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07.1030 · Interrogazione · 2007-03-21

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il vicedirettore e capo dell'unità di direzione politica della sanità dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), il dottor Christian Affolter, è titolare, secondo la descrizione del suo profilo personale che appare sulla pagina web www.xing.com e secondo le indicazioni riportate nel registro di commercio, della ditta di consulenza Jestix e della Mühlen-Apotheke GmbH di Jegensdorf.

L'ordinanza sul personale federale (OPers) prevede all'articolo 91 che per esercitare un'attività accessoria è necessaria un'autorizzazione se vi è il rischio che il tipo di attività generi un conflitto di interessi del servizio. L'autorizzazione è negata se non si possono escludere conflitti di interessi.

Secondo l'articolo 25 della legge sugli agenti terapeutici e l'articolo 25 dell'ordinanza sui medicamenti, il terapeuta può dispensare nel suo studio medicamenti della medicina complementare non soggetti a prescrizione medica a condizione che sia titolare di un diploma riconosciuto a livello federale. Tale disposizione entra in considerazione solo se sono stati emessi diplomi riconosciuti a livello federale nel settore della medicina complementare, ciò che attualmente non è il caso. In passato il capo dell'unità di direzione politica della sanità dell'UFSP si era profilato come avversario dei diplomi nazionali attribuiti a terapeuti non medici, intervenendo presso il competente Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia (UFFT). I lavori di diploma in corso erano stati quindi sospesi.

In questo caso si è in presenza di un conflitto di interessi tra la funzione di capo della politica sanitaria e la dispensazione di medicamenti da parte dei terapeuti. Il disciplinamento influisce direttamente sul volume d'affari di una farmacia, indipendentemente dal fatto che i terapeuti in futuro possano dispensare o meno medicamenti.

Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. Il direttore dell'UFSP ha rilasciato un'autorizzazione per ambedue le attività accessorie?

2. Dopo l'entrata in vigore, il 1° aprile 2006, delle nuove direttive per la garanzia di criteri di esami uniformi e per l'osservanza degli standard minimi, l'UFSP ha riesaminato tutte le attività accessorie e tutte le funzioni ufficiali e rilasciato per scritto le autorizzazioni, così come lo prevedono le direttive?

3. L'autorizzazione è stata vincolata a condizioni, come ad esempio l'obbligo per il capo dell'unità di direzione politica della sanità di lasciare la carica in caso di conflitto di interessi? In caso affermativo, si è già verificata tale situazione?

Stellungnahme des Bundesrates

L'obbligo di autorizzazione per esercitare cariche pubbliche o per svolgere altre attività al di fuori dell'amministrazione federale sancito dall'articolo 91 dell'ordinanza sul personale federale (OPers; RS 172.220.111.3) è volto ad evitare che dette occupazioni accessorie possano pregiudicare l'esercizio dei compiti da parte degli impiegati federali. Un'occupazione accessoria è però soggetta all'obbligo di autorizzazione soltanto se è svolta dietro pagamento e impegna l'impiegato in misura tale da compromettere le sue prestazioni nell'ambito del rapporto di lavoro per conto della Confederazione (art. 91 cpv. 1 lett. a OPers) o se il tipo di attività rischia di generare un conflitto con gli interessi del servizio (art. 91 cpv. 1 lett. b OPers).

Riguardo alla proposta di rilascio da parte della Confederazione di diplomi riconosciuti sul piano federale per terapeuti non medici nel settore della medicina complementare, il Dipartimento federale dell'interno (DFI), che su questo punto è in sintonia con i cantoni, è dell'avviso che vada respinta almeno fino alla votazione sull'iniziativa "Sì alla medicina complementare". Nei contatti avuti con il competente Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia (UFFT), il capo dell'unità di direzione politica della sanità, che in seno all'Ufficio della sanità pubblica (UFSP) è responsabile della legislazione in materia di professioni mediche, ha difeso la posizione del DFI condivisa anche dal Consiglio federale.

In considerazione di quanto precede si risponde come segue alle domande poste:

1. La ditta di consulenza Jestix non è più operativa dal 2003, ossia dall'entrata in servizio alla Confederazione del dottor Christian Affolter. Da quando ha iniziato a lavorare all'UFSP Christian Affolter non svolge di conseguenza più alcuna occupazione accessoria ai sensi delle disposizioni sopra citate. Presso la Mühlen-Apotheke GmbH egli è rimasto socio, rinunciando tuttavia all'esercizio di qualsiasi attività di gestione o di altro genere a favore della ditta. Secondo l'UFSP, nel caso concreto non sussiste alcun motivo di mettere in questione l'indipendenza del capo dell'unità di direzione politica della sanità o la fiducia in lui riposta né il rischio di un conflitto d'interessi. Una tale valutazione permette di escludere in questo caso un obbligo di autorizzazione.

È stato lo stesso Christian Affolter, così come previsto dall'articolo 91 capoverso 3 OPers, a informare l'UFSP in merito all'esistenza della ditta di consulenza e al suo statuto societario in seno alla Mühlen-Apotheke GmbH. Da una verifica della fattispecie da parte dell'UFSP è emerso che nei due casi non vi erano le condizioni per presentare una domanda di autorizzazione secondo l'articolo 91 capoverso 1 OPers.

2. Per valutare le occupazioni accessorie, l'UFSP dal 1° aprile 2006 si attiene evidentemente alle direttive dell'Ufficio federale del personale, che concretizzano i criteri previsti dall'articolo 91 OPers. Anche le occupazioni accessorie esaminate prima di questa data sono già state valutate sulla base delle disposizioni dell'articolo 91 OPers. Fatte salve eventuali modifiche del rapporto d'impiego presso la Confederazione oppure del genere e dell'entità dell'occupazione accessoria, non vi è quindi alcun motivo di riesaminare sistematicamente tutte le occupazioni accessorie già precedentemente note.

3. Dato che, come illustrato sopra, nei due casi non ci si trova in presenza di occupazioni accessorie soggette all'obbligo di autorizzazione, non sussistono neanche i presupposti per l'applicazione delle regole relative alla ricusazione.

Risposta del Consiglio federale.