07.3241 · Postulato · 2007-03-23
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Invito il Consiglio federale a esaminare se sia opportuno introdurre un'assicurazione malattie basata su un modello a tre pilastri come alternativa a lungo termine alla vigente LAMal.
Primo pilastro: copertura delle prestazioni a elevato rischio medico e finanziario. Questa copertura è obbligatoria e comprende per esempio tutte le malattie gravi e croniche, nonché i soggiorni in ospedale.
Secondo pilastro: copertura delle prestazioni a esiguo rischio medico e finanziario come per esempio i trattamenti ambulatoriali. È volontaria.
Terzo pilastro: comprende le prestazioni attualmente fornite dall'assicurazione privata o semiprivata.
Il Consiglio federale è in particolare incaricato di accertare dove risiedano le difficoltà che pone la realizzazione di un sistema a tre pilastri (per analogia con la previdenza per la vecchiaia) e come sia possibile risolverle.
Begründung
L'introduzione della LAMal si prefiggeva due obiettivi fondamentali: contrastare la desolidarizzazione e frenare il rincaro. Malgrado gli importanti sforzi prestati, non è stato attualmente raggiunto nessuno dei due obiettivi. Apportare correzioni all'attuale sistema della LAMal è opportuno e necessario. Parallelamente a questo processo strutturato per tappe, non sarà tuttavia sempre possibile prescindere dall'elaborazione di un'adeguata alternativa a lungo termine.
Sarebbe possibile realizzare un modello a tre pilastri - analogo a quello vigente in materia di previdenza per la vecchiaia - che combini i vantaggi della vecchia assicurazione volontaria con quelli dell'attuale LAMal.
Primo pilastro: il 5 per cento circa degli assicurati causa più del 50 per cento delle spese. Il primo pilastro potrebbe così essere inteso anche come ambito ad alto rischio. Il 5 per cento dei pazienti che causa costi elevati è composto innanzitutto da persone affette da malattie gravi e croniche. La comunità deve sopportare questi costi in maniera solidale. Si renderebbe così inutile la caccia degli assicuratori malattie ai buoni rischi. Dimezzando l'assicurazione di base diverrebbe superfluo anche il sistema delle riduzioni dei premi. La Confederazione potrebbe partecipare direttamente al primo pilastro.
Secondo pilastro: tutte le altre prestazioni dovrebbero essere assicurate su base volontaria. Per una percentuale di assicurati compresa tra il 90 e il 95 per cento le assicurazioni malattia potrebbero tornare a offrire vere e proprie prestazioni assicurative. (Prima dell'introduzione della LAMal il 97 per cento della popolazione era assicurato su base volontaria.) Gli assicuratori potrebbero determinare liberamente la struttura del secondo pilastro. Pacchetti di prestazioni adeguati agli assicurati e al rischio permetterebbero di accrescere la concorrenza e in conseguenza di ridurre i costi.
Terzo pilastro: per analogia con la previdenza per la vecchiaia sarebbe possibile un sistema di incentivi fiscali a favore del secondo o del terzo pilastro.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
L'obiettivo dichiarato della legge sull'assicurazione malattie (LAMal), introdotta nel 1996, oltre a quello di ristabilire la solidarietà e di arginare i costi, è di garantire a tutta la popolazione l'accesso a cure mediche complete e di elevata qualità a costi sopportabili. Dagli studi condotti sugli effetti riscontrati nei primi cinque anni dall'entrata in vigore della LAMal gli esperti hanno constatato che questo obiettivo è stato raggiunto: grazie alla nuova normativa infatti è stato possibile colmare importanti lacune nel settore delle prestazioni.
L'introduzione di un nuovo sistema basato sul modello dei tre pilastri comprometterebbe la possibilità di accedere a cure mediche complete garantita a tutta la popolazione. Alcune prestazioni sarebbero trasferite dall'assicurazione obbligatoria a quella facoltativa, senza prima esaurire il potenziale di contenimento dei costi esistente nel sistema attuale. Nonostante il "catalogo delle prestazioni" venga ripetutamente presentato nel dibattito politico quale fattore dell'aumento dei costi, l'elemento determinante per l'evoluzione dei costi non è il rimborso obbligatorio di una prestazione medica in sé, bensì l'accumulo di applicazioni inadeguate nei singoli casi. Occorre citare segnatamente la struttura squilibrata dell'offerta, con un numero elevato di fornitori di prestazioni medici e non medici in alcune zone urbane, le aspettative smisurate nei confronti della medicina o semplicemente la prescrizione di prestazioni inadeguate.
Il Consiglio federale, con le sue proposte di revisione della LAMal nei settori libertà contrattuale, partecipazione ai costi, finanziamento ospedaliero e managed care, presentate al Parlamento nel 2004, ha indicato le possibili vie per incentivare maggiormente la propensione al contenimento dei costi all'interno del sistema vigente. Il dibattito parlamentare su queste proposte non è ancora concluso. Prima di accingersi a promuovere nuove riforme occorre concludere e mettere in atto quelle avviate. Il Consiglio federale si oppone all'idea di passare a un sistema in cui l'assunzione delle prestazioni dipenda unicamente dai costi che esse provocano e non dai loro benefici. Anche nel suo messaggio relativo all'iniziativa popolare "Sì al ribasso dei premi delle casse malati nell'assicurazione di base", adottato nel giugno 2005, si era esplicitamente pronunciato contro un trasferimento delle prestazioni dall'assicurazione di base a quella facoltativa. Infine va ricordato che nel 2000 il popolo svizzero aveva respinto a forte maggioranza l'iniziativa popolare "Per costi ospedalieri più bassi" che chiedeva un analogo disciplinamento.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.