07.3388 · Interpellanza · 2007-06-20
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Facendo riferimento alla risposta dell'11 giugno scorso ad una mia domanda riguardante gli alti prezzi delle tariffe roaming in Svizzera rispetto a quei che entreranno presto in vigore nei Paesi dell'UE, chiedo al Consiglio federale:
1. Non crede il Consiglio federale che dovrebbe intraprendere al più presto qualche azione per fare in modo che anche i consumatori svizzeri possano approfittare dei ribassi tariffali per il roaming introdotti nell'UE?
2. Non crede il Consiglio federale che l'intenzione di occuparsi di questa questione solo fra un anno sia di grave danno all'economia svizzera (consumatori privati, aziende, turisti)?
3. Non pensa che al di là delle vie formali lunghe (accordi bilaterali) o che non risolvono totalmente il problema (modifica della legislazione svizzera), sia possibile ed utile intervenire con altri mezzi e usando canali informali presso le compagnie di telefonia mobile svizzere per indurle ad abbassare i prezzi del roaming per i consumatori svizzeri?
4. Non pensa di far presente a Swisscom, che ha tuttora una posizione dominante e che appartiene alla Confederazione, di fare al più presto questo importante passo in favore dei suoi clienti?
Begründung
L'11 giugno scorso il Consiglio federale ha risposto ad una mia domanda (vedere 07.5114, Tariffe telefoniche Svizzera-UE e UE-Svizzera), scrivendo che effettivamente "anche il Consiglio federale condivide l'opinione che le tariffe roaming molto più alte in Svizzera rispetto a quelle prossimamente in uso nell'UE costituiscono uno svantaggio per i consumatori e le consumatrici svizzeri, per la piazza finanziaria e per il turismo". Dichira inoltre che "per il momento non esistono strumenti giuridici per risolvere il problema. La ripresa della normativa europea non servirebbe a raggiungere l'obiettivo. Le regolamentazioni svizzere non si potrebbero far valere all'estero. In questo modo, solo gli ospiti stranieri in Svizzera ne potrebbero approfittare; i turisti svizzeri all'estero invece no".
Questa situazione è altamente insoddisfacente per i consumatori svizzeri e per gli ospiti stranieri.
Il proposito del Consiglio federale di fare il punto della situazione solo fra un anno lo è ancora di più.
Per questa ragione pongo alcune domande al Consiglio federale, nella consapevolezza che le vie formali sono lunghe (apertura di negoziati con l'UE) e insoddisfacenti (l'adeguamento della legislazione svizzera risolve solo parzialmente il problema).
Per contro ci sono parecchie possibilità di intervento informale che andrebbero messe in atto al più presto, al fine di fare pressione sulle compagnie di telefonia mobile (in particolare sulla Swisscom).
Stellungnahme des Bundesrates
Anche il Consiglio federale ritiene che il fatto che in Svizzera le tariffe di roaming siano più elevate rispetto a quelle degli altri Paesi europei sia un problema tanto per i consumatori quanto per l'economia. Tuttavia, non dispone di basi legali per imporre agli operatori mobili svizzeri condizioni sulla fissazione delle tariffe di roaming.
Il collegio confida tuttavia che la normativa UE avrà un effetto indiretto sulle tariffe di roaming anche in Svizzera e che queste ultime si avvicineranno rapidamente ai livelli europei. Gli esercenti hanno già annunciato riduzioni tariffarie che in parte sfociano in prezzi addirittura inferiori al livello previsto dall'UE. I primi adattamenti avverranno già nel corso del mese di settembre.
Alla luce di quanto precede, il Consiglio federale ritiene opportuno fare un nuovo bilancio della situazione la prossima primavera. Se dovesse costatare che gli sviluppi che si stanno delineando non si saranno realizzati, vaglierà nuove misure considerando il contesto politico europeo.
Il Consiglio federale ritiene che non sia opportuno porre condizioni unicamente a Swisscom, azienda di cui la Confederazione detiene la maggioranza. In qualità di azionista maggioritario, essa fissa innanzitutto gli obiettivi strategici di Swisscom e non interviene nelle questioni operative. Tra l'altro, un intervento unilaterale di questo tipo creerebbe una distorsione della concorrenza con gli altri operatori di telefonia mobile.
Risposta del Consiglio federale.