Lexipedia

06.3859 · Mozione · 2006-12-20

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di elaborare un modello di parità salariale proattivo con le seguenti caratteristiche:

1. Ogni datore di lavoro ha l'obbligo di attuare il principio costituzionale "un salario uguale per un lavoro di uguale valore" anche se non è stata intentata nessuna azione legale.

2. Per tutte le aziende con oltre 50 dipendenti vige un preciso piano d'azione. Le aziende possono adottare diversi metodi per l'attuazione del piano. Alla fine, i datori di lavoro devono aver realizzato la parità salariale fra attività femminili e maschili di uguale valore.

3. Ai datori di lavoro è intimato un termine. Questa scadenza deve essere rispettata.

4. Le rappresentanze dei datori di lavoro e le organizzazioni e rappresentanze dei dipendenti collaborano alla realizzazione della parità salariale.

5. Lo Stato sostiene e sorveglia l'attuazione della parità salariale.

Begründung

Nel 1996, con l'entrata in vigore della legge sulla parità dei sessi, la Svizzera si è dotata di un modello di parità "reattivo": una persona o, in sua rappresentanza, un'associazione che presuma una discriminazione salariale deve adire individualmente le vie legali (modello con azione legale per discriminazione legale). In Canada si è già andati oltre questa concezione "reattiva" della parità salariale. Negli Stati dell'Ontario e del Quebec è infatti stato introdotto un modello legislativo "proattivo" per l'insieme dell'economia. Per raggiungere l'obiettivo della parità salariale, la legge chiede ai datori di lavoro con oltre 50 dipendenti di realizzare un programma di parità salariale adattato alla loro azienda e ai loro posti di lavoro. La legge non disciplina i particolari di questo programma di parità salariale, ma esige il rispetto di taluni criteri.

Queste leggi "proattive" sulla parità salariale hanno lo scopo di ridurre le differenze salariali "inspiegabili", neutralizzando alcuni fattori e modificandone altri: pregiudizi, stereotipi, sistemi di valutazione non neutri rispetto al genere, meccanismi abusivi di fissazione dei salari, squilibri riguardo al potere contrattuale.

Uno dei pilastri delle leggi "proattive" è la collaborazione costante fra le rappresentanze dei datori di lavoro e le organizzazioni delle lavoratrici e dei lavoratori. In ogni azienda con oltre 100 dipendenti deve essere istituito un comitato per la parità salariale responsabile dell'elaborazione del programma di parità salariale e composto di rappresentanti dei dipendenti e del datore di lavoro.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

All'atto pratico la parità tra donne e uomini nella vita professionale non è ancora stata raggiunta, ma dall'entrata in vigore della legge sulla parità dei sessi la situazione è leggermente migliorata. Ad esempio, in molti casi le sentenze emesse dai tribunali hanno fatto sì che i salari di alcune professioni tipicamente femminili del settore sanitario siano stati corretti al rialzo. Dalla valutazione degli effetti della LPar è emerso che la legge risulta essere uno strumento utile, applicabile e adeguato e che non presenta difetti o lacune di rilievo.

Il Consiglio federale ha tuttavia preso atto del numero sinora esiguo di imprese che, oltre a perseguire dichiaratamente una politica di parità dei sessi, hanno promosso iniziative in questo senso. Il Consiglio federale continua a sostenere le misure non repressive e facoltative e a porre l'accento soprattutto sull'informazione, sulla sensibilizzazione e sulla formazione. L'Ufficio federale per l'uguaglianza tra uomo e donna (UFU) è stato invitato a rafforzare le proprie attività in materia. Il DFI (UFU) è stato inoltre incaricato di verificare, congiuntamente con il DFE (SECO) e il DFGP (UFG) e in collaborazione con le parti sociali, la fattibilità di potenziali incentivi, ad esempio l'introduzione di un label per le imprese che promuovono la parità dei sessi.

La valutazione degli effetti della LPar ha altresì messo in luce quanto possa essere problematico lasciare ai lavoratori discriminati il compito di far valere i propri diritti, dato che il timore di perdere il posto di lavoro potrebbe indurli a non opporre resistenza. Il Consiglio federale ha quindi incaricato il DFGP di studiare in dettaglio, insieme all'UFU e all'AFF, vari modelli di autorità dotate di competenze istruttorie ed esecutive, tenendo conto delle esperienze maturate all'estero e in Svizzera con provvedimenti di questo genere nonché della situazione delle imprese.

Sulla base dei risultati che scaturiranno da questi lavori il Consiglio federale deciderà la procedura da seguire.

L'esempio del Quebec citato nella mozione è oltremodo interessante. Dal punto di vista demografico (7,5 milioni di abitanti), infatti, questa provincia canadese è simile alla Svizzera. Occorre tuttavia segnalare che la commissione responsabile dell'attuazione della legge dispone di un organico di complessivi 67 posti a tempo pieno.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.