06.3768 · Mozione · 2006-12-19
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di:
- instaurare una migliore cooperazione transfrontaliera, segnatamente con i Paesi d'origine, per lottare contro le reti mafiose che organizzano l'immigrazione illegale;
- perseguire la politica di negoziazione di accordi di riammissione tra la Svizzera e i Paesi d'origine, in particolare con i Paesi subsahariani;
- corredare tale politica di programmi educativi e formativi specifici nonché di progetti di cooperazione e sviluppo economico nei Paesi d'origine al fine di offrire la prospettiva di una vita migliore agli immigrati che ritornano in patria.
Begründung
Un gran numero di richiedenti l'asilo sono sbarcati illegalmente sulle coste dell'Europa meridionale. Non ne erano mai arrivati così tanti in passato. Di fronte alla portata di tale doloroso problema, si deve constatare che tale fenomeno migratorio è l'opera di organizzazioni criminali. Occorre dunque agire a livello internazionale e la cooperazione con i Paesi d'origine è indispensabile.
Il buonismo che vorrebbe risolvere il problema in modo semplicista accogliendo tutti sarebbe una soluzione inappropriata. Ne verrebbero subito altrettanti. Ora, il grado d'accettazione della popolazione europea e svizzera ha dei limiti. Xenofobia e razzismo sono purtroppo sentimenti latenti se non addirittura accertati sia in Europa che in Svizzera.
Detto ciò, tali migranti sono donne e uomini che hanno diritto al rispetto e alla dignità umana, come ogni cittadino europeo e svizzero. Occorre trovare soluzioni politicamente, economicamente e socialmente accettabili. Per questo motivo è necessario rafforzare la collaborazione internazionale, al di là degli accordi di Schengen e Dublino.
È importante coinvolgere i Paesi d'origine per lottare contro le reti mafiose che gestiscono le fila di tale traffico e per facilitare il rientro in patria di queste sfortunate persone instaurando una vera e propria cooperazione internazionale nord-sud.
L'Europa e la Svizzera, oltre a trattare con rigore gli incarti, devono infondere loro speranza. Sarebbe egoista rispedirli semplicemente nei loro Paesi. Occorre elaborare un vero e proprio programma educativo e formativo nonché progetti di sviluppo economico per offrire loro opportunità di lavoro. Soltanto a queste condizioni sarà possibile, in futuro, tenere sotto controllo, in Europa e in Svizzera, il problema di questi migranti irregolari.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
La Svizzera ritiene prioritario combattere e prevenire la migrazione irregolare. La criminalità organizzata sotto forma di tratta e traffico di esseri umani a fini di lucro è combattuta attivamente nel quadro della cooperazione internazionale con Interpol ed Europol. La Svizzera è stata uno dei membri fondatori di Interpol, nel 1923. L'accordo di cooperazione tra la Svizzera ed Europol è entrato in vigore il 1° marzo 2006. In aggiunta a Interpol ed Europol, la Svizzera ha concluso con tutti i Paesi limitrofi accordi bilaterali di polizia che disciplinano la cooperazione pratica in materia di polizia, tra l'altro nell'ambito della lotta alla migrazione irregolare transfrontaliera.
Nell'ambito della migrazione, la Svizzera è rappresentata in numerosi organismi multilaterali e partecipa a conferenze internazionali (p. es. conferenza UE-Africa a Rabat e "High Level Dialogue on International Migration" dell'ONU). La Svizzera intrattiene un dialogo bilaterale con numerosi Paesi, in particolare anche con Stati subsahariani. Alla fine del 2006 la Svizzera aveva concluso complessivamente 41 accordi di riammissione con 44 Paesi. Il Consiglio federale ha intavolato e sta portando avanti trattative con Paesi con i quali sussistono problemi particolari nella riammissione di richiedenti l'asilo respinti e di persone in situazione irregolare. Tuttavia, spesso proprio i Paesi importanti pongono condizioni inaccettabili per tali accordi, che non possono così essere conclusi. Con la messa in vigore dell'accordo di associazione a Schengen, al momento di concludere accordi di riammissione con Stati terzi l'UE segnalerà, in una dichiarazione congiunta, l'interesse della Svizzera a intavolare un negoziato.
La nuova legislazione in materia di stranieri permette alla Svizzera, da subito, di concludere partenariati in materia di migrazione. È inoltre possibile concludere convenzioni concernenti la cooperazione tecnica nell'ambito del ritorno.
Per quanto concerne la collaborazione in materia di migrazione con i Paesi africani, la Svizzera è già in contatto con diversi Stati in relazione all'identificazione, ai rimpatri, all'aiuto al ritorno e a quello strutturale o intrattenendo in generale colloqui nell'ambito del dialogo migratorio. La necessità rispettivamente la possibilità di concludere un accordo di riammissione sono esaminate di caso in caso, ma dipendono anche dagli interessi dai nostri Paesi partner. I nuovi strumenti summenzionati (partenariato in materia di migrazione, convenzioni) consentiranno alla Svizzera di proseguire ed estendere la politica finora attuata nei confronti di tali Paesi.
I progetti concernenti la prevenzione della migrazione irregolare sono attuati nell'ambito dell'aiuto strutturale a programmi di aiuto al ritorno destinati a specifici Paesi e sono condotti dal gruppo di direzione interdipartimentale incaricato dell'aiuto al ritorno (ILR). La Svizzera ha finora maturato esperienze positive con i progetti di aiuto al ritorno per migranti sbarcati in Paesi di transito grazie a misure nell'ambito della gestione della migrazione. L'obiettivo è introdurre l'aiuto al ritorno nel Paese di transito quale nuovo strumento di gestione della migrazione e di dimostrarne l'efficacia.
Le richieste avanzate dall'autore della mozione, che il Consiglio reputa giustificate, sono state ampiamente discusse e riprese nel quadro dei dibattiti concernenti le nuove leggi sull'asilo e sugli stranieri. La revisione della legge sull'asilo prevede diverse misure in materia di aiuto al ritorno e prevenzione della migrazione irregolare. Le basi legali per la prosecuzione e l'ampliamento della cooperazione con i Paesi di provenienza sono quindi già date sia nella nuova legge sugli stranieri sia nella riveduta legge sull'asilo e non richiedono nuovi atti legislativi. Queste nuove disposizioni sono attuate in collaborazione con gli uffici e i dipartimenti interessati. Dal momento che le richieste avanzate dall'autore della mozione sono già adempiute, il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.