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07.1090 · Interrogazione urgente · 2007-09-25

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Come riportato il 30 agosto 2007 dalla trasmissione informativa "10 vor 10", della televisione svizzera di lingua tedesca, il Consiglio federale ha autorizzato l'esportazione di 31 carri armati granatieri MOWAG in Romania. I carri armati granatieri vengono impiegati dalla Romania nelle azioni in Iraq e Afghanistan. Secondo il numero del 29 agosto 2007 della rivista specializzata in questioni militari "Jane's Defence Weekly", anche la Polonia sarebbe interessata ai veicoli militari dell'impresa d'armamento di Kreuzlingen. Anche la Polonia impiegherebbe i veicoli in questione in azioni svolte nel quadro della cosiddetta "war on terror" in Afghanistan.

Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:

1. Al momento della sua decisione, il Consiglio federale sapeva che i carri armati svizzeri sarebbero stati impiegati nelle azioni in Iraq o in Afghanistan? In caso affermativo, il Consiglio federale ritiene giusto che la Svizzera, mediante la fornitura di armi, dia il suo appoggio alla guerra in corso in Iraq e in Afghanistan?

2. In merito alla fornitura di carri armati alla Romania, il Consiglio federale è disposto a ritornare sulla sua decisione per impedire che i veicoli svizzeri vengano utilizzati nella cosiddetta "war on terror"?

3. Al Consiglio federale sono già pervenute richieste preliminari concernenti una fornitura di armamenti alla Polonia? In caso affermativo, qual è stata la risposta del Consiglio federale?

4. Il Consiglio federale non condivide l'opinione secondo cui la fornitura di veicoli blindati alla Polonia, chiaramente destinati ad un impiego nella guerra in Afghanistan, è inopportuna per ragioni legate alla politica di pace e di neutralità?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il 21 agosto 2007, d'intesa con il DFAE la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) ha approvato una domanda di esportazione concernente la fornitura al ministero della difesa rumeno di 31 veicoli per il trasporto truppe Piranha, blindati ed equipaggiati con armi, per un valore di 43 milioni di franchi. Al momento della decisione, la SECO non era a conoscenza dell'intenzione, da parte delle forze militari rumene, di impiegare i veicoli in questione nelle azioni in Iraq e Afghanistan.

2. L'autorizzazione della domanda di esportazione in Romania è conforme alle disposizioni della legge sul materiale bellico. Nel caso delle crisi in atto in Iraq e Afghanistan, non si tratta di conflitti tra Stati bensì di operazioni volte a ripristinare e a consolidare l'autorità dello Stato e la convivenza civile. L'impiego delle truppe rumene - e del materiale bellico in dotazione a queste ultime - non avviene nell'ambito di una guerra diretta contro l'Iraq o l'Afghanistan, bensì conformemente alla relativa risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'ONU. Pertanto, una revoca dell'autorizzazione, oltre a non essere necessaria sotto il profilo della politica o del diritto della neutralità, non avrebbe alcuna base legale.

3. Conformemente al decreto del 10 marzo 2006 del Consiglio federale, quest'ultimo non si occupa più delle richieste preliminari concernenti forniture di materiale bellico. Allo stato attuale, anche alla SECO non è giunta alcuna richiesta preliminare relativa alla fornitura alla Polonia di materiale bellico prodotto dalla ditta MOWAG.

4. La Polonia aderisce a tutti e quattro i regimi di controllo delle esportazioni finalizzati al controllo dei beni strategicamente rilevanti e, in passato, non ha mai causato problemi in relazione all'esportazione di materiale bellico. Analogamente al caso della Romania, l'impiego di truppe polacche in Afghanistan si fonda su una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'ONU ed è conforme al diritto internazionale. Anche l'eventuale fornitura di materiale bellico al Ministero della difesa polacco non sarebbe perciò in contrasto con il diritto della neutralità e non lascerebbe adito a dubbi riguardo alla politica di neutralità. In linea di principio, il Consiglio federale ritiene che, in quanto Paese destinatario di forniture di materiale bellico, nei confronti della Polonia non possa essere avanzata alcuna riserva. Tuttavia, una valutazione definitiva potrebbe essere formulata dalle autorità di rilascio dell'autorizzazione soltanto se venisse effettivamente presentata una domanda di esportazione.

Risposta del Consiglio federale.