07.3137 · Mozione · 2007-03-21
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di riunire le tre leggi attualmente vigenti in materia di acque, ovvero la legge sulle forze idriche (RS 721.80), la legge sulla sistemazione dei corsi d'acqua (RS 721.100) e la legge sulla protezione delle acque (RS 721.20) in un'unica e concisa legge sulla protezione e l'utilizzazione delle acque.
Begründung
Oggi, chiunque voglia ottenere una nuova concessione per una centrale idroelettrica deve affrontare una lunga e complicata corsa a ostacoli tra gli uffici. La dispersione delle competenze decisionali tra la Confederazione e i cantoni causa doppioni, inutili ritardi nelle procedure e, di conseguenza, notevoli costi supplementari. Le tre leggi attualmente vigenti nel settore delle acque esigono ad esempio, oltre al già complesso esame dell'impatto sull'ambiente (EIA), anche una pianificazione della protezione e dell'utilizzazione del territorio. Di conseguenza, per uno stesso progetto devono essere consultati diversi esperti, che effettuano più volte analisi identiche. Ciò avviene, ad esempio, quando il richiedente commissiona un EIA, quando le autorità cantonali valutano il progetto, quando l'UFAM conduce la relativa indagine conoscitiva e, infine, quando il Consiglio federale approva la pianificazione della protezione e dell'utilizzazione. A causa di tutte queste procedure, particolarmente complesse, il processo di autorizzazione per l'utilizzazione delle forze idriche, che pur rappresentano una preziosa fonte energetica rinnovabile, dura di norma anche più di quindici anni. Inoltre, se dopo l'autorizzazione viene presentato ricorso, l'intero processo per l'ottenimento della concessione può addirittura protrarsi per venti anni. Pertanto, al fine di assicurare l'approvvigionamento energetico e di rendere più efficienti sia il rinnovo di concessioni che le centrali già esistenti, urge una semplificazione delle procedure di autorizzazione.
Per abbreviare le procedure di autorizzazione è indispensabile delegare maggiori competenze ai cantoni. Poiché sono loro che esercitano la sovranità sulle acque, infatti, la valutazione finale di tali procedure dovrebbe spettare ai cantoni. Anche questo aspetto dovrà essere tenuto in debita considerazione al momento della fusione delle tre leggi federali nel settore delle acque.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale riconosce il valore delle energie rinnovabili e l'importanza di procedure di autorizzazione semplificate nel settore delle centrali idroelettriche. Il governo dubita tuttavia che sia sufficiente unire, come chiede l'autore della mozione, le tre leggi summenzionate in una sola legge che contempli gli aspetti della protezione e dell'utilizzazione delle acque per accelerare le procedure di rilascio delle concessioni. Secondo la legislazione vigente, le competenze per rilasciare autorizzazioni di concessione e costruzione in materia di sfruttamento delle forze idriche e per disciplinare le necessarie procedure sono per lo più affidate ai cantoni. La Confederazione ha facoltà di decisione soltanto per quanto riguarda i tratti internazionali dei corsi d'acqua o quando i cantoni interessati non riescono a trovare un accordo fra di loro. Una procedura di concessione non richiede necessariamente tempi lunghi: lo dimostra il caso della centrale idroelettrica di Linth-Limmern nel canton Glarona, in cui tutte le parti interessate sono state coinvolte già nella fase preliminare della procedura di concessione permettendo di concluderla nel giro di pochi mesi.
La fusione delle tre leggi federali nel settore delle acque non elimina inoltre la concorrenza che esiste in genere fra gli aspetti della protezione e quelli dell'utilizzazione delle risorse idriche. Ai fini di un uso sostenibile delle risorse idriche sono indispensabili strumenti e procedure che consentano di ponderare gli interessi divergenti.
Le sfide che il settore della gestione delle acque dovrà affrontare in Svizzera andranno ben oltre il solo sfruttamento delle forze idriche. Gli effetti dei cambiamenti climatici o l'utilizzazione di prodotti chimici nell'ambiente non sono che due dei molteplici aspetti che andranno considerati. Il Consiglio federale ritiene pertanto opportuno esaminare se il sistema attuale della gestione delle acque sia in grado di affrontare tali sfide dal punto di vista dei contenuti e del diritto ma anche sul piano organizzativo e istituzionale. Per gestire in modo ottimale le diverse esigenze in gioco, in parte contrastanti tra loro, l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) ha avviato i lavori concettuali preliminari, ai quali partecipano, oltre ad altri servizi federali, anche i cantoni, le associazioni di categoria e il settore della ricerca. Si tratta di eseguire un'analisi dei punti forti e deboli del settore della gestione delle acque, di valutare il potenziale offerto da una gestione complessiva dei bacini imbriferi e di emanare raccomandazioni per definire la gestione delle acque del futuro. Le proposte della mozione verranno riprese nell'ambito degli accertamenti attualmente in corso. I risultati di tali lavori non sono ancora disponibili.
Le indagini dell'UFAM hanno l'obiettivo di elaborare entro la fine del 2009 delle solide basi di discussione e di decisione per una politica complessiva e sostenibile in materia di corsi d'acqua e di risorse idriche. Le procedure adottate garantiscono il coinvolgimento degli attori più importanti. Poiché al momento non è possibile stabilire se quanto proposto dalla mozione rappresenti la soluzione ottimale per affrontare le sfide future, il Consiglio federale propone di respingere la mozione. Se la Camera prioritaria dovesse accogliere la mozione, il governo sarebbe disposto ad accettarla come proposta d'esame e di proporre alla seconda Camera la modifica della mozione.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.