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07.3082 · Postulato · 2007-03-20

Cancelleria federale

Liquidato

Wortlaut

Nella risposta alla mia interpellanza 06.3649, "Raccolta di firme intralciata da inutili angherie", il Consiglio federale ricorda che "attualmente secondo la dottrina dominante non è possibile prevedere un obbligo di autorizzazione per la raccolta di firme da parte di piccoli gruppi mobili privi di installazioni". La dottrina è pertanto in contraddizione con la giurisprudenza, ormai superata, e con l'attuale prassi dei comuni. Il Consiglio federale è incaricato di esaminare le possibilità a disposizione della Confederazione per fare in modo che a livello nazionale i comuni applichino una prassi liberale in materia di raccolte di firme nel senso della dottrina dominante attualmente.

Begründung

La democrazia diretta vive grazie alle organizzazioni, ai partiti e ai gruppi di interessi che partecipano alle discussioni politiche e ai processi decisionali con iniziative e referendum. Soprattutto le organizzazioni con mezzi finanziari limitati devono poter raccogliere le firme sul suolo pubblico per poter raggiungere i loro scopi.Se la raccolta di firme viene intralciata o ostacolata il diritto di referendum e il diritto d'iniziativa subiscono una limitazione sconveniente.In una democrazia diretta la raccolta di firme non dev'essere considerata un fastidio dalle autorità - al contrario: questa forma di attività politica non solo è garantita dalla Costituzione, bensì è addirittura auspicabile, poiché senza raccolte di firme non vi è democrazia diretta. In particolare l'utilizzazione del suolo pubblico per la raccolta di firme non può essere parificato ad altri impieghi, per esempio quelli commerciali.Nella risposta alla mia interpellanza 06.3649 il Consiglio federale mostra come la giurisprudenza del Tribunale federale e la prassi attuale dei comuni non corrispondano alla concezione della dottrina. La Confederazione deve ora esaminare il modo in cui la dottrina possa essere attuata nella prassi.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale ritiene convincente l'attuale giurisprudenza. La critica della dottrina dominante gli appare fortemente orientata alla teoria. Non è infatti opportuno contrapporre i diritti politici ad altri diritti. Non è soltanto l'utilizzazione a fini commerciali che nelle aree pubbliche di un comune potrebbe entrare in concorrenza con i diritti politici, bensì anche la libertà di riunione (art. 22 della Costituzione) o la libertà di movimento (art. 10 della Costituzione). Per poter funzionare la democrazia diretta necessita di tutti questi diritti! Soltanto i comuni conoscono a sufficienza la situazione locale per poter evitare i conflitti tra legittimi interessi opposti. E non si può contestare la loro facoltà di gestire eventuali conflitti dovuti a situazioni precarie per motivi di spazio o di tempo per mezzo di autorizzazioni di polizia. La Cancelleria federale è tuttavia disposta, nell'ambito della Conferenza svizzera dei cancellieri di Stato, a intervenire presso i cantoni affinché essi vincolino i loro comuni ad applicare una prassi d'autorizzazione gratuita e orientata ai diritti fondamentali in base alla quale le autorizzazioni possono venir rifiutate soltanto per motivi fondati (p. es. in caso di conflitto tra pretese derivanti da diritti fondamentali).