG allo 0,6 per cento. Per garantire il finanziamento delle attuali prestazioni IPG (indennità per le persone che prestano servizio e per le madri) l'aliquota di contribuzione dovrà già essere aumentata di 0,1 punti percentuali nel 2011 (dallo 0,3 allo 0,4 per cento) e nel 2013 (dallo 0,4 allo 0,5 per cento).

Come già esposto nel suo parere relativo alla mozione Fehr Jacqueline 03.3603, il Consiglio federale studierà misure per migliorare le condizioni quadro della conciliabilità tra lavoro e famiglia. L'eventuale introduzione di un congedo di paternità andrebbe considerata in questo contesto e coordinata con le altre misure.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.