06.3759 · Interpellanza · 2006-12-19
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
I lavori relativi alle prospettive energetiche dell'Ufficio federale dell'energia (UFE) e dell'Unione delle centrali svizzere di elettricità palesano che in Svizzera, a partire dal 2012, nel campo dell'energia elettrica vi saranno notevoli problemi di approvvigionamento. Nonostante il fatto che una parte delle carenze di capacità potrà essere compensata con una maggiore efficienza energetica e la promozione di energie rinnovabili, le lacune da coprire rimarranno ingenti.
Si pone ora la domanda se dette lacune potranno essere coperte da centrali a gas o centrali nucleari. Per ragioni economiche e di politica ambientale, occorre per quanto possibile evitare, o ridurre al minimo, il ricorso a energie fossili. È pertanto necessario mettere in esercizio quanto prima nuovi impianti nucleari. Stando all'UFE, le procedure di autorizzazione potrebbero tuttavia costituire un grosso ostacolo alla realizzazione di nuove centrali.
Sempre secondo l'UFE, la procedura di autorizzazione (articolata in tre fasi: autorizzazione di massima, di costruzione, d'esercizio) per un nuovo impianto può durare fino a 25 anni. Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
1. Il collegio condivide il parere dell'UFE secondo cui la procedura di autorizzazione può estendersi sull'arco di 25 anni? Quali ipotesi conducono, nel dettaglio, a questa conclusione?
2. Se il Consiglio federale condivide il parere dell'UFE, non ritiene che la procedura sia troppo lunga, in particolare se confrontata con quella, molto più breve, applicata in Finlandia?
3. Nel quadro dell'attuale legislazione sull'energia nucleare non sarebbe possibile sostituire l'attuale procedura di autorizzazione con una prassi più semplice e snella, sotto la direzione delle autorità competenti?
Stellungnahme des Bundesrates
1. In virtù della legge sull'energia nucleare (LENu), entrata in vigore il 1° febbraio 2005, la costruzione di una nuova centrale nucleare necessita di un'autorizzazione di massima, nonché di una licenza di costruzione e di una licenza di esercizio.
L'autorizzazione di massima è un'autorizzazione di base, rilasciata dal Consiglio federale e soggetta all'approvazione del Parlamento. D'ora in poi, le autorizzazioni di massima approvate dalle Camere saranno soggetta al referendum facoltativo. L'elettorato ha dunque l'ultima parola. La procedura di rilascio di un'autorizzazione di massima, che dura circa quatro anni, è preceduta dalle seguenti tappe: perizie sulla sicurezza tecnica, consultazione dei cantoni e degli uffici federali interessati, deposito pubblico, valutazione dei pareri di privati cittadini, partecipazione ai lavori da parte del cantone di ubicazione nonché dei cantoni e Paesi limitrofi, decisione del Consiglio federale; approvazione da parte dell'Assemblea federale; referendum facoltativo.
Nella licenza di costruzione sono riassunte tutte le autorizzazioni; non sono dunque necessari permessi e piani cantonali. La licenza di costruzione non sarà più rilasciata dal Consiglio federale bensì dal DATEC. In futuro, contro tale licenza potrà essere presentato un ricorso di diritto amministrativo al Tribunale amministrativo federale e al Tribunale federale. Anche la procedura di rilascio di questa licenza richiede circa quatro anni ed è preceduta da perizie sulla sicurezza tecnica, deposito pubblico, parere del cantone di ubicazione, opposizioni, decisione del DATEC, ricorsi.
La fase di costruzione dura da cinque a sei anni. Per la licenza di esercizio vale quanto detto per la licenza di costruzione.
2./3. La lunghezza della procedura è principalmente da ricondurre alle disposizioni legali che regolano il settore; essa dipende anche dai tempi necessari per effettuare le perizie sulla sicurezza tecnica ed evadere eventuali opposizioni e ricorsi. È prevedibile che tutte le decisioni, se impugnabili, vengano dedotte dinanzi all'ultima istanza.
In virtù dell'articolo 20 capoverso 3 LENu, la licenza di esercizio può però essere rilasciata contemporaneamente alla licenza di costruzione soltanto se già in tale momento le condizioni per un esercizio sicuro possono essere valutate definitivamente. Stando al messaggio concernente la LENu, ciò è il caso soltanto per gli impianti più semplici; le grosse centrali nucleari sono escluse. L'ammissibilità di un rilascio contemporaneo delle due licenze può a sua volta essere oggetto di verifica da parte di un tribunale.
Un fattore di tempo determinante è costituito dalla qualità della documentazione, rivelatasi a volte piuttosto carente in passato. Se in Svizzera venisse realizzata una nuova centrale, si tratterebbe di un nuovo tipo di reattore. Per tutte le parti interessate un simile progetto rappresenterebbe una sfida notevole. Occorrerebbe soprattutto fare in modo che l'autorità incaricata della sorveglianza e della direzione della procedura sia dotata, per tempo, delle necessarie risorse.
In Finlandia alla fine del 2000 è stata presa una decisione di principio (analoga a un'autorizzazione di massima), dopo che nel 1993 un primo progetto era stato respinto dal Parlamento. Stando ai progettisti, il nuovo reattore dovrebbe essere messo in esercizio nel 2010/11. In Finlandia non vi è la possibilità di lanciare il referendum contro una decisione di principio. Neanche la licenza di costruzione è peraltro stata oggetto di ricorso. Ciononostante, dall'avvio della costruzione nella primavera del 2005, i lavori hanno già subito un anno e mezzo di ritardo.
In occasione della sua seduta del 21 febbraio 2007 riguardo alla strategia energetica della Svizzera, il Consiglio federale ha definito alcuni principi in materia di politica energetica. In questo contesto, e nel quadro del proseguimento di una politica orientata alla crescita, il DATEC è stato incaricato di valutare in che misura le procedure di autorizzazione per le centrali nucleari, e per altri impianti di produzione e di trasmissione dell'energia, potrebbero essere accelerate. Occorre in particolare valutare se sia possibile sovrapporre le procedure di autorizzazione, e quali ne sarebbero le conseguenze in termini di tempo.
Risposta del Consiglio federale.