07.3175 · Interpellanza · 2007-03-22
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Nella parte programmatica del piano settoriale dei trasporti, approvato il 26 aprile 2006 dal Consiglio federale, al punto S5.2 viene stabilito il principio seguente:
"Nell'adempimento dei propri compiti nel settore del traffico ferroviario e stradale, la Confederazione provvede ad integrare in modo ottimale il traffico lento nelle catene di trasporto, ad eliminare gli ostacoli nella rete della mobilità lenta e a migliorare la sicurezza del traffico, in particolare nelle interfacce con la rete locale."
In questo contesto invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:
1. Quali misure pensa di adottare per attuare il principio strategico del punto S5.2 del suddetto piano settoriale in merito all'integrazione del traffico lento nelle catene di trasporto, alla soppressione degli ostacoli come pure al miglioramento della sicurezza del traffico nelle interfacce con la rete locale?
2. Il collegio è disposto a destinare a queste misure ulteriori mezzi finanziari, non ancora preventivati nell'ambito dei trasporti pubblici?
3. A suo giudizio, quali sono le possibilità che consentirebbero di ancorare durevolmente in leggi e ordinanze le esigenze del traffico lento definite nel piano settoriale summenzionato?
Begründung
Il traffico lento può contribuire al raggiungimento di obiettivi di politica sanitaria e ambientale. Il suo promovimento è quindi nell'interesse della Confederazione.
Integrazione del traffico lento nelle catene di trasporto
La combinazione tra traffico lento e trasporti pubblici riveste grande importanza. Se si considerano solo le FFS risulta che ogni giorno 55 000 pendolari associano spostamenti in treno e in bicicletta. Inoltre ciclisti e pedoni hanno molto in comune con i trasporti pubblici; questi ultimi costituiscono il complemento ideale alla bicicletta e alla marcia per percorrere distanze medio lunghe. Le condizioni quadro per combinare in modo semplice e attrattivo i due diversi tipi di mezzi di trasporto vanno pertanto ulteriormente perfezionate. In questo ambito rientrano ad esempio la creazione di parcheggi per biciclette muniti di protezioni contro i furti e le intemperie, le possibilità di lasciare in custodia bagagli e di trasportare facilmente biciclette, bagagli, passeggini e carrozzine.
Soppressione degli ostacoli
Strade nazionali, tratte ferroviarie e stazioni ferroviarie ubicate su grandi aree ostacolano spesso i pedoni e i ciclisti, segnatamente nelle zone urbane. Solo una piccola deviazione di 200 metri per raggiungere il punto di attraversamento più vicino può allungare il percorso di 400 metri o di 5 a 6 minuti. Va quindi verificato se le istallazioni esistenti intralciano i pedoni e i ciclisti e in caso affermativo è necessario provvedere al loro risanamento. Per quanto concerne invece i nuovi progetti edilizi o le ristrutturazioni, le esigenze del traffico lento vanno tenute in considerazione sin dall'inizio.
Miglioramento della sicurezza
I punti pericolosi nella rete stradale non solo incrementano il rischio di incidenti ma costituiscono pure interruzioni indesiderate della rete ciclo-pedonale restringendo l'offerta di mezzi di trasporto. Nella rete viaria rilevante per il piano settoriale tali interruzioni si trovano soprattutto presso gli svincoli autostradali e i grandi collegamenti stradali dove la rete nazionale e sovraregionale, generalmente in presenza di un forte volume di traffico, si congiungono con la rete regionale. Questi punti pericolosi vanno pertanto eliminati il più celermente possibile.
Stellungnahme des Bundesrates
Il sistema dei trasporti deve diventare più efficiente, obiettivo che il Consiglio federale persegue tra l'altro impegnandosi nell'ambito dell'intermodalità, cercando di rendere più attrattivo l'uso combinato dei diversi vettori di trasporto. Questi vanno impiegati in funzione dei vantaggi che offrono. In questo contesto, lo sviluppo del traffico lento riveste un ruolo importante, segnatamente negli agglomerati.
Il piano settoriale dei trasporti fissa i principi strategici necessari a questo scopo. La sua portata non si limita però a questo: in effetti, nell'adempimento dei loro compiti le autorità federali sono tenute a rispettarne i contenuti, i quali costituiscono pure un'importante base decisionale nell'ambito dei trasporti e dell'infrastruttura. Queste decisioni riguardano ad esempio le concessioni e le autorizzazioni, l'attribuzione di contributi, la conclusione di accordi sulle prestazioni oppure l'approvazione di piani o programmi per infrastrutture. Il Consiglio federale è consapevole che i contenuti del piano settoriale spesso vadano ulteriormente concretizzati. Esso ha pertanto incaricato il DATEC e gli uffici federali principalmente interessati (ARE, USTRA, UFT) di concretizzare questi obiettivi e misure nelle parti attuative "Ferrovia/trasporti pubblici" e "Strade" del piano settoriale dei trasporti.
