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07.3047 · Mozione · 2007-03-14

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di elaborare d'intesa con i cantoni un programma di politica energetica con cui realizzare nel 2050 l'obiettivo di una domanda di energia pro capite pari a 2000 watt (società a 2000 watt). Questo programma deve basarsi sullo stesso approccio scelto dal Parlamento per la realizzazione della legge sul CO2. Dovranno essere fissate delle tappe intermedie e definite delle misure da adottare nel caso in cui non dovessero essere raggiunte.

Begründung

Per effetto delle esigenze di protezione del clima e dell'esaurimento delle risorse petrolifere, il XXI secolo sarà all'insegna del completo riorientamento energetico della nostra società. Esso implica la fissazione di un obiettivo di lungo termine e la definizione di un calendario per poterlo raggiungere.

Diversi elementi nuovi intervengono nella fissazione di un obiettivo ambizioso per la metà di questo secolo:

1. Il rapporto 2007 del gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici (IPCC) ha confermato, con un grado di certezza molto elevato, che il riscaldamento climatico in corso è dovuto alle emissioni di gas a effetto serra e che esso si accelererà se queste emissioni non saranno fortemente ridotte.

2. Lo studio commissionato dal governo britannico a Nicholas Stern, ex capo economista della Banca mondiale, giunge alla conclusione che oltre alle conseguenze per la popolazione e l'ambiente, il riscaldamento potrebbe avere ripercussioni economiche comparabili a quelle delle due guerre mondiali, con una riduzione della produzione mondiale pari al 20 per cento. Il costo della stabilizzazione delle emissioni ammonterebbe all'1 per cento del PIL.

3. Il 9 marzo, i capi di Stato e di governo dell'Unione europea hanno deciso di fissare al 2020 l'obiettivo di riduzione del 20 per cento delle emissioni di gas a effetto serra. Il 20 febbraio, i ministri dell'ambiente avevano affermato che i Paesi sviluppati dovrebbero continuare a indicare la via da seguire, impegnandosi insieme a ridurre, entro il 2020, le emissioni di gas a effetto serra del 30 per cento circa rispetto al 1990, con lo scopo di ridurre complessivamente le loro emissioni del 60 a 80 per cento da qui al 2050.

La società a 2000 watt, secondo il modello sviluppato dai politecnici federali, appare un obiettivo raggiungibile se si applicano in modo sistematico i migliori risultati della tecnica. E ciò si impone a maggior ragione se si considera l'orizzonte temporale del 2050 e i progressi che sono attesi. Questo modello implica una diminuzione del 60 per cento della nostra domanda di energia. I tre quarti del fabbisogno dovrebbero essere coperti dalle fonti rinnovabili. Al riguardo, l'Accademia svizzera delle scienze tecniche (SATW) ha di recente dimostrato la fattibilità tanto sul piano tecnico quanto su quello economico (plan de route - énergies renouvelables Suisse, Cahier SATW n. 39, Zurigo 2006).

Con l'attuazione della legge sul CO2, il Parlamento ha fatto un passo innovativo: ha previsto l'applicazione scaglionata di una misura in funzione di tappe intermedie. Questo approccio merita di essere esteso a tutta la politica energetica.

Un programma di politica energetica che si prefigge i 2000 watt nel 2050 dovrà:

1. definire le tappe intermedie, per esempio il 2010, il 2015, il 2020;

2. stabilire i potenziali di riduzione della domanda in ognuno dei settori del consumo (edifici, trasporti, imprese), nonché il costo al quale ogni potenziale può essere sfruttato;

3. stabilire le modalità di attuazione progressiva di questi potenziali, cominciando dai più economici, con la seguente graduazione: primo misure volontarie, secondo misure d'incentivazione, terzo misure obbligatorie;

4. definire, in caso di mancato raggiungimento di un obiettivo intermedio, le misure supplementari da introdurre.

Una simile procedura orientata sul lungo termine consente di creare un quadro stabile favorevole agli investimenti, alla ricerca e allo sviluppo tecnico. Fissando con largo anticipo un obiettivo e stabilendo sin dall'inizio le misure che saranno di volta in volta attuate, essa crea una visibilità durevole della politica energetica e permette di mobilitare gli attori in un quadro giuridico certo.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Le prospettive energetiche 2035 elaborate su mandato dell'Ufficio federale dell'energia dimostrano che, in considerazione dei crescenti consumi energetici, le misure di politica energetica finora adottate non sono sufficienti a garantire sul medio e lungo termine l'approvvigionamento sicuro della Svizzera. Inoltre, visti i cambiamenti climatici a livello mondiale, occorre ridurre drasticamente le emissioni di CO. Lo scenario 4 propone le misure necessarie per consentire di realizzare sul lungo termine la società a 2000 watt. Il plan de route dell'Accademia svizzera delle scienze tecniche ne illustra anche la fattibilità tecnica. Dalle prospettive energetiche emerge che una società a 2000 watt può essere realizzata soltanto con l'integrazione di altre misure e una tassa d'incentivazione sull'energia.

In occasione della seduta del 21 febbraio 2007 riguardo alla strategia energetica della Svizzera il Consiglio federale ha definito nuovi principi in materia di politica energetica. La strategia poggia su quattro pilastri: misure di efficienza energetica, promovimento delle energie rinnovabili, politica estera in materia energetica e impianti di grande potenza. Il Consiglio federale ha incaricato il DATEC di elaborare entro la fine del 2007 dei piani d'azione per migliorare l'efficienza energetica in tutti i settori e promuovere le energie rinnovabili. Alla fine di quest'anno, una volta disponibili i piani, il Consiglio federale prenderà una decisione in merito al tipo e alla portata delle misure da adottare. Nel quadro della messa a punto dei piani d'azione, il DATEC esaminerà anche le misure proposte nella presente mozione. Poiché le decisioni relative ai singoli provvedimenti non sono ancora state prese, attualmente il Consiglio federale non può prendere impegni al riguardo; per ragioni formali la mozione va pertanto respinta. Nel caso la mozione venisse accolta, il collegio proporrebbe alla seconda Camera di trasformare l'intervento in un mandato di esame.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.