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Criminali sessuomani. Assistenza obbligatoria dopo la scarcerazione

06.481 · Iniziativa parlamentare · 2006-12-18

Liquidato

Wortlaut

In virtù dell'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e dell'articolo 107 della legge sul Parlamento presentiamo la seguente iniziativa parlamentare:

Occorre adottare una nuova disposizione (eventualmente l'art. 43bis CP) che preveda l'obbligo di assistere, dopo la scarcerazione, chi abbia abusato sessualmente di minori di 16 anni.

Begründung

L'articolo 11 della Costituzione federale riconosce ai minori il diritto a una particolare protezione. La legislazione deve essere in linea con questo articolo.

Benché abbiano un significativo effetto deterrente, le pene previste per i reati sessuali hanno un impatto assai limitato sui recidivi. L'espiazione di una pena detentiva non attenua pressoché affatto le pulsioni sessuali perverse dell'interessato. È pertanto necessario istituire un meccanismo che permetta di esercitare un controllo anche dopo la scarcerazione.

Tale forma di controllo non si sostituirà alla pena, ma la completerà. Una volta espiata la pena, di norma il pedofilo ritiene di "aver saldato il suo debito con la società" e si rifiuta di sottoporsi volontariamente a provvedimenti di assistenza. A detta degli specialisti, l'espiazione di una pena detentiva non attenua tuttavia il rischio di una ricaduta del pedofilo, anzi: il rischio aumenta se non è prevista una forma di assistenza susseguente alla scarcerazione.

Secondo l'articolo 43 del Codice penale, l'adozione di misure rientra nel potere discrezionale del giudice. L'assistenza susseguente alla scarcerazione deve tuttavia essere obbligatoria per chiunque sia stato condannato in base all'articolo 187 del Codice penale. Basandosi su una perizia psichiatrica, il giudice potrà stabilire secondo il proprio apprezzamento unicamente le condizioni d'esecuzione di tale assistenza.

Occorrerà inoltre prevedere eccezioni per gli adolescenti che hanno avuto rapporti sessuali con un partner poco più giovane e che si sono resi penalmente perseguibili poiché la relazione ha avuto inizio prima che tale partner avesse raggiunto la maggiore età sessuale.

Questa misura è una delle componenti indispensabili della lotta contro l'abuso di minori e risponde alle istanze di tutti quei genitori che chiedono più sicurezza per i propri figli.