1. Per contribuire al raggiungimento dell'obiettivo prefissato, le autorità federali dispongono di diverse misure, alcune attuabili direttamente dalle autorità competenti, altre realizzabili invece nell'ambito di competenza delle aziende di trasporti pubblici oppure dei cantoni e dei comuni. In questo ultimo caso il sostegno della Confederazione è indiretto ed avviene, ad esempio, tramite la definizione di istruzioni, l'attribuzione di contributi federali o l'elaborazione di supporti di lavoro.
Tutte le misure che agevolano e rendono attrattivo il passaggio da un mezzo di trasporto a un altro contribuiscono a migliorare le catene di trasporto. Tra queste misure si possono citare ad esempio la creazione di parcheggi bike and ride sicuri e protetti dalle intemperie come pure la possibilità di trasportare facilmente biciclette, bagagli e passeggini su treni, tram e bus. A influire fortemente sulla scelta della catena di trasporto traffico lento - mezzi pubblici - traffico lento è anche la messa a disposizione di informazioni di viaggio semplici e interattive (p. es. piani orari "da porta a porta").
Per eliminare gli ostacoli presenti tra le infrastrutture per il traffico lento di cui è competente, la Confederazione persegue una strategia su due fronti: i futuri progetti di costruzione stradali e ferroviari devono evitare di creare ostacoli, mentre se gli ostacoli sono già presenti o se sono il risultato dell'urbanizzazione, nel limite del possibile, vanno rimossi. Dato che al momento non esiste alcun obbligo legale in merito, una tale opzione va presa in considerazione se è nell'interesse dei diversi attori e soprattutto se il rapporto costi-benefici è conveniente. Le migliori condizioni si presentano nell'ambito dei grandi lavori di adattamento e ampliamento di tratti ferroviari o stradali esistenti.
Spesso i maggiori problemi di sicurezza tra la rete delle strade nazionali e le reti del traffico lento sorgono principalmente presso i raccordi autostradali, interfacce delle reti dei trasporti regionali e dei trasporti locali. Spesso questi problemi possono essere risolti solo adottando misure edili relativamente dispendiose. Pertanto, anche in questo ambito, nella pianificazione e nell'attuazione di modifiche e ampliamenti agli impianti esistenti, è essenziale considerare tempestivamente e in modo approfondito le esigenze del traffico lento.
2. Gli obiettivi, i principi e le priorità formulati nel piano settoriale dei trasporti vanno applicati anzitutto nelle attività di pianificazione, costruzione, esercizio e manutenzione degli impianti infrastrutturali di competenza della Confederazione. Il finanziamento di questi progetti è disciplinato nelle legislazioni relative ai singoli vettori e mezzi di trasporto: ad esempio, nell'ambito dei trasporti pubblici nella legislazione in materia di ferrovie e di trasporto di viaggiatori, nell'ambito del trasporto motorizzato privato nella legislazione relativa alle strade nazionali e all'imposta sugli oli minerali. Questi testi di legge prevedono il finanziamento delle spese per misure di accompagnamento che tengono conto degli interessi del traffico lento. Per questo motivo, al momento, il Consiglio federale non ritiene necessario destinare ulteriori mezzi finanziari per l'attuazione dei progetti e degli obiettivi del traffico lento formulati nel quadro del principio al punto S5.2 del piano settoriale dei trasporti.
3. In virtù del carattere vincolante del piano settoriale dei trasporti, le autorità federali sono tenute a osservarne le disposizioni nell'adempimento dei loro compiti con incidenza sullo sviluppo territoriale. Esse devono però attenervisi solo nel quadro delle loro competenze e entro i margini di manovra lasciati loro dai testi di legge summenzionati. Il Consiglio federale ritiene pertanto opportuno adeguare gradualmente le leggi e le ordinanze rispettive agli obiettivi fissati nel piano settoriale per il traffico lento. Questa strategia concerne tutti gli elementi già citati: la soppressione degli ostacoli a livello di strade e ferrovia, l'ottimizzazione delle catene di trasporto come pure la maggiore considerazione delle esigenze del traffico lento nell'ambito della pianificazione, della costruzione e dell'esercizio di strade e reti ferroviarie che rientrano nell'ambito di competenza della Confederazione.
Risposta del Consiglio federale.