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06.3738 · Mozione · 2006-12-19

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato:

1. di impegnarsi nell'ambito dell'ONU per la verifica delle misure decise a Durban nel 2001 e di prendere un'iniziativa, insieme alle altre "nazioni schiaviste e coloniali più piccole", quali la Svezia, la Danimarca e la Germania (Brandeburgo-Prussia), volta alla rivisitazione della storia e alla riparazione dei danni della schiavitù e della tratta degli schiavi da parte di tutti i partecipanti a tali crimini contro l'umanità;

2. impegnarsi, quale Paese con passato schiavista, per l'attuazione della risoluzione dell'ONU "Commemoration of the twohundredth anniversary of the abolition of the trans-Atlantic slave trade" - sostenuta anche dalla Svizzera il 28 novembre 2006 - e in particolare non soltanto per prendere provvedimenti per la degna celebrazione nel nostro Paese, il 25 marzo 2007, di tale commemorazione (punti 1 e 3 della risoluzione), ma anche per l'integrazione della storia della schiavitù e della tratta degli schiavi nonché delle loro conseguenze nel sistema educativo svizzero e nei relativi piani d'insegnamento;

3. di prestare i suoi buoni uffici per trovare una soluzione di comune accordo nella questione della restituzione ad Haiti del "pagamento per l'indipendenza" estortole dalla Francia nel 1825.

Begründung

Il Consiglio federale ha riconosciuto la partecipazione della Svizzera allo schiavismo e alla tratta di schiavi, qualificati dopo Durban alla stregua di infami "crimini contro l'umanità" e se ne è rammaricato. Si è inoltre detto a favore di una rivisitazione critica delle ingiustizie perpetrate al tempo del colonialismo e della schiavitù e si è dichiarato ben disposto a che la Svizzera assuma un ruolo di mediazione nei conflitti tra i Paesi del terzo mondo e le ex potenze coloniali. Questa promessa deve pertanto essere mantenuta, ma non soltanto prendendo in considerazione le posizioni dei governi africani, caraibici e latinoamericani, ma anche quelle di numerose organizzazioni della società civile che si battono da decenni per la riparazione e la riconciliazione.

Infine occorre sottolineare che il Consiglio federale ha appunto fatto valide esperienze di mediazione in una disputa tra San Gallo e Zurigo in materia di beni culturali sul modo - conformemente ai principi postulati dal premio nobel nigeriano Wole Soyinka "Truth, Reparation, Reconciliation" - di rivisitare le ingiustizie storiche che risalgono a un passato perfino più remoto (seconda guerra di Villmerger del 1712!) rispetto alla maggior parte delle attività che danno adito a riparazione perpetrate dai protagonisti europei, americani nonché svizzeri dello schiavismo transatlantico.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Alla fine del 2006, nell'ambito della terza Commissione della 61esima Assemblea generale dell'ONU è stata adottata una risoluzione, "Global efforts for the total elimination of racism" (sforzi globali per la totale eliminazione del razzismo), che prevede per il 2009 a New York la convocazione di una Conferenza d'esame otto anni dopo la terza Conferenza mondiale contro il razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e l'intolleranza a essa legata (Durban 2001). Scopo della Conferenza è verificare la messa in atto della dichiarazione finale e del programma d'azione adottato allora. Partendo da questa base, nella terza sessione del Consiglio dei diritti dell'uomo dell'ONU (29 novembre a 8 dicembre 2006) è stata adottata un'ulteriore risoluzione, "Preparations for the Durban Review Conference" (preparativi per la Conferenza d'esame di Durban) che prevede la nomina di un comitato preparatorio a tale scopo, che si riunirà più volte a Ginevra nel corso di quest'anno e del prossimo. La Svizzera segue attivamente le consultazioni e parteciperà anche alle riunioni del comitato. In tale ambito si presenterà l'occasione per esaminare la questione della necessità e dell'opportunità per il nostro Paese di un ruolo di mediatore concernente "elaborazione e riparazione dei danni causati dalla schiavitù e dalla tratta degli schiavi".

2. Innanzitutto occorre ricordare che con la sua adesione a numerose convenzioni internazionali importanti la Svizzera ha chiaramente manifestato di rigettare decisamente ogni forma di schiavitù. Così, già il 28 luglio 1964 ha ratificato l'accordo addizionale del 7 settembre 1956 concernente l'abolizione della schiavitù, della tratta degli schiavi e delle istituzioni e pratiche analoghe alla schiavitù ed è anche Stato parte a tutte le pertinenti convenzioni dell'OIL e le convenzioni dell'ONU sui diritti dell'uomo. Inoltre, adottando la risoluzione "Commemoration of the 200th anniversary of the abolition of the Trans-Atlantic Slave Trade" (commemorazione del 200esimo anniversario dell'abolizione della tratta degli schiavi transatlantica; L28, RES/61/019) e sostenendo la dichiarazione e il programma d'azione della Conferenza mondiale contro il razzismo tenutasi a Durban, la Svizzera riconosce che la schiavitù è una delle peggiori violazioni dei diritti dell'uomo e che si deve rivisitare in maniera critica le ingiustizie perpetrate al tempo del colonialismo. Secondo il rapporto del Consiglio federale sulla politica estera della Svizzera in materia di diritti dell'uomo 2003-2007, tale lavoro non ne è tuttavia una priorità. Perciò la Svizzera rinuncia ad attuare le misure per celebrare, il 25 marzo 2007, l'International Day for the Commemoration of the 200th Anniversary of the Abolition of the Trans-Atlantic Slave Trade (giornata internazionale di commemorazione del 200esimo anniversario dell'abolizione della tratta degli schiavi transatlantica).

Il Consiglio federale riconosce che è auspicabile integrare nel sistema formativo svizzero la storia della schiavitù e della tratta degli schiavi e delle loro ripercussioni. La responsabilità del settore scolastico e in particolare del relativo adeguamento dei piani di studio compete ai cantoni. La Confederazione finanzia in modo determinante la fondazione per la formazione e lo sviluppo, che sviluppa materiali didattici su questa tematica mettendoli a disposizione per l'integrazione dell'argomento nei sistemi scolastici cantonali.

3. La Svizzera mantiene buone relazioni bilaterali sia con la Francia, sia con Haiti. La questione della restituzione del cosiddetto "pagamento per l'indipendenza" che Haiti esige dalla Francia è un affare bilaterale tra i due Paesi nel quale la Svizzera ha da svolgere un ruolo soltanto se sollecitato da entrambi.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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