07.3129 · Postulato · 2007-03-21
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di effettuare un'analisi costi-benefici relativa all'impiego di cannoni sparaneve nelle stazioni invernali, prendendo in considerazione criteri ecologici, e di proporre delle misure al riguardo. In tale ambito si dovrà tenere conto dei piani di ampliamento e degli investimenti previsti in diverse regioni dove si praticano sport invernali.
Il relativo rapporto dovrà, tra l'altro, contenere informazioni riguardanti:
a. gli investimenti previsti per gli impianti d'innevamento artificiale da parte dei comuni, dei cantoni, della Confederazione e dei privati;
b. le ripercussioni dell'innevamento artificiale, come pure della conseguente utilizzazione delle zone in questione per le attività del tempo libero, sugli ecosistemi sensibili (consumo di acqua e di energia, problematica della protezione delle paludi, flora e fauna, ecc.);
c. le ripercussioni ambientali dei nuovi additivi impiegati;
d. le ripercussioni sull'agricoltura nelle regioni interessate.
Begründung
Le temperature estremamente miti e le scarse precipitazioni nevose dell'inverno 2006/07 hanno determinato, nelle stazioni invernali, un sempre maggiore ricorso a sistemi artificiali per sopperire alla mancanza di neve naturale, come pure un aumento degli investimenti per l'ampliamento degli impianti d'innevamento artificiale. Gli esperti prevedono che, tra dieci anni, le superfici innevate artificialmente saranno almeno il doppio di quelle odierne. Secondo l'Associazione funivie svizzere, nei prossimi cinque anni saranno necessari investimenti per 800 milioni di franchi.
L'innevamento artificiale richiede un grande consumo di acqua e di energia, con conseguenze estremamente negative sulla biodiversità. Uno studio condotto dalla Commissione internazionale per la protezione delle Alpi (CIPRA) rivela che gli almeno 3000 cannoni sparaneve presenti nelle Alpi necessitano, per ogni stagione, di una quantità di energia pressoché uguale a quella consumata da una città come Basilea nel corso di un anno. La CIPRA ha inoltre calcolato che detti cannoni spruzzano ogni inverno una quantità d'acqua nettamente superiore a quella consumata in un anno dagli oltre 1,3 milioni di abitanti delle dieci principali città svizzere. Sulle Alpi vengono pertanto create delle serie di bacini artificiali destinati ad alimentare i cannoni sparaneve, e si ricorre inoltre all'impiego di additivi come lo Snomax, che abbassa il punto di congelamento e consente quindi di produrre neve artificiale anche a temperature più elevate. Le ripercussioni a lungo termine di questa sostanza sono attualmente impossibili da stimare.I cannoni sparaneve non costituiscono quindi una soluzione sostenibile per sopperire alla mancanza di neve. Non risolvono il problema, ma curano soltanto i "sintomi" dei cambiamenti climatici.
Secondo i climatologi, il riscaldamento del clima avrà delle gravi ripercussioni sugli sport invernali, e il limite della neve, attualmente situato a 1200 metri, si innalzerà di diverse centinaia di metri. Pertanto, invece di farsi prendere dal panico e insistere con investimenti ecologicamente ed economicamente insensati per la produzione di neve artificiale, è necessario continuare a sviluppare delle strategie turistiche capaci di far fronte alle sfide future. L'obiettivo principale deve infatti essere quello di promuovere, nelle regioni situate a quote troppo basse, attività turistiche invernali non legate alla presenza di neve e/o di concentrarsi maggiormente sul turismo estivo.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale riconosce che i mutamenti climatici implicano conseguenze rilevanti anche per il turismo invernale. A lungo termine, l'innalzamento del limite della neve renderà pressoché impossibile gestire in modo redditizio le regioni sciistiche delle Prealpi. Dette ripercussioni diventano ancora più significative se si considera che l'impiego ottimale dei cannoni sparaneve è possibile soltanto a basse temperature. Le regioni interessate devono pertanto adattarsi soprattutto a una minore garanzia di innevamento e diversificare la loro offerta turistica.
Tuttavia, il Consiglio federale respinge la proposta avanzata dal postulato di effettuare, sulla base di criteri ecologici, un'analisi costi-benefici relativa all'impiego di cannoni sparaneve nelle stazioni invernali. Il rilascio dell'autorizzazione per i cannoni sparaneve è di competenza dei cantoni. L'impatto ambientale della neve artificiale e degli additivi è già stato oggetto di diverse ricerche scientifiche. Al riguardo, si rimanda anche alle indagini in corso presso l'Istituto federale per lo studio della neve e delle valanghe sulla prassi attualmente in vigore per l'uso di additivi nell'ambito della preparazione delle piste da sci.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.