Lexipedia

Complicità svizzera con il regime dell'apartheid in Sudafrica. Istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta

06.403 · Iniziativa parlamentare · 2006-03-14

Liquidato

Wortlaut

Fondandosi sugli articoli 160 capoverso 1 della Costituzione federale e 107 della legge sul Parlamento, il gruppo socialista presenta la seguente iniziativa parlamentare:

È istituita una commissione parlamentare d'inchiesta (CPI) incaricata di chiarire tutti gli aspetti del ruolo e della responsabilità, in particolare politica, del Consiglio federale, dei suoi membri, dei diversi servizi dell'amministrazione e di tutte le persone implicate, riguardo alla complicità svizzera con il regime dell'apartheid in Sudafrica.

La commissione esaminerà in particolare:

1. L'intensità della partecipazione svizzera all'attuazione del programma di costruzione di bombe nucleari da parte del Sudafrica, l'ampiezza della collaborazione industriale e scientifica in questo contesto e la gravità del permissivismo e della violazione della legislazione svizzera e dell'embargo nucleare dell'ONU nei confronti del regime dell'apartheid da parte del Consiglio federale.

2. Se con le sue attività la società pubblica Wild Heerbrugg SA e la sua direzione, in particolare Anton Wicki, hanno violato la legge svizzera sul materiale bellico e l'embargo dell'ONU sulla vendita di armi al Sudafrica e se la polizia federale non ha favorito il commercio di questa società.

3. Se la Fabbrica federale di polveri di Wimmis mediante la vendita di una licenza per produrre polveri al regime dell'apartheid e la collaborazione tecnica in questo settore ha violato l'embargo dell'ONU sulla vendita di armi al Sudafrica e la decisione del Consiglio federale del 5 novembre 1963 di non accordare il permesso di vendere una simile licenza e se il capo dell'armamento ha informato correttamente il Consiglio federale su questo affare.

4. Il grado di conoscenza e di permissivismo delle autorità federali, dell'amministrazione e dei servizi segreti svizzeri nei confronti della rete multilaterale di controspionaggio messa in atto dai servizi segreti sudafricani che dal 1984/85 fu implicata negli omicidi di oppositori al regime sudafricano.

5. Se l'attuazione, negli anni Ottanta, da parte dei servizi segreti sudafricani di molteplici progetti d'armamento in Svizzera, segnatamente in collaborazione con Örlikon-Bührle, costituiva una violazione della legge sul materiale bellico e dell'embargo dell'ONU sulla vendita di armi al Sudafrica.

6. La responsabilità del Consiglio federale, della Banca nazionale e dei servizi dell'amministrazione per quanto concerne il fenomenale sviluppo, ben oltre l'andamento normale, delle transazioni finanziarie, di oro e di diamanti tra il regime dell'apartheid e gli istituti bancari privati e pubblici svizzeri.

7. La responsabilità individuale e collettiva dei consiglieri federali e degli alti funzionari riguardo all'attuazione di una politica estera nei confronti del Sudafrica contraria ai valori costituzionali umanitari e manifestamente in contraddizione con la politica ufficiale di difesa dei diritti dell'uomo e di solidarietà con la comunità degli Stati.

Begründung

Il programma nazionale di ricerca PNR42+ sulle relazioni della Svizzera con il Sudafrica e in particolare gli studi Hug e Künzli mostrano che esisteva una marcata complicità della Svizzera con il regime dell'apartheid:

1. La Svizzera era implicata nel programma nucleare sudafricano. Sulzer AG (in parte attraverso la sua filiale in Sudafrica) e la ditta VAT società anonima per la tecnica di apparecchi per il vuoto all'Aia (mediante forniture dirette) hanno sostenuto il Sudafrica nella tecnologia dell'arricchimento dell'uranio. Questa tecnologia ha messo a disposizione il materiale fissile per le sei bombe atomiche che il regime dell'apartheid ha fatto costruire.

2. L'ex Wild Heerbrugg AG nel 1988 era fortemente implicata nelle relazioni industriali in materia di armamento con il Sudafrica. A quel tempo il direttore della divisione Armamenti della Wild Heerbrugg AG era Anton Wicki, oggi PDG della RUAG.

3. Tra il 1979 e il 1986 la Fabbrica federale di polveri Wimmis ha intrattenuto una stretta collaborazione con il principale produttore sudafricano di munizioni e polveri propulsive Somchem; nel 1979 ha messo a disposizione di quest'ultimo tramite Örlikon-Bührle una licenza di produzione di polveri propulsive per munizioni di 20 e 35 millimetri e ha formato a Wimmis gli ingegneri della Somchem. Inoltre i suoi dirigenti, tra cui il direttore e il capo chimico, hanno soggiornato a più riprese per diverse settimane presso Somchem per risolvere i problemi insorti con la licenza di produzione e la fabbricazione di altri esplosivi militari.

4. Negli anni Ottanta la collaborazione tra i Servizi d'informazione militari della Svizzera e del Sudafrica era più intensa che mai. Il territorio svizzero è stato teatro di contatti diretti con i servizi partner sudafricani in un contesto multilaterale e in particolare con i corrispondenti servizi di Germania, Israele e altri Stati. La rete multilaterale di controspionaggio, che a partire dal 1984/85 è stata parzialmente sviluppata attraverso la Svizzera, era coinvolta anche negli omicidi politici di oppositori.

5. Negli anni Ottanta, il ministero della difesa e il servizio d'informazione militare sudafricani svolsero in Svizzera dozzine di progetti segreti di acquisizione di armamenti, ad esempio nel 1985 i progetti con Örlikon-Bührle AG con i nomi in codice "Sleeve" e "Skavot". Il 31 maggio 1986 il ministro della difesa sudafricano ha stanziato 244 milioni di rand (ca. 192 milioni di franchi) solo per il progetto Skavot volto a rinnovare la difesa antiaerea sudafricana.

6. La politica estera svizzera è stata portata avanti secondo modalità che hanno permesso di legittimare la complicità con il Sudafrica e di dare un fondamento giuridico al rifiuto di principio di qualsiasi sanzione contro il Sudafrica. Nel caso di questo Paese, la politica estera svizzera era quindi in contraddizione con i suoi obiettivi dichiarati dell'impegno a favore dei diritti dell'uomo e della solidarietà con la comunità internazionale.

7. Mentre il Consiglio federale continuava a parlare di andamento normale, tra la Svizzera e il regime dell'apartheid sono state sviluppate intense relazioni finanziarie e bancarie dell'ordine di miliardi di franchi e, come evidenziato dallo studio, le autorità hanno dato informazioni alle banche su come sottrarsi efficacemente al limite fissato. Questa collaborazione ha indebolito la pressione internazionale sul regime dell'apartheid.