06.3735 · Mozione · 2006-12-18
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato, entro un anno:
1. di formulare proposte in vista di un ulteriore sviluppo dell'attuale sistema d'importazione caratterizzato dalla vendita all'asta dei contingenti doganali di bestiame da macello e carne; nonché
2. di sgravare in modo rapido ed efficace la catena di valore aggiunto dell'economia animale e di quella carnea dai costi che l'attuale disciplinamento del mercato comporta.
Begründung
La "PA 2007" ha determinato un profondo mutamento del disciplinamento del commercio estero di bestiame da macello e carne nonché la graduale introduzione della vendita all'asta dei contingenti doganali. Questo cambiamento di sistema ha comportato conseguenze negative per i contadini, in particolare per quelli che operano sul mercato del pollame, ma anche per quelli dediti alla produzione di carne ovina, caprina ed equina. Gli addetti alla trasformazione sono confrontati con enormi problemi soprattutto per quanto concerne la valorizzazione e la commercializzazione di carne bovina. Spesso a singoli importatori vengono assegnate quote sproporzionatamente elevate; ciò può essere frutto del caso, ma talvolta anche di pura speculazione. Ciò non provoca soltanto riprovazione nei confronti del mercato della carne, bensì anche pressioni e imponderabilità a livello di produzione primaria.
Un altro aspetto importante è rappresentato dal fatto che la procedura di vendita all'asta ha intensificato notevolmente la spinta verso la concentrazione a scapito delle piccole e medie aziende. Il ricavo, per la Cassa federale, di 100 milioni di franchi circa nel 2006 e di un importo che ammonterà presumibilmente a 150 milioni di franchi nel 2007, ha un impatto dalle gravi conseguenze. È ingiustificato addurre che ciò accelera il necessario processo di adeguamento delle strutture in quanto non è compito dello Stato occuparsi di politica strutturale a maggior ragione in considerazione del fatto che ciò non è ragionevolmente possibile a causa della casualità che caratterizza il sistema. Inoltre, il sistema della vendita all'asta comporta un rincaro del prezzo al consumo della carne che non è conforme all'imperativo di riduzione del divario dei prezzi rispetto all'estero né lungimirante. Il sistema favorisce pure l'importazione di carne di qualità inferiore.
Per tale motivo vanno cercate soluzioni che permettano di sgravare rapidamente ed efficacemente la catena di valore aggiunto dell'economia animale e di quella carnea. Il dibattito non deve incentrarsi unicamente sulla struttura dei dazi all'importazione. In vista della liberalizzazione del mercato della carne vanno vagliate soluzioni innovatrici che creino incentivi ad esempio per la promozione delle esportazioni di prodotti agricoli svizzeri e per una maggiore trasparenza sui mercati. Vanno pure esaminati degli elementi dell'attribuzione delle importazioni in funzione di determinati criteri in caso di ritiro della produzione indigena.
È legittimo e necessario che una quota adeguata dei mezzi finanziari ricavati dalle vendite all'asta rifluisca nell'economia animale e in quella carnea in modo efficace e senza alcun influsso sulla concorrenza. I contributi ai costi notoriamente molto elevati di smaltimento dei sottoprodotti animali mostrano che ciò è possibile. Contrariamente a quanto è il caso per l'ulteriore sviluppo del disciplinamento del commercio estero, il quale implica che vengano tenuti in considerazione gli accordi internazionali e i rapporti con i nostri partner commerciali, le misure di sgravio urgenti possono essere realizzate autonomamente a livello di ordinanza. Le decisioni necessarie a tal fine vanno pertanto prese e concretizzate entro un anno.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Nel rapporto del 28 giugno 2006 "Conseguenze della vendita all'asta di contingenti d'importazione di carne" in risposta al postulato Walter Hansjörg 05.3883 il Consiglio federale ha analizzato l'attuale sistema d'importazione rilevando che la formazione dei prezzi sui mercati segue l'andamento dell'offerta e della domanda e che la maggiore concorrenza risultante dalle vendite all'asta ha contribuito, nella maggior parte dei casi, a ridurre i margini lordi a livello di trasformazione e distribuzione. Nel primo anno in cui si è svolta la vendita all'asta (2005) un terzo circa delle aziende partecipanti ha potuto acquisire per la prima volta contingenti d'importazione. Alla luce dell'andamento dei prezzi all'importazione non risulta che sia stato importato un quantitativo maggiore di prodotti a basso costo. Il Consiglio federale ritiene che la vendita all'asta dei contingenti d'importazione di carne rappresenti tuttora la migliore modalità di ripartizione sia dal profilo economico che da quello del diritto sulla concorrenza. Il ripristino di un sistema che comporta la fornitura di una prestazione all'interno del Paese ridimensionerebbe nuovamente la concorrenza.
In linea di massima, attualmente l'attribuzione di quote d'importazione in funzione delle esportazioni è possibile nel quadro del traffico di perfezionamento in virtù della legislazione doganale. Le imprese svizzere che esportano prodotti carnei possono importare le materie prime estere necessarie in esenzione da dazio e addirittura scambiarle con materie prime indigene di qualità parificabile (principio dell'equivalenza).
Il Consiglio federale intravede un'evoluzione dell'attuale sistema d'importazione verso un sistema a dazio unico. Per alcuni prodotti il passaggio dai contingenti doganali al sistema a dazio unico verrà esaminato tenendo in considerazione i risultati dei negoziati del ciclo di Doha dell'OMC tuttora in atto. Un'altra opzione per un ulteriore sviluppo è rappresentata dalla conclusione, con l'UE, di un accordo bilaterale globale di libero scambio nel settore agroalimentare. Il Consiglio federale deciderà al più presto nella primavera 2007 se intavolare negoziati in tal senso.
La destinazione del ricavo delle vendita all'asta stimato a circa 150 milioni di franchi all'anno è stata illustrata nel corso del dibattito parlamentare sulla "Politica agricola 2007". Grazie al contributo di 100 milioni di franchi al freno all'indebitamento, il limite di spesa per l'agricoltura non ha dovuto venir decurtato in misura corrispondente. Inoltre, ogni anno 50 milioni di franchi circa vengono restituiti alla filiera della carne sotto forma di contributo ai costi di smaltimento dei sottoprodotti animali. I ricavi delle vendite all'asta di carne rifluiscono pertanto nella filiera.
Mediante la riduzione di 3 franchi il quintale dei prezzi soglia degli alimenti per animali decisa dal Consiglio federale ed applicabile dal 1° luglio 2007 viene sgravata la catena di valore aggiunto della carne. Un'altra riduzione di 4 franchi il quintale è prevista per il 1° luglio 2009.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.