07.3393 · Interpellanza · 2007-06-20
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
1. Qual è il bilancio delle misure di blocco adottate finora?
2. Come intende definire i bisogni e su quali criteri intende basarsi?
3. La revoca della clausola del bisogno deve essere associata a misure di accompagnamento? Saranno di carattere transitorio?
4. I giovani medici svizzeri saranno liberi di aprire ovunque nuovi studi o dovranno attenersi a nuove condizioni?
5. La legge sulle professioni mediche prevede disposizioni che permettono ai cantoni di vincolare l'autorizzazione al libero esercizio della professione a determinate condizioni di natura tecnica, temporale o geografica (art. 37). Il Consiglio federale prevede di fissare in quest'ambito criteri uniformi per tutto il Paese?
6. Il Consiglio federale è disposto a negoziare soluzioni partenariali con i cantoni e le associazioni professionali?
Begründung
La clausola del bisogno che regge l'apertura di nuovi studi medici è entrata in vigore il 3 luglio 2002 per tre anni ed è stata in seguito rinnovata per un altro periodo di tre anni. Tale disposizione eccezionale scadrà a inizio luglio 2008. L'eventualità dell'entrata in vigore della revisione LAMal sui modelli managed care prima di tale scadenza sembra davvero molto improbabile e l'ipotesi della libertà o dell'obbligo di contrarre lo è ancora di più. La revoca della clausola del bisogno non può tuttavia rimanere totalmente incontrollata. Questa clausola ha avuto conseguenze estremamente deleterie sulla struttura e sul rinnovo del corpo medico, nonché sul funzionamento delle istituzioni ospedaliere. I giovani medici sono stati fortemente penalizzati nella pianificazione e nelle loro prospettive di carriera. In futuro bisognerà assolutamente evitare effetti di discontinuità.
La gestione della demografia medica e dei bisogni non risponde a parametri semplici. Da un lato, le aspettative della società sono profondamente cambiate: le esigenze sono cresciute, ma nessuno intende assumersi le conseguenze economiche e finanziarie. Ognuno vuole avere diritto alle ultime scoperte della tecnologia medica senza necessariamente pagarne il prezzo. Dall'altro lato, anche i professionisti della sanità ritengono di avere il diritto di condurre una vita familiare equilibrata, con tutti i benefici delle ricadute economiche dovute alla loro professione, senza dover più sacrificare la propria esistenza sull'altare di un impegno scientifico e professionale senza limiti. Da questa situazione scaturiscono preferenze geografiche e di specialità che concorrono a sbilanciare il delicato equilibrio fra domanda e offerta a chiaro scapito del bisogno. Di conseguenza sono necessari radicali adeguamenti e la definizione di nuove regole di funzionamento di cui nessuno, però, ha un'idea precisa.
A ciò si aggiunge la libera circolazione delle persone tra i 25 Stati membri dell'Unione europea in un contesto di evidenti disparità economiche e strutturali che rendono la Svizzera attraente, in particolare per le persone provenienti dai Paesi comunitari più sfavoriti.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Attualmente non è ancora possibile stilare un bilancio definitivo delle conseguenze della limitazione dell'autorizzazione a esercitare prevista dall'articolo 55a LAMal. Sulla scorta dei dati raccolti finora si presume che l'eterogeneità con cui è stata messa in atto la misura nei cantoni abbia determinato situazioni diverse nelle singole regioni. Dalle statistiche dell'Associazione degli assicuratori malattie svizzeri Santésuisse e della Federazione dei medici svizzeri FMH risulta che globalmente, dal 2002, le autorizzazioni eccezionali rilasciate dai cantoni hanno leggermente frenato la tendenza all'aumento del numero dei medici liberi professionisti, mentre la loro densità continua ad aumentare.
Per quanto concerne l'evoluzione dei costi dei trattamenti negli studi medici occorre tener presente che la limitazione dell'autorizzazione a esercitare, che dipende dall'esistenza di un bisogno, è entrata in vigore parallelamente all'introduzione del nuovo tariffario medico unificato Tarmed. Quest'ultimo è stato accompagnato da una fase di neutralità dei costi, poiché prevedeva un adeguamento dei valori di punto tariffale cantonali in caso di sorpasso o di mancato raggiungimento della fascia di costi prestabilita. Di fronte a questa situazione non è possibile stimare separatamente l'effetto della limitazione dell'autorizzazione a esercitare sull'auspicato contenimento dei costi.
2. Per meglio tener conto delle differenze regionali nell'ambito delle cure mediche il Consiglio federale, nel quadro della sua ordinanza di applicazione (RS 832.103), ha lasciato ai cantoni il compito di valutare autonomamente la situazione per quanto attiene al bisogno nel proprio territorio e, sulla base di tale valutazione, di rilasciare autorizzazioni eccezionali.
3. Il Consiglio federale ha proposto l'introduzione della libertà di contrarre come soluzione di ripiego allo scadere della limitazione dell'autorizzazione a esercitare, nel luglio 2008. Se il Parlamento dovesse rinunciare alla prosecuzione di tale limitazione e decidere di mantenere l'obbligo di contrarre, vi sarebbe il pericolo di una forte crescita dell'offerta nel settore ambulatoriale soprattutto a causa della prevista immigrazione di medici dall'Unione europea. Una misura volta esclusivamente a limitare tale afflusso non sarebbe compatibile con l'accordo sulla libera circolazione delle persone.
4. Se si dovesse decidere di rinunciare alla prosecuzione della limitazione dell'autorizzazione ad esercitare, tutti i medici che soddisfano le condizioni di ammissione avrebbero la possibilità di aprire uno studio. Le condizioni imposte ai giovani medici sarebbero le stesse alle quali sono soggetti tutti coloro che praticano questa professione.
5. Le limitazioni delle autorizzazioni all'esercizio secondo l'articolo 37 della legge sulle professioni mediche (LPMed), entrata in vigore il 1° settembre 2007, mirano ad assicurare che la popolazione possa beneficiare di cure mediche di qualità. Non si tratta quindi di restrizioni volte a controllare il numero delle persone che svolgono una professione medica a titolo indipendente. La LPMed non conferisce alla Confederazione alcuna competenza di fissare criteri in questo ambito.
6. Nel quadro del suo messaggio del 26 maggio 2004 sulla libertà di contrarre (FF 2004 4293) il Consiglio federale ha sottoposto al Parlamento una proposta di soluzione che considera appropriata al fine di arginare la crescita incontrollata dell'offerta e del volume nel settore ambulatoriale. Spetta ora al Parlamento decidere sul da farsi. Il Consiglio federale, nell'ambito delle sue competenze e in collaborazione con i partner tariffali e i cantoni, è senz'altro disposto a trovare soluzioni alternative. Ritiene tuttavia che sia compito di quelle associazioni di fornitori di prestazioni che si sono opposte categoricamente alla proposta loro presentata, e che al contempo criticano aspramente la limitazione dell'autorizzazione a esercitare, fornire delle soluzioni suscettibili di ottenere il consenso della maggioranza ed economicamente sopportabili.
Risposta del Consiglio federale.