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06.442 · Iniziativa parlamentare · 2006-06-23

Liquidato

Wortlaut

Fondandosi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento, il gruppo dei Verdi presenta la seguente iniziativa parlamentare.

L'articolo 141 della Costituzione federale (referendum facoltativo) va modificato affinché in futuro i decreti federali semplici che concernono crediti d'impegno per l'acquisto di materiale bellico, di materiale per l'esercito e di altri beni d'armamento per il DDPS siano sottoposti a referendum facoltativo.

Begründung

Il programma di armamento attuale pari a 1,5 miliardi di franchi suscita in gran parte dei cittadini di questo Paese due interrogativi: a che cosa servono queste spese, insensate sia dal punto di vista finanziario sia da quello della politica di sicurezza? E come mai non abbiamo voce in materia?

In tempi di ristrettezze economiche è indispensabile definire priorità finanziarie. Ciononostante l'attuale programma di armamento 2006 comprende ad esempio punti come il miglioramento del valore di combattimento dei carri armati Lepoard, che non è né urgente né, peraltro, necessario. La Svizzera ha bisogno di più formazione, non di più carri armati, di più ricerca, non di più aerei da combattimento!

Nell'ottica della politica di sicurezza, non è affatto chiaro a cosa possano servire ad esempio carri armati o aerei contro eventuali azioni terroristiche. Per di più la militarizzazione forzata della sicurezza interna è fortemente controversa, e non solo negli ambienti critici verso l'esercito. La strategia tradizionale di difesa delle frontiere convince ormai soltanto una minoranza. Particolarmente urtante è infine constatare che con transazioni in materia di armamenti si tenta di rendere possibile la quotazione in borsa di ditte come la Pilatus o la Ruag. La necessità di definire priorità finanziare, i numerosi interrogativi concernenti gli obiettivi perseguiti con gli armamenti e la dubbia natura di alcuni acquisti di armamenti rafforzano nei cittadini la convinzione che le spese militari vanno sottoposte al controllo della democrazia diretta. Ricordiamo a tale proposito che un'iniziativa popolare dello stesso tenore ottenne oltre il 40 per cento di consensi nell'aprile 1987, in un'epoca cioè in cui i compiti dell'esercito e gli obiettivi in materia di armamenti erano di gran lunga meno contestati rispetto a oggi.